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Congresso Efapco: tra otto anni eventi più numerosi e frequentati e Roi più calcolabile
Il titolo dell’incontro è stato 'The world has changed: start acting', e vi hanno preso parte delegati da 13 nazioni. L'Italia è stata rappresentata da Federcongressi&eventi. Durante l'evento è stato presentato Convention 2020, studio predittivo promosso da Icca, Imex e dalla società di consulenza Fast Future Research per delineare il ritratto della meeting industry all’inizio del terzo decennio degli anni Duemila.
Si è tenuto presso il centro congressi di Estoril, in Portogallo, da giovedì 12 a sabato 14 gennaio il quinto congresso di EFAPCO, la federazione internazionale con sede a Bruxelles in cui sono rappresentati tutti i principali Paesi protagonisti della meeting industry europea (l’Italia è rappresentata da Federcongressi&eventi).
Il titolo dell’incontro era 'The world has changed: start acting', e vi hanno preso parte delegati da 13 nazioni.
Tra gli speaker il celebre guru Rohit Talwar, futurologo, che ha presentato Convention 2020, lo studio predittivo promosso da Icca, Imex e dalla società di consulenza Fast Future Research per delineare il ritratto della meeting industry quale sarà all’inizio del terzo decennio degli anni Duemila.
Secondo questa ricerca, condotta su 1125 interviste online tra i soci di Icca, i componenti del data base di Imex e varie altre persone – utenti ma non necessariamente operatori della meeting industry – coinvolte attraverso i social network LinkedIn, Twitter e Widerhorizons, al 73% i partecipanti hanno espresso la convinzione che tra otto anni gli eventi saranno più numerosi e frequentati, e che il Roi sarà più facilmente calcolabile (anche per questa ragione, il 65% prevede la chiusura degli unprofitable meetings).
Sul più breve raggio (1-3 anni) il top dell’aspettativa va ovviamente alla riduzione dei costi (66%), oltre che (pure al 66%) allo sviluppo di sistemi per il calcolo del Roi.
Nel 2020, secondo il 61% dei rispondenti, gli eventi saranno soprattutto usati per costruire community estese, e per essere più efficaci verranno preceduti da pre-contatti tra i partecipanti (56%).
Sarà sempre più invalsa la pratica di “co-locare” più eventi nello stesso posto (46%). Verranno studiati nuovi modelli di pricing (56%), le fiere torneranno in auge, soprattutto come luoghi di formazione (55%), e i frequentanti – non solo delle fiere ma degli eventi in genere – saranno meglio profilati.
Dato assolutamente significativo: il 97% ritiene che i meeting del 2020 avranno tutti un’atmosfera a misura di partecipante. La maggioranza (54%) prevede un gioco di sponda tra meeting e social media, così che i secondi fungano da apripista ai primi.
Non è però una percentuale così alta come si potrebbe pensare, e ciò dovrebbe indurre a riflettere.
Anzi, il 69% prevede che i social, dopo una crescita rapida e costante nei prossimi due-tre anni, declineranno inesorabilmente, quantomeno nella nostra industria.
Piuttosto, il panel scommette sullo sviluppo dell’event marketing (79%) e di software per il feedback immediato sulle singole sessioni (64%).
Porte aperte, infine, al wi-fi libero (92%), alle app (83%) e agli eventi ibridi (51% – anche questa è peraltro una percentuale più bassa di quanto ci si attenderebbe).
Va notato come il Capitolo di MPI Italia Chapter si stia provando una volta di più all’avanguardia rispetto ai tempi: molte delle caratteristiche che del futuro ha dato questa survey sono già oggi al centro dell'attività di MPI.
Lo ha indirettamente mostrato la Presidente Paola Casentini (co-rappresentante con Daniela Serrati dell’Italia nel direttivo della Federazione) nell’ambito del progetto di monitoraggio da lei stessa ideato e iniziato l’anno scorso a Saint-Vincent in occasione dell'Assemblea Nazionale.
Paola ha dato conto alla platea di Efapco di quanto MPI Italia ha fatto negli ultimi mesi, con speciale riguardo al programma seminariale (eventi ibridi, assicurazioni e contrattualistica, in programma a Catania con collegamento videoconferenza con Milano il 14 febbraio), al networking (i Global growth di Roma e Milano nonché il nuovo format business-oriented in debutto il 7 marzo a Roma) e alle opportunità di lavoro, col progetto a lungo termine per gli student e il corso per la riqualificazione professionale degli “over 40”.
Ha anche annunciato un’iniziativa sulla CSR, volta a tutelare i planner e i fornitori della meeting industry, a livello europeo, dall’uso disinvolto che, nelle gare, le aziende fanno delle professionalit{ dei candidati, esortando tutti i presidenti dei Capitoli europei a sostenere questa mission. Il monitoraggio si concluderà venerdì 16 marzo, a Torino, nell’ambito della convention nazionale di Federcongressi&eventi in una tavola rotonda sul futuro della meeting industry in programma dalle 9.00 alle 10.30.
Il titolo dell’incontro era 'The world has changed: start acting', e vi hanno preso parte delegati da 13 nazioni.
Tra gli speaker il celebre guru Rohit Talwar, futurologo, che ha presentato Convention 2020, lo studio predittivo promosso da Icca, Imex e dalla società di consulenza Fast Future Research per delineare il ritratto della meeting industry quale sarà all’inizio del terzo decennio degli anni Duemila.
Secondo questa ricerca, condotta su 1125 interviste online tra i soci di Icca, i componenti del data base di Imex e varie altre persone – utenti ma non necessariamente operatori della meeting industry – coinvolte attraverso i social network LinkedIn, Twitter e Widerhorizons, al 73% i partecipanti hanno espresso la convinzione che tra otto anni gli eventi saranno più numerosi e frequentati, e che il Roi sarà più facilmente calcolabile (anche per questa ragione, il 65% prevede la chiusura degli unprofitable meetings).
Sul più breve raggio (1-3 anni) il top dell’aspettativa va ovviamente alla riduzione dei costi (66%), oltre che (pure al 66%) allo sviluppo di sistemi per il calcolo del Roi.
Nel 2020, secondo il 61% dei rispondenti, gli eventi saranno soprattutto usati per costruire community estese, e per essere più efficaci verranno preceduti da pre-contatti tra i partecipanti (56%).
Sarà sempre più invalsa la pratica di “co-locare” più eventi nello stesso posto (46%). Verranno studiati nuovi modelli di pricing (56%), le fiere torneranno in auge, soprattutto come luoghi di formazione (55%), e i frequentanti – non solo delle fiere ma degli eventi in genere – saranno meglio profilati.
Dato assolutamente significativo: il 97% ritiene che i meeting del 2020 avranno tutti un’atmosfera a misura di partecipante. La maggioranza (54%) prevede un gioco di sponda tra meeting e social media, così che i secondi fungano da apripista ai primi.
Non è però una percentuale così alta come si potrebbe pensare, e ciò dovrebbe indurre a riflettere.
Anzi, il 69% prevede che i social, dopo una crescita rapida e costante nei prossimi due-tre anni, declineranno inesorabilmente, quantomeno nella nostra industria.
Piuttosto, il panel scommette sullo sviluppo dell’event marketing (79%) e di software per il feedback immediato sulle singole sessioni (64%).
Porte aperte, infine, al wi-fi libero (92%), alle app (83%) e agli eventi ibridi (51% – anche questa è peraltro una percentuale più bassa di quanto ci si attenderebbe).
Va notato come il Capitolo di MPI Italia Chapter si stia provando una volta di più all’avanguardia rispetto ai tempi: molte delle caratteristiche che del futuro ha dato questa survey sono già oggi al centro dell'attività di MPI.
Paola ha dato conto alla platea di Efapco di quanto MPI Italia ha fatto negli ultimi mesi, con speciale riguardo al programma seminariale (eventi ibridi, assicurazioni e contrattualistica, in programma a Catania con collegamento videoconferenza con Milano il 14 febbraio), al networking (i Global growth di Roma e Milano nonché il nuovo format business-oriented in debutto il 7 marzo a Roma) e alle opportunità di lavoro, col progetto a lungo termine per gli student e il corso per la riqualificazione professionale degli “over 40”.
Ha anche annunciato un’iniziativa sulla CSR, volta a tutelare i planner e i fornitori della meeting industry, a livello europeo, dall’uso disinvolto che, nelle gare, le aziende fanno delle professionalit{ dei candidati, esortando tutti i presidenti dei Capitoli europei a sostenere questa mission. Il monitoraggio si concluderà venerdì 16 marzo, a Torino, nell’ambito della convention nazionale di Federcongressi&eventi in una tavola rotonda sul futuro della meeting industry in programma dalle 9.00 alle 10.30.

