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Piano B: la sottrazione come nuova frontiera dell’evento

Mario Viscardi celebra il successo dell'agenzia attraverso una filosofia radicale: togliere invece di aggiungere. Dall’approccio di "creatività nativa sostenibile" — che azzera i rifiuti eliminando le strutture fisiche — alla trasformazione di summit complessi in riti collettivi pop e inclusivi, l'agenzia dimostra che il vero valore risiede nel contenuto e non negli orpelli. I premi ottenuti al Bea Italia 2025 confermano una visione strategica capace di semplificare la complessità e creare esperienze memorabili attraverso la sottrazione e l'innovazione tecnologica.

Mario Viscardi, ceo e partner di Piano B, ripercorre i successi ottenuti al Bea Italia 2025 e approfondisce la filosofia progettuale che guida l’agenzia. Emerge una visione chiara e radicale: togliere invece di aggiungere, ridurre le strutture per amplificare le idee, trasformare la complessità in esperienze collettive memorabili. Un approccio che unisce innovazione, sostenibilità nativa e capacità di dialogare trasversalmente con mondi, pubblici e settori diversi tra loro.

Ben due ori ad ‘Adecco Kick Off 2025’ al Bea Italia 2025. Quali elementi innovativi hanno convinto la giuria?

L’innovazione, oggi, non è aggiungere ma avere il coraggio di togliere. Crediamo che la giuria abbia premiato proprio questo coraggio. In un mondo di eventi saturi di allestimenti, noi abbiamo scelto il vuoto. L’elemento innovativo è stato trasformare i contenuti stessi nello show, rendendo l’arena di Bergamo una chart interattiva gigante. Abbiamo abbattuto la distanza tra relatori e platea, trasformando 3.000 spettatori passivi in co-autori dell’evento. L’innovazione vera è stata usare la tecnologia per rendere il messaggio aziendale spettacolare e memorabile, senza bisogno di addolcire la pillola con effetti speciali fini a sé stessi. Meno strutture, più idee.

In particolare, quali strategie di sostenibilità sono state implementate da Piano B tanto da consentire al progetto di essere premiato come “Evento Sostenibile”? 

Creatività nativa sostenibile, l’evento a impatto zero esiste: è quello che non costruisci. La nostra strategia è stata radicale: niente è meglio di niente. Spesso la sostenibilità si concentra sul riciclo a posteriori. Noi siamo partiti dall’inizio con un approccio di creatività nativa sostenibile. Non abbiamo costruito palchi, non abbiamo stampato scenografie, non abbiamo trasportato tonnellate di ferro. Abbiamo usato la luce e la proiezione per vestire lo spazio. Il risultato? Zero rifiuti, impatto ambientale ridotto all’osso e massimo impatto emotivo. Vincere l’Oro per ciò che non abbiamo fatto è la conferma che la vera sostenibilità nasce dal pensiero, non dal compensato.

Oro nella categoria ‘Festival’ per ‘Italian Tech Week 25’, quali aspetti creativi e organizzativi lo hanno fatto spiccare? 

Trasformare un summit istituzionale in un Festival pop non è questione di budget, è questione di distanze. La sfida era trasformare un evento con ospiti come Jeff Bezos e Ursula von der Leyen in un’esperienza calda e inclusiva, evitando l’effetto bunker. Abbiamo lavorato per azzerare ogni distanza: niente palco frontale, ma un set up a 360 gradi che mette il pubblico dentro la scena. L’aspetto vincente è stata la capacità di creare un rito collettivo, con spazi condivisi, exhibit, workshop, manifestazioni antagoniste, gestendo al contempo una complessità organizzativa da G7. È la dimostrazione che si può fare cultura pop anche parlando di temi complessi, se c’è una sintonia totale e una fiducia reciproca con il cliente.

Come si inseriscono i successi ottenuti nella filosofia progettuale e nella visione strategica di Piano B?

Rendere semplice la complessità non è solo uno slogan, è l’unico modo per sopravvivere ai grandi eventi. Questi premi sono la sintesi perfetta del nostro dna. Che si tratti di gestire migliaia di persone oppure ospiti internazionali, il nostro approccio è sempre laterale. Non cerchiamo la soluzione più ovvia, ma quella per noi più intelligente. La nostra visione strategica punta a creare eventi che siano nativamente sostenibili e memorabili, dove la creatività non è orpello estetico, ma strumento per risolvere problemi. Questi successi confermano che la strada della sottrazione e della qualità del contenuto paga, distinguendoci in un mercato spesso saturo di rumore visivo.

Marina Bellantoni