Mice
È iniziata la convention di Federcongressi&Eventi
Un invito all’ottimismo, alla fiducia, a liberare le energie creative di ciascuno, individui e imprese, ha caratterizzato l’apertura della quinta Convention nazionale dell’associazione, dedicata all’innovazione, che si è tenuta oggi, giovedì 15 marzo.
Ha avuto inizio stamani, giovedì 15 marzo, la quinta Convention nazionale di Federcongressi&eventi, che quest’anno si svolge a Torino, presso il Centro congressi Torino Incontra, sino a domani pomeriggio, 16 marzo. Titolo generale dell’evento è 'Stay hungry, stay foolish', la celebre frase di Steve Jobs, e il tema che verrà dibattuto è l’innovazione. I lavori sono cominciati con la sessione plenaria introduttiva 'La sfida dell’innovazione' moderata dal Vice-Direttore del Tg La7 Andrea Pancani. Molti e autorevoli i relatori: Cristina Scaletti, Assessore alla cultura, commercio e turismo della Regione Toscana e rappresentante del progetto interregionale Mice in Italia, di cui la Toscana è capofila; Paolo Rubini, Direttore generale dell’ENIT e Consigliere delegato del Convention bureau Italia; il politologo e sondaggista Alessandro Amadori, Direttore di Coesis Research; Edgarda Fiorini, Presidente di Donna Impresa Confartigianato; Luca Nicotra, Segretario di Agorà Digitale; e Angelo Peppetti del settore Credit Retail dell’ABI. 
Dopo un saluto di Guido Bolatto, direttore del Centro congressi, i lavori sono subito entrati nel vivo. Peppetti ha riepilogato le iniziative delle banche a sostegno di famiglie e imprese, per queste ultime ora è disponibile una linea di finanziamento per un controvalore di 70 miliardi di euro. "Però - ha affermato - la liquidità che viene dalla BCE non può essere usata per progetti a lungo termine. Bisogna intervenire seriamente a livello europeo per aiutare le banche a concedere il credito a lungo termine. Indebolire le banche significa indebolire il credito".
"Ogni anno è stilata una classifica dei paesi dal punto di vista dell’ottimismo - ha fatto eco Amadori -. L’Italia è da cinque anni in coda (i primi sono Cina e India). C’è un’Italia fatta da imprenditori che vogliono competere e sono anche fortemente ottimisti. Occorre che parliamo a loro e a quanti come minimo non hanno un atteggiamento negativo. E teniamo presente che più complessi sono i problemi e più semplici sono le soluzioni. Secondo me la soluzione è il 'modello Singapore', una tecnodemocrazia. Gli imprenditori non ne possono più di un sistema politico che funge da freno a mano. La 'tecno-pacificazione' del governo Monti è gradita agli imprenditori».
Il discorso del mantenimento e della valorizzazione del nostro capitale creativo, nel turismo come in tutti i settori, ha preso piede in molti interventi. "Noi abbiamo poche grandi imprese - ha spiegato Amadori -, dunque occorre che le piccole imprese collaborino molto fra loro. E ci vuole un supporto all’internazionalizzazione».
Nicotra si è soffermato sulle carenze tecnologiche del nostro Paese: "In Italia i casi di arretratezza tecnologica sono ancora tanti. Spesso è difficile collegarsi alla rete o sfruttare gli hardware più recenti. Cultura e politica chiuse collaborano per impedire l’innovazione».
Edgarda Fiorini ha poi esposto la propria esperienza di imprenditrice e di presidente di Donna Impresa, dicendo che "esiste la consapevolezza che le reti sono fondamentali. La condivisione di esperienze, progetti e idee è il presupposto per il successo. All’interno di Donna Impresa stiamo percorrendo questa strada, per uscire dalla visione limitata dell’'uno alla volta', che lascia tutti singoli e privi di appeal verso l’esterno».
Paolo Rubini condivide:"Dobbiamo cercare di fare squadra. L’articolazione attuale del turismo è veramente complessa. La competenza è delle regioni, altrove invece è mediata dal potere centrale. Ma questo è un falso problema. Conviene a tutti fare strategie comuni, come accade per le imprese che rinunciano a farsi concorrenza. Il Convention bureau Italia agisce proprio in questo senso, è un semplificatore: chiunque voglia organizzare un evento nel nostro Paese, contatta noi, che siamo i referenti unici, mentre prima non sapeva a chi chiedere»"
Per finire, Amadori ha presentato gli otto principi della creatività, che riassumono le potenzialità della dimensione creativa:
1) Ogni persona è creativa (dunque qualsiasi impresa può produrre innovazione).
2) La creatività riduce il rischio.
3) Ci sono quattro facce fondamentali della creatività: metodo, capacità di relazione, intuito e determinazione.
4) Nessuno vive soltanto di dati.
5) Un’immagine vale molto più di mille parole.
6) Non esistono sogni impossibili o problemi non risolvibili: esistono solo sognatori limitati o risolutori di problemi non sufficientemente abili.
7) L’inconscio è il nostro migliore aiutante nel processo creativo.
8) Il pensiero creativo produce situazioni win-win (senza compromessi).

Dopo un saluto di Guido Bolatto, direttore del Centro congressi, i lavori sono subito entrati nel vivo. Peppetti ha riepilogato le iniziative delle banche a sostegno di famiglie e imprese, per queste ultime ora è disponibile una linea di finanziamento per un controvalore di 70 miliardi di euro. "Però - ha affermato - la liquidità che viene dalla BCE non può essere usata per progetti a lungo termine. Bisogna intervenire seriamente a livello europeo per aiutare le banche a concedere il credito a lungo termine. Indebolire le banche significa indebolire il credito".
"Ogni anno è stilata una classifica dei paesi dal punto di vista dell’ottimismo - ha fatto eco Amadori -. L’Italia è da cinque anni in coda (i primi sono Cina e India). C’è un’Italia fatta da imprenditori che vogliono competere e sono anche fortemente ottimisti. Occorre che parliamo a loro e a quanti come minimo non hanno un atteggiamento negativo. E teniamo presente che più complessi sono i problemi e più semplici sono le soluzioni. Secondo me la soluzione è il 'modello Singapore', una tecnodemocrazia. Gli imprenditori non ne possono più di un sistema politico che funge da freno a mano. La 'tecno-pacificazione' del governo Monti è gradita agli imprenditori».
Il discorso del mantenimento e della valorizzazione del nostro capitale creativo, nel turismo come in tutti i settori, ha preso piede in molti interventi. "Noi abbiamo poche grandi imprese - ha spiegato Amadori -, dunque occorre che le piccole imprese collaborino molto fra loro. E ci vuole un supporto all’internazionalizzazione».
Nicotra si è soffermato sulle carenze tecnologiche del nostro Paese: "In Italia i casi di arretratezza tecnologica sono ancora tanti. Spesso è difficile collegarsi alla rete o sfruttare gli hardware più recenti. Cultura e politica chiuse collaborano per impedire l’innovazione».
Edgarda Fiorini ha poi esposto la propria esperienza di imprenditrice e di presidente di Donna Impresa, dicendo che "esiste la consapevolezza che le reti sono fondamentali. La condivisione di esperienze, progetti e idee è il presupposto per il successo. All’interno di Donna Impresa stiamo percorrendo questa strada, per uscire dalla visione limitata dell’'uno alla volta', che lascia tutti singoli e privi di appeal verso l’esterno».
Paolo Rubini condivide:"Dobbiamo cercare di fare squadra. L’articolazione attuale del turismo è veramente complessa. La competenza è delle regioni, altrove invece è mediata dal potere centrale. Ma questo è un falso problema. Conviene a tutti fare strategie comuni, come accade per le imprese che rinunciano a farsi concorrenza. Il Convention bureau Italia agisce proprio in questo senso, è un semplificatore: chiunque voglia organizzare un evento nel nostro Paese, contatta noi, che siamo i referenti unici, mentre prima non sapeva a chi chiedere»"
Per finire, Amadori ha presentato gli otto principi della creatività, che riassumono le potenzialità della dimensione creativa:
1) Ogni persona è creativa (dunque qualsiasi impresa può produrre innovazione).
2) La creatività riduce il rischio.
3) Ci sono quattro facce fondamentali della creatività: metodo, capacità di relazione, intuito e determinazione.
4) Nessuno vive soltanto di dati.
5) Un’immagine vale molto più di mille parole.
6) Non esistono sogni impossibili o problemi non risolvibili: esistono solo sognatori limitati o risolutori di problemi non sufficientemente abili.
7) L’inconscio è il nostro migliore aiutante nel processo creativo.
8) Il pensiero creativo produce situazioni win-win (senza compromessi).

