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Bassetto (FMA Hub): “Do not need to be big to be bold”
‘Non c’è bisogno di essere grandi per essere audaci’. Questa è da sempre la filosofia che ispira FMA hub. Ce lo racconta in questa intervista il CEO Luca Bassetto, alla luce del doppio riconoscimento nazionale e internazionale ottenuto con ‘Red Bull Genova Cerro Abajo 2025’.
Un oro e un argento ‘Evento Sportivo’ al Bea Italia e Bea World per ‘Red Bull Genova Cerro Abajo 2025’: che valore ha per voi questo doppio riconoscimento?
Questo doppio riconoscimento ha per noi un valore che va ben oltre il premio in sé. Significa vedere riconosciuti, sia a livello nazionale sia internazionale, la serietà, il rigore organizzativo e l’impegno con cui FMA hub affronta ogni progetto. Ma è anche la conferma che una filosofia fatta di pianificazione attenta, cura dei dettagli e visione strategica produce risultati concreti. Al di là del riconoscimento pubblico, questi premi sottolineano un principio che ci ispira da sempre: “Do not need to be big to be bold”.
La nostra forza risiede nel fattore umano: i professionisti che abbiamo ‘in casa’ sono legati a noi da anni e hanno un’esperienza sul campo che ci permette di trasformare ogni progetto in un ‘masterpiece of art’. ‘Red Bull Genova Cerro Abajo 2025’ è stato un evento di straordinaria complessità: logistica, sicurezza, gestione tecnica e coordinamento istituzionale. Dietro ogni traguardo raggiunto ci sono mesi di lavoro, decisioni rapide, dialogo continuo con partner e istituzioni. Trasformare una sfida apparentemente impossibile in un’esperienza concreta e memorabile è stata la vera vittoria.
A livello nazionale, il Bea Italia conferma il nostro posizionamento nel mondo degli eventi. Sul piano internazionale, l’argento al Bea World ci mette a confronto con i migliori progetti globali e testimonia che il nostro approccio è competitivo anche su scala mondiale. Il valore più grande resta però la celebrazione del talento delle persone che compongono FMA hub: notti di lavoro, decisioni sotto pressione, responsabilità condivisa. Questi riconoscimenti rappresentano anche una sfida a continuare a investire in persone, competenze e visione strategica. Confermano che la visione di chi, dal 1997, realizza eventi d’autore è solida e riconosciuta a livello globale.
Cosa ha reso il progetto così distintivo da convincere le giurie?
‘Red Bull Genova Cerro Abajo’ è stato un progetto estremamente complesso sotto molti punti di vista. Portare una gara di urban downhill di livello mondiale nel cuore di Genova ha richiesto mesi di lavoro e un coordinamento costante tra numerosi stakeholder. Il riconoscimento certifica la nostra capacità di governare questa complessità, trasformandola in valore. A convincere le giurie è stata la capacità di tradurre un format iconico, nato tra i vicoli di Valparaíso, adattandolo per la prima volta al contesto europeo e alla morfologia di Genova.
La sfida più grande è stata adeguare una disciplina estrema ai rigorosi standard di sicurezza italiani senza intaccarne l’anima. È stato un equilibrio continuo tra normative, tutela di atleti e pubblico e mantenimento dell’intensità emotiva. Ciò che ha reso il progetto distintivo è stata la gestione strutturata della complessità. Non si è trattato solo di produrre un evento sportivo, ma di orchestrare un sistema articolato di elementi e competenze. Centrale è stato il coordinamento tra istituzioni, partner, team tecnici, atleti, fornitori e comunità locali.
Altro fattore decisivo è stata l’integrazione con la città. L’evento non è stato calato dall’alto, ma costruito come un progetto condiviso, con Genova protagonista e trasformata in un palcoscenico vivo. Questo ha generato un coinvolgimento del pubblico senza precedenti, sia fisico sia digitale, con una reach globale elevatissima. La giuria ha premiato la capacità di unire audacia creativa e solidità produttiva, trasformando sfide logistiche e normative in un’esperienza memorabile e sicura.
Il progetto nasce dalla collaborazione con Red Bull Italia: come si è sviluppato il lavoro con il brand?
Il progetto nasce da una collaborazione solida con Red Bull Italia, fondata su allineamento di visione, obiettivi e metodo. Più che un rapporto cliente-fornitore, si è sviluppato un vero lavoro di squadra, basato su fiducia reciproca e condivisione delle responsabilità. Red Bull porta standard di performance estremamente elevati: ogni dettaglio deve rispondere a criteri di eccellenza assoluta.
Fin dalle prime fasi, il dialogo è stato continuo e trasparente. Ogni decisione è stata affrontata insieme, trasformando le difficoltà in occasioni di confronto e crescita comune. Determinante è stata la qualità della comunicazione: chiarezza dei ruoli e rapidità decisionale hanno permesso di mantenere il controllo del progetto. L’allineamento tra l’ambizione del brand e la nostra capacità organizzativa è stato totale. È questa sintonia che ha garantito un’esperienza di altissimo livello. Siamo già al lavoro per l’edizione 2026, con la stessa ambizione.
Quali sono state le principali sfide organizzative e narrative?
Organizzare il Red Bull Genova Cerro Abajo ha significato affrontare sfide su più livelli. Sul piano organizzativo, la complessità era enorme: percorsi ad altissima velocità, strutture temporanee, atleti professionisti, volontari e istituzioni. La sicurezza ha avuto un ruolo centrale, con protocolli rigorosi e soluzioni avanzate. Dal punto di vista narrativo, la sfida era trasformare la città in protagonista, costruendo un filo che unisse performance atletica e spazio urbano. Quelli che inizialmente sembravano vincoli sono diventati terreno di innovazione: la sicurezza ha rafforzato la spettacolarità, la città-palcoscenico ha aumentato il coinvolgimento del pubblico. La complessità stessa è diventata valore aggiunto.
Come immaginate l’evoluzione di FMA hub nei prossimi anni?
Immaginiamo FMA Hub come una realtà in continua evoluzione, capace di pensare ‘out of the box’. La storica collaborazione con Red Bull ci ha permesso di specializzarci nella trasformazione di ambienti non convenzionali in palcoscenici sicuri e performanti. Il nostro obiettivo è consolidare questa unicità a livello nazionale e rafforzarla su scala internazionale, investendo in location non convenzionali e nella relazione tra sport, intrattenimento e territorio.
Continueremo a sviluppare format che integrano sport, narrazione e tecnologia, guidati da una visione strategica solida. La nostra bussola resterà il fattore umano: investire sulle persone è ciò che permette alla creatività più audace di tradursi in risultati concreti. Il futuro di FMA hub sarà fatto di visione, strategia e coraggio creativo, per continuare a trasformare idee complesse in progetti memorabili.
Marina Bellantoni

