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I soldi del vecchio CB Italia ai dipendenti di Promuovitalia? Buscema: "Voglio spiegazioni"
Il presidente di Federcongressi&eventi esprime amare considerazioni su quanto emerso da uno speciale di Repubblica a proposito dei milioni di euro destinati al Convention Bureau Italia varato nel marzo 2011 dal Ministro Brambilla e chiuso neanche due anni dopo. «Il CB Italia è nel rinato grazie agli sforzi dei privati: come possiamo accettare che il denaro pubblico stanziato per la promozione congressuale venga impiegato per ripianare le perdite di un ente inutile e fallito?».
Un articolo pubblicato il 31 agosto da 'Le inchieste di Repubblica', titolato'I predatori del turismo italiano' svela che la dotazione finanziaria offerta dall’allora Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla al Convention Bureau Italia nato nel marzo 2011 e chiuso a fine 2012 (in origine pari asette milioni di euro, due dei quali destinati poi all’Enit per gestire la promozione dell’Italia congressuale) «è stata usata per pagare i dipendenti di un'altra società del Mibact, Promuovitalia, anziché le iniziative a cui era dedicato, e cioè la promozione e lo sviluppo del turismo congressuale e fieristico».
Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata: un nuovo Convention Bureau Italia è nato dalle ceneri del vecchio, il 18 giugno 2014, tutto finanziato dai privati che ne fanno parte. All’inizio costituito come rete d’impresa, s’è recentemente evoluto in società consortile, con 35 soci e 20 'preferred partner' cioè agenzie (PCO e DMC) e organizzazioni territoriali pubbliche.
Fra i soci ci sono anche le associazioni di categoria, che rappresentano la quasi totalità delle imprese del settore: Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Assohotel, Confcommercio, Federalberghi, Federcongressi&eventi e Federturismo.
Il commento di Mario Buscema (FOTO), presidente di Federcongressi&eventi: «Siamo di fronte a una situazione paradossale che suscita non pochi dubbi etici.
Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata: un nuovo Convention Bureau Italia è nato dalle ceneri del vecchio, il 18 giugno 2014, tutto finanziato dai privati che ne fanno parte. All’inizio costituito come rete d’impresa, s’è recentemente evoluto in società consortile, con 35 soci e 20 'preferred partner' cioè agenzie (PCO e DMC) e organizzazioni territoriali pubbliche.
Fra i soci ci sono anche le associazioni di categoria, che rappresentano la quasi totalità delle imprese del settore: Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Assohotel, Confcommercio, Federalberghi, Federcongressi&eventi e Federturismo.
Il commento di Mario Buscema (FOTO), presidente di Federcongressi&eventi: «Siamo di fronte a una situazione paradossale che suscita non pochi dubbi etici.
È inaccettabile che, mentre da una parte ci sono operatori come agenzie, convention bureau, grandi alberghi congressuali, che autonomamente si sono organizzati pagando quote annuali anche rilevanti per associarsi e rinnovare l’iscrizione all’attuale Convention Bureau Italia, così sostenendone la preziosa azione, dall’altra continui l’incomprensibile spreco di denaro pubblico che ben più vantaggiosamente potrebbe essere impiegato per alleviare questi sforzi e fornire mezzi migliori a un’industria che produce ricchezza e ha un gran bisogno d’aiuti".
«Qui, a quanto pare, gli aiuti – quantificabili nei due milioni di euro che l’allora Ministro Gnudi recuperò dai sette stanziati dal predecessore Brambilla per il CB nazionale poi chiuso – sono finiti nelle tasche di un ente come Promuovitalia,dichiarato fallito senza avere mai fatto nulla di sostanzialmente rilevante a sostegno del nostro turismo in generale e del ramo congressuale nello specifico.
E stiamo parlando non di briciole bensì di due milioni di euro! Con quale logica sono stati destinati a ripianare le perdite di questo ente, quando le aziende della nostra meeting industry sono impegnate a sostenere di tasca propria l’organismo che lerappresenta all’estero, senza alcun supporto da parte delle istituzioni?"
«E inoltre, se i due milioni irragionevolmente finiti a Promuovitalia sono quanto resta dei sette stanziati dal Ministro Brambilla per un Convention Bureau chiuso senza gloria dopo nemmeno due anni, la domanda – ancor più grave della precedente – è: che fine hanno fatto gli altri cinque? Attendo fiducioso una risposta dal Ministro Dario Franceschini, dal Presidente Enit Evelina Christillin o da altri rappresentanti istituzionali».
«Qui, a quanto pare, gli aiuti – quantificabili nei due milioni di euro che l’allora Ministro Gnudi recuperò dai sette stanziati dal predecessore Brambilla per il CB nazionale poi chiuso – sono finiti nelle tasche di un ente come Promuovitalia,dichiarato fallito senza avere mai fatto nulla di sostanzialmente rilevante a sostegno del nostro turismo in generale e del ramo congressuale nello specifico.
E stiamo parlando non di briciole bensì di due milioni di euro! Con quale logica sono stati destinati a ripianare le perdite di questo ente, quando le aziende della nostra meeting industry sono impegnate a sostenere di tasca propria l’organismo che lerappresenta all’estero, senza alcun supporto da parte delle istituzioni?"
«E inoltre, se i due milioni irragionevolmente finiti a Promuovitalia sono quanto resta dei sette stanziati dal Ministro Brambilla per un Convention Bureau chiuso senza gloria dopo nemmeno due anni, la domanda – ancor più grave della precedente – è: che fine hanno fatto gli altri cinque? Attendo fiducioso una risposta dal Ministro Dario Franceschini, dal Presidente Enit Evelina Christillin o da altri rappresentanti istituzionali».


