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Motivare i dipendenti e fare squadra le regole del successo
Si conclude questa sera (martedì 3 marzo) la seconda edizione di EMEC, la European Meetings and Events Conference di MPI Meeting Professionals International, che si sta svolgendo presso il Centro congressi Lingotto di Torino. I partecipanti – che ieri sono saliti oltre quota 500 – si sono particolarmente appassionati alle due sessioni plenarie, che hanno posto l’accento sugli aspetti più intimamente motivazionali della professione.
La fiera Imex di Francoforte (una delle più autorevoli nel settore in Europa, presente a EMEC fra i main sponsor) ha introdotto stamani una conferenza dell’ex atleta britannico Derek Redmont, campione del mondo a Tokyo, nel 1991, nella staffetta 4x400. "Il nostro trionfo in Giappone - ha raccontato - fu frutto principalmente dell’empatia di squadra. È vero che eravamo fisicamente al meglio, ma in una staffetta il risultato finale dipende dalla prestazione tua come da quella degli altri. Se compariamo i tempi della gara finale, i più veloci furono gli americani. Perché allora vincemmo noi? Perché corremmo come una squadra, pensando a fare gioco insieme, spogliandoci delle voglie di gloria individuali. Ce la giocammo nei passaggi di testimone, che sono gli unici momenti veramente di team. Fu lì che primeggiammo".
"Proponemmo anche al nostro manager un ordine di staffetta alternativo rispetto a quello che ci aveva assegnato - ha continuato Redmont -. Lui si fidò del nostro feeling reciproco, ce lo accordò: secondo ingrediente, dunque la fiducia dei manager e nei manager".
Più tecnica invece la opening session di ieri, a cura di Rohit Talwar, CEO dell’agenzia Last Future, che ha illustrato i risultati di una ricerca su come uscire da una recessione.
I manager interpellati per questa indagine sono ottimisti sul medio termine. Se per il 2009 in maggioranza si attendono una riduzione dei fatturati - 56% contro il 28% che li pensa in crescita e il 16% che li prevede stabili - già per il 2010 affermano che andranno meglio. Secondo il 43% riprenderanno a salire, a fronte di un 38% che ancora li vede in calo e a un 19% che li stima costanti. Per il 2015 le profezie sono addirittura in rosa: il 79% si dice sicuro di riprendere a crescere, solo il 9% si ostina a vedersi in ribasso.
"Le perplessità, però, emergono quando si chiede a questi manager con quali strumenti pensano di raddrizzare la rotta - continua Talwar".
Il 63% dice di voler tagliare i costi, il 47% di dare enfasi all’innovazione, il 45% di migliorare il servizio ai clienti, il 43 di incrementare le partnership e il 38 di cambiare la struttura organizzativa, ma solo il 22% dichiara di voler agire sulla motivazione del personale.
"Lo stesso accade nello specifico della meeting industry: i più parlano di riduzione dei costi, di pratiche green, di offerte virtuali ecc. Nessuno si concentra sulla motivazione degli addetti. E invece il segreto starebbe proprio qui: nella capacità dei leader di essere magnetici, di attrarre idee, di suscitare consenso. I prodotti nuovi vanno condivisi in primis da quelli che lavorano con noi. In conclusione: chi segue gli altri non arriverà mai primo, i trend vanno capiti, plasmati e affrontati, e soprattutto occorre essere flessibili e aver pronti piani di riserva per fronteggiare gli imprevisti".

