Mice

Osservatorio Fiere (CorriereEconomia): il settore è solido, ma bisogna puntare su estero e promozione

Dallo speciale Osservatorio Fiere pubblicato su CorriereEconomia, emerge che nonostante la crisi globale, l'industria fieristica italiana è solida, ma c'è assoluta necessità di una 'cabina di regia' unica a livello nazionale. Bisogna eliminare le 'fiere fotocopia' e guardare all'estero. Il 'matrimonio' con il settore congressuale sta dando risultati positivi. E' il momento di puntare sulla promozione.

Sul CorriereEconomia di oggi, lunedì 23 gennaio 2012, è apparso un interessante Osservatorio Fiere di cui riportiamo gli estratti più interessanti.

Ciò che emerge dall'intervista a Gian Domenico Auricchio, presidente CFI (Comitato Fiere Industria), è che il settore delle fiere si mantiene saldo, ma c'è assoluta necessità di una 'cabina di regia' unica a livello nazionale per razionalizzare un settore in cui spesso gli eventi si sovrappongono, creando confusione tra gli operatori.
Il 2011 avrebbe dovuto essere l'anno dell'unità  nazionale anche per le fiere, ma la crisi di governo e le conseguenti vicende hanno per ora bloccato i lavori.
Anche Francesca Golfetto, professore di Marketing e direttore dell'Osservatorio Fiere dell'Università Bocconi di Milano, è d'accordo sulla necessità di ristrutturare il sistema fieristico, poiché siamo in presenza di troppe fiere 'fotocopia'. Le fiere dovrebbero comunicare chiaramente che cosa sono e dire cosa hanno di diverso rispetto alle altre manifestazioni.
Ma nonostante tutto, l'industria fieristica italiana è seconda sul podio, anticipata soltanto dalla Germania. Un'anticipazione sui dati definitivi del 2011 del Cermes-Bocconi ci dice che le 56 manifestazioni annuali mostrano solo una lieve riduzione del -2,1% delle superfici affittate.
La fiera rimane uno strumento insostituibile, anche in un periodo di crisi.
Ma quali sono le aspettative per il 2012? Secondo Auricchio l'anno non sarà facile, ma il manifatturiero e le Pmi non mancheranno. Presumibilmente le aziende ridurranno i metri quadrati degli stand e i giorni di permanenza, ma ci saranno.

Alcuni amministratori delegati e presidenti di fiere hanno anticipato le loro strategie per il 2012:
pazza.JPGEnrico Pazzali, ad Fiera Milano, punta all'esportazione delle fiere all'estero e a portare il mondo in Italia; Ettore Riello, alla guida di Verona Fiere, punta su manifestazioni inedite, apertura internazionale e integrazione col web; Duccio Campagnoli, presidente Fiera Bologna, promette entro il 2015 nuove infrastrutture e nuovi collegamenti con l'aeroporto e la città; infine, Lorenzo Cagnoni, presidente e ad Rimini Fiera, afferma che stanno lavorando intensamente per attrarre le imprese del Centro Sud, un bacino ancora poco sfruttato.

Lo speciale Osservatorio Fiere di Corriere Economia pone poi l'attenzione su un altro aspetto interessante del settore: il 'matrimonio' con il settore congressuale. Un matrimonio definito 'd'interesse', poiché permette di condividere grandissimi spazi in eccesso per il sistema fieristico. Così Fiera Milano, ad esempio, ha creato il più grande Centro Congressi d'Europa, il MiCo, che ha ottenuto a oggi risultati positivi.
Francesco Conci, direttore esecutivo Fiera Milano Congressi ha raccontato infatti che i congressi hanno fatto registrare buone performance nel 2011: i partecipanti agli ultimi congressi medici hanno superato le precedenti edizioni del 10-15% circa. Zona_Paolonuova.JPG
E per il 2012 le aspettative sono alte, grazie all'acquisizione di congressi di primissimo piano.

Infine Paolo Zona, presidente Federcongressi&eventi, pone l'accento su un punto fondamentale, sul fatto che le realtà nascenti come appunto il MiCo, il Palacongressi di Rimini o l'Eur di Roma permettono al settore di competere con i grandi gruppi ricettivi esteri. Attualmente nessuna città italiana compare fra le prime 20 che ospitano il maggior numero di congressi (Fonte Icca).
Ora che abbiamo le strutture, bisogna puntare sulla promozione.