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Clonwerk: non solo strumenti, ma visione
Da numerose edizioni, Clonwerk affianca la Live Communication Week come partner tecnico, curandone immagine e struttura grafica con un approccio evolutivo e creativo. Non una semplice collaborazione, ma un percorso di crescita reciproca, dove l’identità visiva dell’evento si è consolidata ed è diventata sempre più riconoscibile grazie a un lavoro condiviso e continuativo.
Non si tratta solo di supporto tecnico, ma di un vero e proprio dialogo creativo che mette al centro la qualità dei contenuti, la sperimentazione e la capacità di raccontare storie attraverso il linguaggio visivo.
“Essere partner tecnico non è semplicemente un’opportunità di visibilità, ma un modo per affermare chi siamo - spiega in questa intervista Stefano Esposito, head of events & special projects -. Scegliamo con cura i progetti a cui dare il nostro contributo, e la Live Communication Week rappresenta perfettamente il nostro approccio: apertura al cambiamento, qualità dei contenuti e voglia di sperimentare. La nostra motivazione è sempre la stessa: trasformare idee in esperienze visive coerenti e d’impatto, lavorando su linguaggi grafici che parlano alle persone, non solo agli addetti ai lavori”.
Quali benefici concreti avete riscontrato nel partecipare come partner tecnico alla Live Communication Week, unico evento che scegliete di supportare in questo modo?
La Live Communication Week è l’unico evento che scegliamo di supportare come partner tecnico, e non è un caso. È un contesto vivo, stimolante, con interlocutori competenti e visioni affini alla nostra. Non si tratta solo di ritorno d’immagine, pur importante, ma di costruire relazioni solide con brand, agenzie e professionisti che credono, come noi, nella forza della comunicazione ben fatta. La nostra identità visiva viene riconosciuta e ricordata, e questo per noi vale molto più di qualsiasi logo in una pagina sponsor.
Quale logica vi spinge a questa scelta?
Non seguiamo logiche di settore, ma di linguaggio. Amiamo i contesti dove l’immagine non è un contorno, ma parte integrante del racconto. Fiere, eventi culturali o conferenze: ciò che ci interessa davvero è la possibilità di costruire una narrazione visiva coerente, originale e riconoscibile. La Live Communication Week è un esempio perfetto: contenuti di qualità, pubblico attento, libertà espressiva. Un ecosistema ideale dove il nostro lavoro può fare davvero la differenza.
Quali servizi e soluzione offrite in tale occasione?
Alla Live Communication Week, ci occupiamo di sviluppare il concept ideato dal team preposto e creare tutti i contenuti grafici sul led: dall’opening, alla logo animation fino alla premiazione, coprendo tutti i momenti dell’evento. Un lavoro sartoriale, che richiede ascolto, cura e senso del dettaglio. Non portiamo solo strumenti, ma una visione: coerenza estetica, ritmo visivo, emozione calibrata. Il nostro ruolo è dare forma all’identità dell’evento, senza sovrapporci ad essa.
In prospettiva, come intendete evolvere la vostra strategia di partnership o sponsorizzazione nei prossimi anni?
Vogliamo continuare a lavorare su progetti dove possiamo essere non semplici fornitori, ma co-autori. In questa direzione va anche una scelta importante che abbiamo fatto di recente: affidare la direzione creativa ad Alessandro Pongan, designer e artista visivo, reduce dalla sua mostra proprio in questi giorni. Con lui vogliamo portare ancora più arte e cultura visiva dentro gli eventi, superando il confine tra comunicazione e installazione. Per noi il futuro è fatto di linguaggi ibridi e visioni coraggiose.
Marina Bellantoni

