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H&A: flessibilità, architettura, processo e cultura
In un mercato degli eventi sempre più dinamico e complesso, la capacità di adattarsi rapidamente è diventata un fattore distintivo. Ne abbiamo parlato con Matteo Giumelli, head of loyalty, incentive & welfare H&A, partendo dal riconoscimento assegnato a Isyevents al Bea 2025 come ‘Best Flexible Tool for Events’. Un premio che non celebra solo l’innovazione tecnologica, ma un approccio che oggi si rivolge a tutte quelle aziende e agenzie che cercano strumenti flessibili non solo per gestire eventi, ma per ripensarne i processi in modo più efficiente, umano e misurabile.
Al Bea 2025 vi è stato assegnato il riconoscimento ‘Best Flexible Tool for Events’. Cosa rappresenta per voi questo premio?
Il premio arriva in un momento in cui il mercato degli eventi richiede soluzioni rapide, intelligenti e adattabili. Per noi rappresenta una conferma importante: Isyevents non è solo un prodotto tecnologico, ma un modo diverso di progettare gli eventi. È la dimostrazione che la flessibilità può essere un valore misurabile, capace di incidere davvero sulla qualità del lavoro degli organizzatori. Questo riconoscimento dà ulteriore credibilità al percorso della piattaforma e rafforza la nostra posizione in un mercato che sta cercando strumenti meno rigidi, più fluidi e realmente integrabili nei processi delle aziende e delle agenzie.
La flessibilità e architettura modulare consentono una vasta serie di attività. Quali sono i vantaggi operativi di questo approccio ‘sartoriale’ per gli organizzatori?
La modularità permette di costruire solo ciò che serve, quando serve. Non esistono più progetti “fuori standard”: ogni evento può avere la propria configururazione ottimale. Per gli organizzatori questo significa riduzione dei tempi di setup, maggiore controllo sulle funzionalità, possibilità di adattare rapidamente flussi e contenuti e una semplicità operativa che evita sprechi e complessità inutili. Il risultato è un sistema che non costringe a seguire percorsi predefiniti, ma consente all’evento di evolvere anche in corso d’opera, seguendo i cambiamenti del cliente, del programma o dei partecipanti.
In che modo i moduli e i flussi personalizzati di Isyevents contribuiscono a rendere l’esperienza dei partecipanti più fluida, coinvolgente e coerente?
L’engagement nasce quando le persone percepiscono coerenza e semplicità. Con Isyevents ogni partecipante vive l’evento attraverso un flusso costruito su misura: inviti chiari, un processo di registrazione lineare, un check-in veloce, notifiche puntuali e un’interazione continua grazie a survey, gamification e contenuti personalizzati. Il tutto senza applicare ‘una soluzione uguale per tutti’: le logiche cambiano in base al tipo di evento, al profilo dell’utente, ai bisogni del cliente. Questo approccio riduce attriti, migliora la user experience e trasforma momenti operativi in occasioni di partecipazione.
La piattaforma unisce potenza tecnologica e supporto consulenziale. Quanto è determinante il ruolo del vostro team nell’analisi e nella configururazione delle soluzioni per garantire rapidità ed efficacia?
È determinante. La tecnologia abilita, ma sono le persone a interpretare correttamente le necessità del cliente. Il nostro team parte dall’analisi dei processi, comprende il contesto, anticipa criticità e configura la piattaforma in modo che lavori per l’evento e non il contrario. Questo garantisce rapidità, riduce gli errori e permette di intervenire in maniera chirurgica anche su progetti complessi. L’unione tra know-how operativo e flessibilità tecnologica è ciò che ci permette di essere veloci senza perdere precisione e di mantenere sempre una visione strategica.
Uno dei vostri punti di forza è che la tecnologia ‘non impone regole, ma le modella sulle persone’: come mantenete questo equilibrio tra rigore, creatività e personalizzazione?
Lo manteniamo lavorando su tre livelli: architettura, processo e cultura. L’architettura è progettata per essere modulare e modificabile, così da non cristallizzare regole inutilmente rigide. Il processo è costruito per garantire rigore dove serve – sicurezza, compliance, scalabilità – ma libertà negli elementi creativi e variabili. Infine, c’è un tema culturale: ascoltiamo molto e osserviamo come gli organizzatori lavorano realmente. Da lì nascono le soluzioni che modelliamo sulle persone e non viceversa. Questo equilibrio ci permette di innovare senza perdere concretezza e di mantenere la piattaforma sempre allineata ai cambiamenti del settore.
Marina Bellantoni

