Magazine e20

Mosaico Studio: il trionfo dell’emotainment che parla ai cuori

Il World Meeting on Human Fraternity si è imposto come caso di successo internazionale trionfando ai Bea Italia e al Bea World. Attraverso un sapiente equilibrio tra rigore istituzionale e "emo-tainment", i CEO Luigi Bartone e Felice Castrignanò hanno trasformato un tema etico universale in uno show globale dal forte impatto tecnologico e partecipativo. Il riconoscimento di questi prestigiosi premi sancisce la capacità dell'agenzia di coniugare la profondità dei contenuti con una messa in scena spettacolare e iconica, capace di lasciare un segno duraturo nel dibattito pubblico e nel panorama creativo internazionale.

Il ‘World Meeting on Human Fraternity,’ firmato da Mosaico Studio per la Fondazione Fratelli tutti, ha conquistato i principali riconoscimenti internazionali al Bea Italia e al Bea World, affermandosi come uno degli eventi più iconici degli ultimi anni. In questa intervista pubblicata sul numero 128 di E20, i CEO dell’agenzia, Luigi Bartone e Felice Castrignanò, raccontano la visione, il metodo e le scelte progettuali che hanno trasformato un incontro istituzionale in un’esperienza globale, capace di coniugare rigore valoriale, partecipazione e potenza spettacolare.

Quali elementi progettuali hanno permesso di trasformare un incontro istituzionale in un’esperienza capace di generare coinvolgimento e impatto reale?

Il Meeting nasce nel 2023 grazie al coinvolgimento di persone provenienti da tutto il mondo che operano in ambiti diversi, per raccontare la concretezza di un valore che oggi appare quasi utopico. Dal punto di vista progettuale, hanno fatto la differenza la credibilità dei soggetti promotori - Basilica di San Pietro, Fondazione Fratelli tutti, Fondazione Saint Peter for Humanity, Associazione Be Human - e la loro capacità di costruire l’evento autenticamente globale. Una combinazione che lo ha reso fortemente partecipato: ciascuno ha portato un pezzo del proprio mondo e se n’è andato arricchito dall’intera esperienza.

Nella categoria ‘Congressi e Convegni’ il progetto si distingue per la sua dimensione internazionale e valoriale: come avete ripensato format, linguaggi e regia per contenuti complessi legati al dialogo e alla fraternità?

Questa è la terza edizione del Meeting e noi lo accompagniamo fin dalla sua nascita. Quindi sappiamo che il lavoro più importante è nei mesi che precedono l’evento, quando i partecipanti, ciascuno nel proprio ambito costruiscono insieme proposte e contenuti. Il lavoro dei 15 tavoli a Roma è stato solo l’ultimo atto di un processo durato un anno intero. Ciascun tavolo ha ricevuto delle linee guida coordinate dalla Fondazione Fratelli tutti, grazie alle quali siamo riusciti ad avere output omogenei, confluiti poi nel ‘Tavolo dell’Umano’. È stato il momento culminante, in cui i diversi gruppi hanno avuto modo di confrontarsi per restituire una visione olistica della fraternità. Ora stiamo lavorando alla pubblicazione che raccoglierà gli atti del Meeting, con contributi multimediali e testimonianze di molti protagonisti.

Duplice Oro in ‘Public Affairs e Advocacy’, al Bea Italia e Bea World: in che modo avete lavorato affinché il messaggio della Fondazione superasse i confini dell’evento, diventando parte di una narrazione più ampia e duratura?

Il tema della fraternità umana è universale per definizione, riguarda tutti, pur tuttavia viviamo in un contesto che lo nega quotidianamente. Per questo, entrare e rimanere nel dibattito pubblico non è semplice. L’evento ha messo al centro il valore dell’essere umano da diversi punti di vista, con una narrazione valoriale che ha trovato poi una messa in scena spettacolare e pop nello spettacolo conclusivo ‘Grace for the World’. Il Meeting ha piantato dei semi nel dibattito pubblico, per continuare la sua azione anche dopo la conclusione dell’evento, quando l’ultimo drone è atterrato e l’ultimo riflettore si è spento. Molte realtà hanno continuato a farsi portavoce nei propri mondi. Ad esempio, il ‘tavolo dell’informazione’ è stato ribattezzato ‘G20 della comunicazione’ perché per la prima volta direttori ed editori dei maggiori network internazionali si sono ritrovati per lavorare insieme sulla ricerca della verità e sulle modalità di racconto delle notizie.

Primo gradino del podio ‘Grand Shows’ al Bea World: cosa cambia, in termini creativi e produttivi, quando un evento a forte contenuto etico e istituzionale viene letto anche come un grande show internazionale?

Quando si parla di grande show, l’attenzione cade di solito sull’intrattenimento. Grazie alla visione e alla direzione artistica del Maestro Andrea Bocelli e di Pharrell Williams, orientata verso i tanti contenuti proposti dagli enti promotori è stato raggiunto un coinvolgimento che potremmo definire ‘emo-tainment’: un intrattenimento che genera emozioni. La sfida è stata costruire uno show dal forte impatto spettacolare, ma anche capace di trasferire un messaggio molto forte, intimo e collettivo assieme. I tremila droni in volo di Nova Sky Stories, le centoventimila luci accese a Piazza San Pietro hanno fatto sentire chi era in piazza parte di qualcosa di più grande. Tutti gli artisti si sono messi in gioco per dare a quel contenuto una voce globale. Il racconto è stato polifonico: le voci dei singoli artisti, quelle dei cori, il linguaggio delle luci e delle immagini, le testimonianze dal vivo. È questa pluralità di forme espressive che ha trasformato un evento istituzionale in un grande show, senza tradirne il senso, senza cambiarne il significato.

Il conferimento dell’Iconic Award suggella il carattere distintivo del progetto: quali caratteristiche rendono il ‘World Meeting on Human Fraternity’ capace di lasciare un segno nel tempo?

Siamo convinti che questo evento può essere definito iconico in quanto ‘memorabile’, ma anche ‘irripetibile’. Piazza San Pietro non è stata solo ‘La’ location, ma un elemento centrale nello spettacolo. Il colonnato del Bernini ha accolto persone da tutto il mondo con una partecipazione attiva, che ha reso quell’abbraccio vivo. Grazie alla tecnologia, i contenuti artistici e storici custoditi nella Basilica sono diventati arte digitale, amplificando la narrazione: tremila droni hanno ridisegnato nel cielo la Creazione della Cappella Sistina, il tocco tra le dita di Dio e Adamo, la Pietà di Michelangelo. Messaggi potenti che hanno così attraversato i secoli per arrivare a milioni di persone in una sola notte. Mettere insieme il rigore valoriale dei tavoli di lavoro con la potenza di uno show, come il Super Bowl, ha generato un risultato mai visto.

Guardando al futuro, come questi riconoscimenti influenzeranno il vostro percorso? Su quali tipologie di progetti, competenze o ambiti strategici intendete investire?

Questi riconoscimenti più che influenzare il nostro percorso, lo confermano. Negli ultimi anni abbiamo conseguito molti risultati importanti e per farlo non abbiamo mai smesso di investire. Principalmente sulle persone, con un team che cresce e condivide i nostri valori, ed è capace di utilizzare tecnologie sempre più performanti. E poi con un processo di costante internazionalizzazione, l’Italia ha una marcia in più nella creatività ed è importante metterla sempre a sistema.

Marina Bellantoni