Mice

Nasce il ristorante Rossini dell''Hotel Quirinale'

L'Hotel Quirinale di Roma introduce ai propri ospiti il ristorante dell’albergo dedicato a Rossini, che presenta un menu interessante in equilibrio tra classicità e innovazione creato dallo chef Vincenzo Loi.

“Non conosco una occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”. Così Gioacchino Rossini, grande compositore italiano noto per essere stato anche un raffinato gourmet, parlava della buona tavola e del cibo. E con queste sue parole impresse sui dépliant e sui menu, l’Hotel Quirinale di Roma introduce ai propri ospiti il ristorante dell’albergo, a lui dedicato, che presenta un menu interessante in equilibrio tra classicità e innovazione creato dallo chef Vincenzo Loi. Una felicissima sorpresa per chi ama l’emozione di un ambiente prestigioso e di una cucina delicatamente sofisticata in pieno centro storico di Roma, all’inizio di via Nazionale.

Si chiama infatti Ristorante Rossini la sala ampia e luminosa, elegantemente arredata in perfetto stile con l’atmosfera fine Ottocento che connota l’intera struttura, incastonata all’interno dell’albergo fra la hall, il Green Bar e il giardino che al primo raggio di sole accoglie i tavoli sotto il pergolato. Locrossini.JPGation dal fascino decisamente d’antan, ad aggiungere un tocco di esclusività in più è il passaggio segreto con accesso riservato diretto al Teatro dell’Opera (adiacente all’albergo) che ha reso l’Hotel Quirinale il luogo prediletto da grandi della musica del passato e del presente.

Il menu è sempre ottimamente bilanciato fra classicità e innovazione: gli antipasti, per esempio, variano dalle Capesante arrosto con fagiolini al limone e catalana di pomodoro e cipolla alla tradizionale insalata romanesca di puntarelle e acciughe con il tocco in più dei pomodori canditi; fra i primi, si va dai paccheri in farcia di salsiccia e caprino su crema di broccoli e menta alla semplice zuppa di verdure al pesto genovese; fra i secondi, una classica frittura di gamberi, calamari e zucchine accompagnati da salsa tartara fa da contraltare al prestigioso filetto alla Rossini. Non mancano, per finire, la selezione di formaggi rigorosamente italiani, impreziositi da marmellate e mieli di diverso tipo, e i dolci.

A dirigere la cucina di questo piccolo gioiello è lo chef sardo Vincenzo Loi, vincitore nel 2004 della medaglia di bronzo per la preparazione fredda e di quella d’argento per la preparazione calda al 'Seoul International Tourims & Food Expo Sife'.
Classe 1967, nato a Lanuesi (Nuoro), Vincenzo Loi è approdato al Ristorante Rossini nel 2006 alla fine di un lungo percorso che lo ha visto fare importanti esperienze all’estero, da Saint Moritz a Hong Kong, Seoul, Barcellona, Gstaad e Miami, per ritornare in Italia, dove spesso si è confrontato con cucine di ristoranti appartenenti a grandi alberghi.
“La cucina di un grande albergo è una sfida interessante”, afferma Loi, “perché bisogna saper rispondere a diverse esigenze, come la cura di tutti i pasti - prima colazione, brunch, colazione, pranzo, dopoteatro, servizio in camera - i banchetti, le cene di gala, senza mai dimenticare l’identità del Ristorante, che deve soddisfare una clientela internazionale mantenendo però lo stile della cucina tradizionale italiana con le influenze contemporanee.”
Uno stile che, da quando Vincenzo Loi ha preso le redini della cucina (una brigata di circa 10 persone), ha portato oggi il Ristorante Rossini a triplicare la clientela e a diventare uno dei più quotati punti di riferimento del nuovo trend capitolino di mangiare in albergo.

La carta varia ogni tre mesi. Loi fa parte di quegli chef che amano il contatto con i propri clienti. Passa fra i tavoli, saluta, chiede, in un continuo scambio comunicativo che ne rispecchia il carattere aperto.