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Nascono i Cult Meeting
I luoghi culturali divengono sedi di convention, seminari aziendali, feste corporate. È la nuova iniziativa dell’agenzia Pro-Meet, che, sulla scia della generale voglia di cultura di questi tempi, ha ideato e realizzato un format per le imprese desiderose di location “off the box” o semplicemente alla ricerca di nuove – e più raffinate – forme di team building.
Pro-Meet compie vent’anni e li festeggia con un’annata densa di iniziative e importanti novità. La prima è una grande opportunità per gli utenti della meeting & incentive industry italiana: un esclusivo format che vede i luoghi culturali eletti a location per incontri aziendali, convention, celebrazioni.
Cult meeting – così si chiama il format, dove “cult” sta per “cultura” – racchiude tutto il rigore e la creatività dell’evento tradizionale, di varia tipologia, con un’ambientazione nuova e tipicamente italiana: i musei, le pinacoteche, le esposizioni permanenti di cui il nostro Paese pullula (col suo 70% del patrimonio artistico mondiale) e per il quale è invidiato nel mondo. È estensibile anche a luoghi sacri, sul modello delle certose e delle abbazie, che annettono canoniche spesso adibite a conferenze o varie estemporaneità.
Perché Cult meeting? «Perché mi sembrava il modo migliore, più personale ma anche più per così dire “italiano”, per iniziare le celebrazioni del ventennale dell’agenzia», commenta la titolare Francesca Pezzutto. «In due decenni di attività mi sono più volte confrontata con l’esigenza di dare ai miei clienti qualcosa di nuovo non solo nei contenuti, ma anche nella forma esteriore degli eventi – forma di cui la venue è l’espressione principale. Credo che la bellezza – e in certo qual modo la solennità – delle nostre grandi location culturali, a torto considerate “lontane” dalla vita di ogni giorno, sia un’ottima cornice agli eventi aziendali, che proprio nell’eleganza e nella perfezione formale trovano il principale plus».
Cult meeting si adatta in modo particolare a congressi o convention di associazioni o di imprese che fanno della cultura il proprio “core” (e in questi casi la tipologia di sede è scelta proprio in relazione al segmento culturale di specializzazione) o ad aziende che mostrano una particolare sensibilità verso il mecenatismo. E, a riprova della sua straordinaria versatilità, è perfettamente adattabile anche a progetti di team building, dato che la cultura – come mostrano persino i quiz televisivi – può ben essere materia di competizione.
Pro-Meet, in accordo e in sinergia con il cliente, seleziona la location da un’ampia gamma di sedi culturali su tutto il territorio nazionale, frutto anche della continua ricerca a 360 gradi e della grande curiosità che anima la fondatrice e il suo staff, e fornisce tutti i servizi collaterali (dal catering agli allestimenti) tenuto conto delle esigenze della venue prescelta.
«Il format è stato sperimentato con grande successo in questi ultimi anni», racconta Francesca Pezzutto. «Ricordo, per esempio, un evento del 2006 per IWC Schaffhausen nella biblioteca Magliabechiana della Galleria degli Uffizi di Firenze e nell’annesso Corridoio Vasariano; oppure una lecture di Philippe Daverio a Porto Cervo, nel 2007, per Cartier.
Oppure ancora, l’anno scorso, una serata sempre per IWC in un ex appartamento privato, ancora arredato con tutti i crismi dell’architettura domestica – ossia con ampio spazio a oggetti di design – con la partecipazione di un poeta e dell’attore Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel Salvatore, che declamavano versi di Maestri antichi e moderni nonché citazioni famose e aforismi di scrittori o personaggi storici. Sempre nel 2008 c’è stato infine Magie d’Inverno, evento espositivo di un gioielliere di Nuoro che ha invitato i suoi clienti a una presentazione privata di prodotti delle più grande marche italiane ed europee di gioielli e orologi di lusso. La manifestazione si è tenuta presso il Man Museo provinciale di arte contemporanea, che in quegli stessi giorni ospitava una mostra del grande fotografo surrealista Man Ray. Un successo straordinario!».

