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L’albergo diffuso made in Italy fa scuola all’estero

La nuova frontiera dell’ospitalità è vista con interesse in Germania e Croazia. In provincia di Firenze si è riunita l’Associazione Italiana degli Alberghi diffusi per fare il punto sulle nuove prospettive.

Il 3 aprile si è riunita l’Associazione nazionale degli Alberghi diffusi (ADI) nell’Albergo Diffuso “Locanda Senio” (Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze) per discutere le nuove prospettive degli alberghi diffusi in Italia.

Sono attualmente 5 le Regioni che riconoscono e classificano l’albergo diffuso come modello distinto di ospitalità (Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Liguria). Mentre stanno predisponendo una normativa apposita altre 4 regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise), ma anche in Sicilia e in Trentino sono stati presentati disegni e proposte di legge.

L’ADI segue da vicino le nuove normative regionali per evitare che la definizione di Albergo diffuso finisca per indicare forme generiche di ospitalità diffusa, non di tipo alberghiero.
Tra le novità discusse a Palazzuolo, il fenomeno dell’internazionalizzazione dell’albergo diffuso. In diversi paesi esteri, infatti, si comincia a guardare con interesse a questa forma di ospitalità, e in Germania, Israele e Croazia diverse testate hanno dedicato spazio e reportages agli alberghi diffusi, e diversi operatori esteri hanno interpellato l’associazione per “importare” il modello. L’ADI raccomanda di non tradurre il termine “albergo diffuso” per rimarcare il carattere made in Italy di questa formula ospitale.

L’Associazione nazionale degli alberghi diffusi (ADI) è nata nel 2006 su iniziativa del professor Giancarlo Dall’Ara con l’obiettivo di difendere e valorizzare il marchio di albergo diffuso come modello di ospitalità originale, in grado di offrire servizi alberghieri alle persone che vanno in vacanza, e che desiderano soggiornare in ambienti autentici, non concepiti “per turisti”, ma per “residenti”, sia pure temporanei.

Le caratteristiche di un Albergo Diffuso sono:
-Struttura alberghiera orizzontale, composta di edifici diversi, preesistenti, e localizzata in un centro storico di un borgo non disabitato, ma anzi caratterizzato dalla presenza di una comunità ospitante vivace,
- Gestione unitaria
- Offerta di servizi alberghieri (accoglienza, assistenza, ristorazione, …)
- Presenza di locali adibiti a servizi/spazi comuni per gli ospiti (ad es. sala lettura, sala giochi per i bambini, saletta incontri e riunioni…)
- Ambiente autentico
- Stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura
- Distanza fra le unità abitative e gli spazi comuni contenuta nei 200 metri.