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Free Event: costruire ecosistemi immersivi per esperienze memorabili
Trasformare eventi in ecosistemi di esperienze, dove il pubblico diventa protagonista e i luoghi si fanno racconto. In questa intervista pubblicata sul numero 128 della rivista E20, Andrea Camporesi, ceo e direttore creativo Free Event, ci accompagna dietro le quinte di progetti premiati a livello internazionale, svelando visione, strategia e nuovi orizzonti dell’intrattenimento immersivo.
Quali strategie di coinvolgimento del pubblico hanno permesso a Free Event di vincere il premio dell’editore ‘Best Engaging Challenge’ con l’evento ‘2025 Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia’?
Il ‘Gran Premio d’Italia 2025’ ha segnato un record assoluto, diventando l’evento sportivo più partecipato della storia italiana. In quattro giorni di sport e intrattenimento, abbiamo accolto oltre 370.000 fan, intercettando un pubblico estremamente eterogeneo per età, genere e provenienza geografica. La sfida era ambiziosa: far vivere a tutti un’esperienza unica, allo stesso tempo traducendo i valori globali della Formula 1 all’interno dell’identità italiana.
La Fanzone, estesa su 45.000 metri quadrati, è stata progettata come una vera e propria città dell’intrattenimento, dove lo sport è diventato linguaggio esperienziale. Dal Free Style Park con atleti internazionali, al percorso “From Legend to Future” che raccontava i 75 anni della Formula 1, fino alle hospitality iconiche e alle numerose attivazioni immersive, ogni contenuto è stato pensato per rendere il pubblico protagonista. Simulatori, gaming, realtà aumentata, installazioni social e corner dedicati alla sostenibilità hanno contribuito a costruire un ecosistema dinamico e inclusivo. Cuore pulsante dell’esperienza è stato il grande palco centrale, animato da oltre quaranta ore di contenuti live tra DJ set, talk, performance e l’incontro con i piloti della F1. Il risultato è stato un mix di esperienze capace di rafforzare la relazione tra brand e pubblico, confermando Formula 1 come uno degli eventi internazionali più importanti e coinvolgenti del panorama mondiale.
Quali sono gli aspetti che non possono mancare in un evento per coinvolgere realmente il pubblico e renderlo memorabile?
Un evento diventa davvero memorabile quando nasce da e per le persone. Il primo elemento imprescindibile è la capacità di progettare il percorso del pubblico, mettendo al centro i suoi desideri, le sue aspettative e i suoi diversi livelli di coinvolgimento. Non esiste un’esperienza uguale per tutti: oggi è fondamentale saper parlare a target differenti con linguaggi e contenuti coerenti, mantenendo però una narrazione comune e riconoscibile.
Accanto a questo, è essenziale costruire uno storytelling autentico, che non sia semplicemente raccontato ma vissuto. La tecnologia gioca un ruolo chiave, ma solo quando è al servizio dell’emozione: deve amplificare l’esperienza, renderla più fluida, immersiva e memorabile. Infine, ciò che fa davvero la differenza è la capacità di trasformare il pubblico da spettatore a protagonista, creando momenti iconici, partecipativi e condivisibili, che lascino un ricordo duraturo e un legame reale.
Quali aspetti dell’esperienza immersiva e della narrazione del brand hanno contribuito al successo di ‘Pershing 40 years GTX70 World Première’?
Per celebrare i 40 anni di Pershing siamo partiti dal suo dna, scegliendo di raccontare il brand con uno sguardo dichiaratamente proiettato verso il futuro. La ‘World Première del GTX70’ è stata pensata come un’esperienza unica di tre giorni, caratterizzata da una complessità tecnica senza precedenti nel settore nautico e ambientata a Capri, simbolo del lifestyle italiano.
Il mare è stato il filo conduttore dell’intero racconto: dai trasferimenti via mare alla sfilata dei modelli iconici intorno all’isola, fino alle esperienze pensate per ospiti e media. Artisti locali, ospitalità su misura e gastronomia stellata hanno coinvolto tutti i sensi, scandendo ogni momento della narrazione. Il culmine è stato il reveal del nuovo GTX70, svelato attraverso un arco di luce composto da oltre 400 droni, perfettamente sincronizzati con musica, laser e proiezioni. Una coreografia in cui natura e tecnologia hanno dialogato in totale armonia, trasformando il cielo e il mare in parte integrante dello show. Più che stupire, l’obiettivo era spostare in avanti i confini delle presentazioni nautiche, rendendo omaggio a un brand che naviga costantemente verso nuovi orizzonti.
In che modo il progetto si è distinto anche nella categoria ‘Utilizzo Unexpected di uno Spazio’?
Capri è stata la vera co-protagonista dell’evento. Grazie alla collaborazione con il Comune e la Capitaneria di Porto, l’isola è diventata un teatro diffuso, in cui ogni spazio naturale aveva un ruolo attivo. Il beach club La Canzone del Mare è stato reinterpretato come un anfiteatro naturale, cuore di uno show in cui la luce della luna, il vento, i faraglioni e i riflessi del mare si sono fusi con le tecnologie più avanzate: droni, laser, proiezioni, luci architetturali e sound design. Il cielo è diventato la tela, il mare la scenografia, Capri il luogo in cui mare, tecnica e design hanno dato forma a una visione condivisa, capace di raccontare l’anima audace e visionaria di Pershing.
Alla luce dei risultati ottenuti, quali nuovi format o approcci immersivi state valutando?
Stiamo lavorando allo sviluppo di nuovi format proprietari, tra cui un progetto inedito e dedicato a percorsi esperienziali immersivi, fatti di luce, suoni e atmosfere, inseriti in contesti naturali di grande valore paesaggistico. L’obiettivo è offrire al pubblico esperienze emozionali uniche, capaci di connettere le persone alla bellezza dei luoghi e di valorizzare il patrimonio naturale italiano attraverso un linguaggio contemporaneo, sensoriale e coinvolgente.
A questo racconto si affianca il format proprietario ‘SoundTrack Stars Award’, giunto alla sua 14ª edizione, che si svolge a Venezia in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un appuntamento che negli anni ha visto come protagoniste numerose star internazionali e che nel 2026 è destinato a evolvere, con un riposizionamento del format più vicino ai linguaggi dei giovanissimi e alle nuove tecnologie, mantenendo però intatto il suo valore culturale e simbolico.
Marina Bellantoni

