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Mama Records lancia il 'Brandcast'

La casa di produzione milanese di Alberto Vergani e diretta da Alessandro Scali, presenta l'innovativo sistema di comunicazione basato sulla tecnologia 'podcast' di Apple. Si tratta di uno strumento 'tailor made' creato su misura per le esigenze del singolo cliente e pubblicabile sia sul proprio sito che su iTunes Store.

Mama Records, la dinamica casa di produzione milanese di Alberto Vergani e diretta da Alessandro Scali, lancia il 'Brandcast', l'innovativo sistema di comunicazione basato sulla tecnologia 'podcast' di Apple, confermandosi ancora una volta all'avanguardia in campo tecnologico.

I 'podcast' sono trasmissioni audio/video che possono essere scaricate gratuitamente sul proprio computer e soprattutto trasferite sul lettore MP3 o cellulare, facendo diventare 'trasportabili' i contenuti presenti su Internet. Riceverli è semplice: basta collegarsi ad internet e ogni volta i nuovi contenuti saranno scaricati automaticamente.

In Italia il podcasting è in fase di lancio, ma negli Stati Uniti è la vera novità della comunicazione via Internet: per il 2010 si prevede che i fruitori di podcast saranno quasi 75 milioni . Da questo punto di partenza, Mama Records ha creato l'evoluzione della comunicazione con il 'Brandcast', uno strumento 'tailor made' creato su misura per le esigenze del singolo cliente e pubblicabile sia sul proprio sito che su iTunes Store, il negozio virtuale più visitato della rete.

È possibile creare video, cataloghi, informazioni di tipo pubblicitario e persino radio per la sonorizzazione dei punti vendita che, a differenza delle web radio, sono personalizzabili e mirate per i singoli negozi, oltre ad essere scaricabili sul proprio computer senza più il vincolo dello streaming.

"Il 'Brandcast' - dichiara Alessandro Scali - è la soluzione più agile per far evolvere il proprio business sia all'interno dell'azienda (per rimanere in contatto con la forza vendita e i negozianti), sia all'esterno, catturando l'attenzione di quel pubblico che sfugge ai media generalisti, come i giovani, che guardano poca TV, leggono poco i giornali, ma comunicano molto su Internet".