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Forum Public Affairs, dibattito sulla comunicazione tra imprese e istituzioni
Istituzioni, imprese e associazioni professionali a confronto sul tema della comunicazione e relazioni tra imprese, lobby e istituzioni per rimettere al centro del dibattito la sfida della trasparenza in chiave di competitività. L'occasione è stata la prima edizione del Forum Public Affairs svoltasi il 26 al Campidoglio.
Comunicazione e relazioni istituzionali, lobbying, internet, tv e agenda digitale, lavoro, mobilità e sostenibilità ambientale, turismo, arte e cultura: questi i temi chiave che hanno caratterizzato la prima edizione del Forum Public Affairs, evento dedicato al confronto tra imprese e istituzioni, si è svolto il 26 giugno presso la Sala Protomoteca del Campidoglio.
Organizzato da Comunicazione Italiana, primo 'Business Social Media' italiano, che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 59.000 manager del mondo imprenditoriale e della Pubblica Amministrazione, con il patrocinio istituzionale di Roma Capitale e l'official partnership di Avio, azienda internazionale leader nel settore della propulsione aerospaziale, il Forum Public Affairs si pone l’obiettivo di favorire il knowledge sharing e il confronto propositivo per innovare i paradigmi di riferimento attuali della comunicazione e delle relazioni tra imprese e istituzioni, mettere a fuoco quali sono le best practices e favorire l'implementazione di policy che possano attualizzare nuove opportunità di sviluppo in modo trasparente, partecipato e semplice.
"Abbiamo fortemente voluto fissare questo appuntamento - afferma Fabrizio Cataldi, fondatore di Comunicazione Italiana - perché in questo momento più che mai, dal nostro osservatorio rileviamo che il tema della trasparenza non può rimanere slegato dalla competitività e che c'è bisogno di un nuovo patto tra imprese e istituzioni che ripristini la fiducia necessaria per aprire nuove opportunità".
Organizzato da Comunicazione Italiana, primo 'Business Social Media' italiano, che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 59.000 manager del mondo imprenditoriale e della Pubblica Amministrazione, con il patrocinio istituzionale di Roma Capitale e l'official partnership di Avio, azienda internazionale leader nel settore della propulsione aerospaziale, il Forum Public Affairs si pone l’obiettivo di favorire il knowledge sharing e il confronto propositivo per innovare i paradigmi di riferimento attuali della comunicazione e delle relazioni tra imprese e istituzioni, mettere a fuoco quali sono le best practices e favorire l'implementazione di policy che possano attualizzare nuove opportunità di sviluppo in modo trasparente, partecipato e semplice.
"Abbiamo fortemente voluto fissare questo appuntamento - afferma Fabrizio Cataldi, fondatore di Comunicazione Italiana - perché in questo momento più che mai, dal nostro osservatorio rileviamo che il tema della trasparenza non può rimanere slegato dalla competitività e che c'è bisogno di un nuovo patto tra imprese e istituzioni che ripristini la fiducia necessaria per aprire nuove opportunità"."L'urgenza del cambiamento investe anche il modo di vedere le relazioni istituzionali.
Cambiano gli scenari e anche le variabili principali sono in continua evoluzione - dice Giuseppe Coccon, direttore comunicazione e public affairs Avio -. Nuovi attori e sfide più complesse per le aziende, tempi più rapidi, crisi del consenso e della politica richiedono più expertise e meno interessi particolari, più trasparenza e meno controllo delle informazioni, più partecipazione e meno influenza. In questo modo può crescere la collaborazione tra imprese e Istituzioni, tra privato e pubblico, nell'interesse comune dello sviluppo del Paese".
Cambiano gli scenari e anche le variabili principali sono in continua evoluzione - dice Giuseppe Coccon, direttore comunicazione e public affairs Avio -. Nuovi attori e sfide più complesse per le aziende, tempi più rapidi, crisi del consenso e della politica richiedono più expertise e meno interessi particolari, più trasparenza e meno controllo delle informazioni, più partecipazione e meno influenza. In questo modo può crescere la collaborazione tra imprese e Istituzioni, tra privato e pubblico, nell'interesse comune dello sviluppo del Paese".La PA e le imprese hanno ancora oggi difficoltà a comunicare. È quanto emerge dal rapporto “La comunicazione e le relazioni tra imprese e istituzioni. La sfida della trasparenza per la competitività” curato da Retecamere, Agenzia nazionale di Unioncamere e delle Camere di commercio per i progetti e i servizi integrati per lo sviluppo.
“Il web rappresenta il principale canale di contatto tra PA e aziende per il 64% delle imprese manifatturiere e il 58% delle imprese dei servizi. Tuttavia su 308 enti pubblici e Associazioni di rappresentanza, solo il 47% ha il WIFI. Gli enti locali che consentono di effettuare i pagamenti online sono solo il 16,3% e solo 71 Amministrazioni hanno reso pubblici i propri dati in formato open (complessivamente 6.220 dataset, ndr). Anche il sistema imprenditoriale evidenzia criticità: nel 2013 solamente l’11% delle imprese utilizza sistemi di e-government, il 3,2% usa internet per l’e-commerce, il 5% utilizza i social media per promuoversi", ha dichiarato Claudio Cipollini, direttore generale di Retecamere.
Il sondaggio di opinione condotto dall’Istituto Piepoli ha invece indagato su quali siano le aree prioritarie su cui intervenire per il rilancio dell’economia Italiana: al primo posto, con il 41% delle preferenze, gli Italiani chiedono una riforma del lavoro che sia in grado di premiare realmente in merito. Quasi 1 italiano su 4 chiede invece maggiori investimenti su cultura, arte e turismo: un patrimonio enorme del nostro Paese non ancora pienamente sfruttato. Quasi la totalità degli intervistati, il 92%, è convinta poi che una maggiore trasparenza possa aiutare ad aumentare l’efficienza e la competitività delle imprese e delle istituzioni. In tal senso, possono aiutare le nuove tecnologie: il 73% degli Italiani ritiene infatti che le innovazioni tecnologiche abbiano migliorato la nostra vita, mentre solo il 19% crede che l’abbiano peggiorata. Ma non è solo la tecnologia a poter dare un impulso positivo all’Italia: il 70% degli intervistati ritiene infatti che gli investimenti sulla cultura possano produrre benefici significativi sull’intera economia.
L'agenda del Forum si è articolata in 5 sessioni plenarie alle quali hanno partecipato 41 relatori tra i quali si segnala in particolare la presenza di personalità istituzionali Antonio Palmieri, deputato Pdl, membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione), Annamaria Parente, senatrice, vicepresidente Commissione Lavoro Senato della Repubblica, Renata Polverini, vice presidente Commissione Lavoro, Serena Pellegrino, deputata - Membro VIII commissione (ambiente, territorio e lavori pubblici), Simone Tani, manager of Economic Development Comune di Firenze, Mariastella Bianchi, deputata, Khalid Chaouki, deputato PD - Commissione Esteri, Presidente Commissione Cultura AP-UpM, Andrea Romano, deputato.
Presenti oltre 240 tra parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, top manager del public affairs e della comunicazione d'impresa e pubblica, direttori risorse umane e giornalisti.
Il programma completo dell'evento e l'indagine completa di Retecamere è disponibile sul sito www.forumpublicaffairs.it
“Il web rappresenta il principale canale di contatto tra PA e aziende per il 64% delle imprese manifatturiere e il 58% delle imprese dei servizi. Tuttavia su 308 enti pubblici e Associazioni di rappresentanza, solo il 47% ha il WIFI. Gli enti locali che consentono di effettuare i pagamenti online sono solo il 16,3% e solo 71 Amministrazioni hanno reso pubblici i propri dati in formato open (complessivamente 6.220 dataset, ndr). Anche il sistema imprenditoriale evidenzia criticità: nel 2013 solamente l’11% delle imprese utilizza sistemi di e-government, il 3,2% usa internet per l’e-commerce, il 5% utilizza i social media per promuoversi", ha dichiarato Claudio Cipollini, direttore generale di Retecamere.
Il sondaggio di opinione condotto dall’Istituto Piepoli ha invece indagato su quali siano le aree prioritarie su cui intervenire per il rilancio dell’economia Italiana: al primo posto, con il 41% delle preferenze, gli Italiani chiedono una riforma del lavoro che sia in grado di premiare realmente in merito. Quasi 1 italiano su 4 chiede invece maggiori investimenti su cultura, arte e turismo: un patrimonio enorme del nostro Paese non ancora pienamente sfruttato. Quasi la totalità degli intervistati, il 92%, è convinta poi che una maggiore trasparenza possa aiutare ad aumentare l’efficienza e la competitività delle imprese e delle istituzioni. In tal senso, possono aiutare le nuove tecnologie: il 73% degli Italiani ritiene infatti che le innovazioni tecnologiche abbiano migliorato la nostra vita, mentre solo il 19% crede che l’abbiano peggiorata. Ma non è solo la tecnologia a poter dare un impulso positivo all’Italia: il 70% degli intervistati ritiene infatti che gli investimenti sulla cultura possano produrre benefici significativi sull’intera economia.
L'agenda del Forum si è articolata in 5 sessioni plenarie alle quali hanno partecipato 41 relatori tra i quali si segnala in particolare la presenza di personalità istituzionali Antonio Palmieri, deputato Pdl, membro della VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione), Annamaria Parente, senatrice, vicepresidente Commissione Lavoro Senato della Repubblica, Renata Polverini, vice presidente Commissione Lavoro, Serena Pellegrino, deputata - Membro VIII commissione (ambiente, territorio e lavori pubblici), Simone Tani, manager of Economic Development Comune di Firenze, Mariastella Bianchi, deputata, Khalid Chaouki, deputato PD - Commissione Esteri, Presidente Commissione Cultura AP-UpM, Andrea Romano, deputato.
Presenti oltre 240 tra parlamentari, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, top manager del public affairs e della comunicazione d'impresa e pubblica, direttori risorse umane e giornalisti.
Il programma completo dell'evento e l'indagine completa di Retecamere è disponibile sul sito www.forumpublicaffairs.it

