

Magazine e20
ALL: gli eventi oggi 'durano anni'
Tutti i momenti contano. O meglio, ‘ALL Moments Matter’. Il nuovo posizionamento di ALL Communication trae linfa da questa riflessione che mette il focus sulla creazione di esperienze non solo belle da vivere nell’istante in cui nascono e vengono messe in campo, ma che abbiano un valore che duri nel tempo.
Era il 2009 quando tre soci, Alessandro, Luca e Luca - ecco da dove nasce l’acronimo ALL - decisero di fondare una nuova realtà nel mondo degli eventi, ALL Communication, che si è evoluta negli anni affermandosi come rilevante player di mercato nell’industry fino al 2019, anno in cui nasce l’ecosistema Uniting, costituito oggi da cinque unit che si distinguono nel campo del marketing e della comunicazione, ognuna con la propria specializzazione.
Grazie alla presenza delle altre sigle del Gruppo, ALL può contare oggi su una visione più ampia nel campo della brand experience e del branded entertainment, specializzandosi in strategia e creatività esperienziale, per dare forma e valore a ogni momento condiviso tra brand e persone sul territorio. Il team, inizialmente composto da 4 persone, conta a oggi circa 60 professionisti altamente specializzati, che coprono tutte le aree, dalla strategia alla creatività, dal project management alla produzione. Ce ne parlano Jara Bettoni, coo, Marco Zambaldo, executive creative strategy director e Marco Mascheroni, executive creative director.
State vivendo un momento importante, perché siete in piena fase di rebranding. Ce ne parlate?
(Bettoni) Il rebranding di ALL nasce dall’esigenza di raccontare come siamo cresciuti. Ci siamo evoluti e sentiamo la necessità di esprimere in modo chiaro e coerente la nostra identità attuale. Vogliamo un linguaggio visivo e narrativo che sia in grado di riflettere la nostra maturità come realtà consolidata, ma anche la nostra spinta verso il futuro. È arrivato il momento di comunicare la nostra nuova visione.
Negli anni è cambiato anche il posizionamento, che avete declinato nel concept ‘ALL Moments Matter’. Cosa significa per voi, oggi, lavorare nel mondo degli eventi, andando oltre l’effimero? Come è cambiata la fruizione dell’evento?
(Bettoni) Oggi diciamo spesso che ‘gli eventi durano anni’. È una provocazione, ma racconta bene il nostro approccio: non ci basta più creare esperienze belle da vivere, ma vogliamo che abbiano un valore che si estenda nel tempo. L’obiettivo è connettere ogni attivazione live di un brand - eventi, attività sul territorio, contenuti digitali - in un’unica visione strategica e creativa. In questo modo costruiamo vere e proprie piattaforme esperienziali dove convivono storytelling, social content, eventi, talent e creator. L’esperienza, così, diventa un ecosistema e non un singolo episodio.
Cosa significa per voi, oggi, essere un’agenzia che crea eventi?
(Bettoni) Significa co-creare insieme ai clienti storie capaci di vivere nel tempo. L’evento non è più solo un momento di incontro, ma un’occasione per generare narrazioni che si evolvono e si declinano in diversi format durante tutto l’anno. Essere un’azienda di eventi, oggi, significa anche comprendere come l’esperienza possa diventare una leva strategica per far evolvere il business del brand.
Come deve essere, a vostro parere, la figura del creativo per eventi nel contesto della live communication e del branded entertainment? Quali sono le competenze uniche che lo differenziano?
(Mascheroni e Zambaldo) È un tema che ci sta molto a cuore. Nel nostro settore esistono molti ‘creativi per eventi’ come scenografi, light designer, sound designer, ma le figure strategico-creative, quelle che guidano l’idea e costruiscono il senso dell’esperienza, sono più rare e spesso non ancora formate in modo specifico. Noi li chiamiamo ‘creativi di eventi’: professionisti capaci di creare connessioni, di unire punti sul territorio, di immaginare format e partnership, di tradurre un concept di comunicazione in esperienza e viceversa.
Il concetto di “ALL - Moments Matter” pone l’accento sul dare valore a ogni momento. Come si traduce questo principio a livello pratico? Come lo interpretate sul campo?
(Mascheroni e Zambaldo) Significa imparare a riconoscere il valore del tempo. Siamo designer proprio di questo tempo ma anche dello spazio, e ci piace pensare al “momento” come a qualcosa di fluido: può essere breve o durare a lungo, a seconda della nostra presenza e consapevolezza. Dare valore a ogni momento vuol dire considerare ogni fase del progetto, dall’ascolto all’esecuzione, come un tassello fondamentale del risultato finale. È la capacità di stare nella complessità e di dare senso a ogni passaggio, trovando sempre un significato autentico in ciò che si crea.
Come dare valore ai momenti nella relazione tra le persone e il territorio? Qual è l’attuale knowledge gap in questo settore che ALL intende colmare?
(Mascheroni e Zambaldo) Il rischio del nostro settore è perdere autenticità. Oggi più che mai è importante essere culturalmente rilevanti e radicati nel territorio. Crediamo che il vero valore aggiunto per le aziende che ci scelgono, stia nella nostra capacità di essere ‘antenne sul territorio’ per osservare, ascoltare, connettere. Spesso i brand non hanno una percezione reale di come vengono vissuti dai consumatori. Un singolo insight, un momento di connessione autentica tra marca e persone, può generare un valore enorme, anche in termini di business.
Qual è, secondo voi, l’impatto maggiore che questo nuovo posizionamento avrà sulla tipologia di clienti che mirate ad attrarre in futuro?
(Mascheroni e Zambaldo) Il nostro obiettivo è costruire relazioni continuative con i brand, non limitarci alla realizzazione di singoli eventi. Vogliamo essere partner strategici nel lungo periodo, creando insieme piattaforme esperienziali solide e coerenti. Crediamo che la nostra unione di visione strategico-creativa, conoscenza profonda del territorio e capacità produttiva sia un asset importante per le aziende che vogliono generare esperienze di valore duraturo.
Definite il vostro approccio ‘Live Moments Design’. È più di un semplice processo, è una vera e propria metodologia. In quali ‘momenti’ consiste?
(Mascheroni e Zambaldo) Sì, è una metodologia a tutti gli effetti. Abbiamo voluto teorizzare il nostro modo di lavorare per dare struttura e valore a ogni fase del percorso. Il Live Moments Design si sviluppa in sette fasi: ascolto, analisi, mappatura, ideazione, progettazione, live e continuità. Quest’ultima, la continuità, è fondamentale perché crea un ciclo virtuoso che consente di lavorare con una visione a lungo termine.
In che modo il tema della sostenibilità - e le relative certificazioni - si integra concretamente nei sette momenti del Live Moments Design?
(Mascheroni e Zambaldo) Essendo la sostenibilità una leva strategica, attraversa ogni fase del nostro Live Moment Design, in coerenza con la certificazione Iso 20121 ottenuta ormai quattro anni fa. Nei sette momenti integriamo criteri ambientali, sociali ed economici in modo concreto. Ascoltiamo gli stakeholder per definire obiettivi condivisi, analizziamo gli impatti Esg, mappiamo partner e fornitori responsabili e progettiamo esperienze accessibili e inclusive. Nel live moment la sostenibilità diventa esperienza: benessere delle persone ingaggiate, riduzione degli sprechi e mobilità a basso impatto. Con la continuità, inoltre, misuriamo i Kpi utili alla rendicontazione Esg e li trasformiamo in nuovi traguardi. Così ogni evento diventa un attivatore di valore condiviso, generando impatto positivo reale e duraturo.
Qual è la sfida che l’Intelligenza Artificiale vi aiuta a cogliere nel comunicare un concetto astratto come il ‘valore del tempo’ nel live?
(Mascheroni e Zambaldo) Viviamo in un’epoca segnata da cronopatia e cronofobia: la paura di non avere tempo o di sprecarlo in modo inconsapevole. Oggi tutto scorre velocissimo, ma crediamo che sia fondamentale recuperare un rapporto più profondo con il tempo. In questo senso, l’AI non è per noi una distrazione, ma un’alleata: uno strumento che ci aiuta a creare mondi e narrazioni in cui vivere esperienze significative. Vogliamo che la tecnologia diventi complice nel dare forma a un tempo di qualità.
Il Tempo di Continuità è l’ultimo passo del processo, dove l’esperienza si dilata. Qual è l’impegno pratico di ALL per garantire che l’esperienza live continui a generare un impatto positivo e duraturo?
(Mascheroni e Zambaldo) Il nostro impegno è passare davvero ‘dal dire al fare’. Stiamo analizzando ogni fase del nostro processo per capire, di volta in volta, come tradurre concretamente i valori in azioni. Partiamo sempre dalle tensioni culturali e sociali del territorio, cercando di costruire esperienze capaci di lasciare un segno positivo, che resti e si trasformi nel tempo.
Serena Roberti

