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Mice

Mice in Italia e CB Italia, quando i binari sembrano (o sono) paralleli

Le due realtà non vogliono sovrapporsi. Mice in Italia lavora sull’offerta e il CB Italia sulla domanda internazionale. D’accordo, ma come collaboreranno? Il confronto sul palco della Convention Nazionale di Federcongressi&eventi non ha sortito grandi spiragli di chiarimento. In un momento in cui è necessario unire le competenze, le risposte sono più che mai urgenti.

Ci si sarebbe aspettati un confronto più vivo, e invece è stato un incontro istituzionale, dai toni formali. Ugualmente utile, però, per approfondire i ruoli di due realtà di recente formazione entrambe finalizzate, anche se con target e modalità differenti, alla promozione della destinazione Italia.
Sul palco della convention nazionale di Federcongressi&eventi, Cristina Scaletti, assessore alla Cultura, Commercio e Turismo della Regione Toscana, capofila del progetto Mice in Italia e Paolo Rubini, consigliere delegato Convention Bureau Italia e direttore generale Enit.
Zona_Paolonuova.JPGA proclamare la centralità dell’incontro era stato lo stesso presidente di Federcongreessi&eventi, Paolo Zona (nella foto), prima della convention: “Si discuterà di innovazione in una chiave di politica economica ma anche istituzionale. Nello specifico, la sfida è quella di fare in modo che da questa tavola rotonda nascano spunti reali di collaborazione tra Convention Bureau Italia e Mice in Italia, spunti spesso proclamati in passato ma sinora, di fatto, non concretizzati”.
Diversamente però, come abbiamo anticipato, il dialogo ha viaggiato su binari pressoché paralleli.


LE DICHIARAZIONI ALLA CONVENTION
“Nel turismo, come negli altri settori, è necessario fare squadra, promuovendo lo scambio di competenze - ha dichiarato Rubini -. Il punto è che, indipendentemente dal fatto che le Regioni abbiano potere esclusivo sul Turismo, è interesse di tutti approntare strategie comuni. Il coordinamento e la concertazione nazionale delle Regioni convengono a tutti. Verso l’estero dobbiamo avere un’impostazione turistica 'nazionale'. L’Enit sta facendo molto per il turismo congressuale e il Convention Bureau Italia non vuole assolutamente sovrapporsi a quanto è già stato fatto, ma prendere 'quel pezzo in più' del mercato, fungere da semplificatore per chi volesse organizzare un evento o un congresso in Italia”.
“Le Regioni non si sono mai sottratte a una visione di sistema - ha replicato Scaletti -. Se mai, hanno dovuto vicariare, colmare un gap a livello nazionale. Mice in Italia, è bene ribadirlo, è un progetto di creazione dell’offerta concepito per superare le difficoltà nel Mice sui piani di governance, infrastrutture e formazione. Il lavoro di tutti non è mai sottrattivo ma aggiuntivo”.

RUBINI (CB ITALIA): “Dalle Regioni le informazioni per vendere il prodotto Italia
A margine della convention, abbiamo raggiunto i due interlocutori. Di seguito, la nostra intervista a Paolo Rubini (nella foto) approfondire i temi accennati durante la convention.

rubini.jpgDi cosa si occupa, esattamente, il CB Italia?
"Innanzitutto un po’ di chiarezza. Le Regioni fanno il prodotto, o singolarmente o coordinandosi all’interno di Mice in Italia. Successivamente, il Convention Bureau Italia presenta questo stesso prodotto e lo vende all’estero. I clienti internazionali o si rivolgono direttamente a noi perché non sanno con chi interloquire, oppure lo fanno tramite le 28 sedi Enit all’estero. In terza istanza, il CB Italia risponde ai bandi di gara internazionali, candidando il nostro Paese come destinazione per eventi eventi, meeting e congressi".

Chi si occupa di questa attività nelle sedi Enit?
"Per non duplicare i costi, abbiamo formato una persona all’interno di ciascuna sede".

Quali sono i risultati raggiunti fino ad ora?
“I risultati sono di due ordini: dal punto di vista economico, le entrate del CB Italia, ovvero la percentuale che l’ente riscuote sugli eventi internazionali portati in Italia, sarà quantificabile solo tra due o tre anni; dal punto di vista quantitativo, invece, abbiamo ricevuto finora 50-60 richieste per la destinazione Italia”.

Quali sono, dunque, gli ambiti di collaborazione tra CB Italia e Mice in Italia a livello operativo e concreto?
"Il CB Italia candida le strutture e le destinazioni più idonee alle richieste del cliente. Non propone una singola regione, ma un ventaglio di proposte. A questo scopo, stiamo creando un database. Ed è proprio qui che entra in gioco la collaborazione con le Regioni e con Mice in Italia, perché sono proprio loro a fornirci le informazioni necessarie per la creazione del database".

Il CB Italia lavora solo sulla domanda internazionale?
"Sì, risponde solo ai clienti o alle gare internazionali e ha l’obiettivo di portare gli eventi in Italia".

Il CB Italia rappresenta un reale vantaggio organizzativo e competitivo per gli organizzatori di eventi?
"Assolutamente sì, e vi sono anche situazioni in cui il nostro operato facilita la realizzazione di eventi o congressi. Ad esempio se è necessario avere il visto dell’ambasciata. In questi casi , spesso il ‘bollo’ Enit velocizza le pratiche".


SCALETTI (MICE IN ITALIA): “Vogliamo offrire al CB Italia una piattaforma relazionale”
scaletti.jpgRaggiunta dai microfoni di e20express.it, invece, Cristina Scaletti (nella foto) ha optato per un chiarimento sull’operato di Mice in Italia.

In quali attività si concretizza l'impegno del network Mice in Italia?
“Attualmente stiamo strutturando l’offerta e ci stiamo dedicando alla formazione in ambito congressuale”.

E con il CB Italia?
“Ci offriamo come interlocutore, vogliamo essere a tutti gli effetti un valido strumento. Ci offriamo, inoltre, come piattaforma relazionale”.

Non si capisce se ci sia una sorta di attrito nei rapporti con il CB Italia...
“No, assolutamente. Dopo la formazione del CB Italia c’è stato innegabilmente un momento di stallo e noi ci siamo organizzati a livello interregionale. In realtà, però, portiamo avanti il progetto di Italia for Events. Siamo attivi da anni nel congressuale...”.


ILPRECEDENTE
Ricordiamo, brevemente, la storia delle due realtà.

Mice in Italia è il progetto interregionale promosso dalla Regione Toscana e lanciato in concomitanza con la Bit-Borsa Internazionale del Turismo il 17 febbraio scorso. Racchiude l’adesione di otto regioni e ha l’obiettivo di incentivare la competitività della meeting industry italiana. Nello specifico, Mice in Italia riprende i modelli del network Italia for Events, e ne fa propri i temi. Il network qualificherà l’offerta di servizi integrati, si prenderà cura della formazione degli addetti e svilupperà un sistema integrato pubblico-privato capace di supportare le destinazioni congressuali italiane. Lavorerà, dunque, maggiormente sull’offerta. Nato sotto l’egida di Federcongressi&eventi, che ha salutato con entusiasmo l’operazione, Mice in Italia ha avuto un costo complessivo di 3.610.000 euro, di cui 3.159.000 a carico dello Stato e 451.000 a carico delle Regioni aderenti. Obiettivo entro il 2015: aumentare le presenze congressuali annue nel nostro Paese dalle attuali 2.700.000 a 3 milioni, e incrementare gli eventi da 12mila a 14mila e i partecipanti da 1.800.000 a 2 milioni. Intende altresì formare 80 operatori e certificare 20 destinazioni e 100 imprese d’eccellenza.

La storia del Convention Bureau Italia, invece, ha avuto un differente percorso, tra ostacoli e inceppamenti. Inizialmente accolto con entusiasmo, dopo anni in cui la meeting industry ne proclamava la formazione, il CB ha visto l’iniziale coinvolgimento di Paolo Zona nel consiglio di amministrazione, e la successiva estromissione dello stesso, con la conseguente indignazione e protesta della filiera, che aveva visto in Zona un autorevole rappresentante delle istanze congressuali presso le istituzioni. Il Convention Bureau Italia è oggi una realtà diretta da Patrick Hoffnug e lavora di pari passo con l’Enit con l’obiettivo di aggregare, qualificare e promuovere l’offerta Mice italiana presso i clienti esteri e attraverso le sedi Enit nei paesi stranieri, lavorando, dunque, sulla domanda internazionale.

Chiara Pozzoli