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Franceschini: "Pubblico e privato facciano sistema. Rieduchiamo gli italiani a riconoscere le bellezze del nostro Paese"

L'art bonus, messo a disposizione dal Governo italiano, è l'incentivo fiscale per gli investimenti culturali. Da qui l'invito lanciato dal Ministro per i Beni Culturali in occasione dell'Assemblea annuale Upa: “Non dobbiamo pensare solo alla tutela del nostro patrimonio, ma anche alla valorizzazione dei talenti e dell'industria al lavoro per arricchirlo. Abbiamo bisogno che gli imprenditori credano nelle potenzialità della cultura”.

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Il 65% di detrazione in tre anni per chi scommette sulla cultura: è l' art bonus  messo a disposizione del Governo italiano, ovvero attualmente il migliore incentivo fiscale in Europa per gli investimenti culturali. 

A parlarne è stato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, in occasione della tradizionale Assemblea annuale dell'Associazione, tenutasi il 1 luglio, a Milano, durante la quale è stato presentato anche Upaperlacultura.org, un portale in cui far confluire le proposte di sopraintendenze, musei, parchi archeologici, teatri, che possa fungere da attrattore di investimenti. 

Ma sul palco è salito anche Dario Franceschini (FOTO), Ministro per i Beni Culturali, che ha utilizzato il suo intervento per parlare del ruolo strategico che la cultura può rivestire nella crescita del nostro Paese. 

“Il sistema italiano non ha saputo credere nella cultura come veicolo per accrescere lo sviluppo, come dimostra anche il fatto che dal 2000 al 2013 siano state dimezzate le risorse destinate al Ministero dedicato a questo tema - ha affermato Franceschini -. Ma non possiamo farci sfuggire le opportunità che ci offre l'era attuale: è finita la stagione in cui ogni Paese deve essere competitivo su tutto, oggi con la globalizzazione l'Italia deve identificare il suo punto di forza e concentrare le energie su di esso. Due sono gli elementi su cui dobbiamo puntare per favorire la crescita economica: la tutela del patrimonio culturale e la valorizzazione dei talenti e dell'industria al lavoro perché esso possa continuare ad arricchirsi anche nella contemporaneità”.

Legato a doppio filo al tema della cultura vi è quello del turismo. “Non è detto che gli stranieri vengano nel nostro Paese in primis per fruire dell'offerta culturale - ha sottolineato Franceschini -. Magari vi si recano per la moda o per il cibo e poi colgono l'occasione per immergersi nei luoghi simbolo della nostra cultura. Ebbene, noi eccelliamo in tutti questi settori e dobbiamo fare in modo che i viaggiatori possano vivere in Italia un'esperienza il più possibile piacevole”.

Un lavoro che deve essere fatto a due mani, da pubblico e privato, come ha tenuto a ribadire più volte il Ministro. “E' indispensabile fare sistema per valorizzare le nostre peculiarità - ha affermato Franceschini -. Abbiamo destinato 300 milioni dei fondi europei al recupero del patrimonio culturale italiano e 114 alla promozione dell'industria della cultura, ma gli imprenditori devono fare la loro parte, investendo in questo settore, dove l'esperienza manageriale non può che essere d'aiuto”. 

D'altra parte, le potenzialità sono enormi: se da un lato, infatti, è vero che il turismo interno si è contratto, dall'altro bisogna tenere conto che quello internazionale è in aumento

Basti pensare che sono 100 milioni i cinesi che sono usciti almeno una volta dalla Cina, che tra 4 anni saranno 500 milioni e che  l'Italia si trova al primo posto tra le mete desiderate. Non è difficile intuire le potenzialità straordinarie per il nostro sistema economico.

Eppure gli italiani, imprenditori ma non solo, sembrano non rendersene conto. "Dobbiamo rieducare gli italiani a comprendere la bellezza in cui sono immersi, a partire dalle nuove generazioni, per le quali stiamo lanciando proprio a questo scopo delle iniziative ad hoc - ha dichiarato Franceschini - . E' assurdo che in un Paese come il nostro, ricchissimo dal punto di vista culturale, siano in calo la lettura e le presenze al cinema e a teatro”. 

“Dobbiamo smetterla di vedere soltanto ciò che funziona e riuscire a vedere il nostro Paese con gli occhi ammirati con cui lo guardano i viaggiatori alla loro prima visita”, ha continuato il Ministro, concludendo con un appello agli operatori dell'advertising: 
“Nelle campagne che realizzate mostrate le bellezze d'Italia, alcuni scorci e luoghi sconosciuti. Una bella immagine in una campagna pubblicitaria vale più di mille parole in un convegno”. 

Serena Piazzi