Mice

Progetto Mice Italia: entro il 2015 3 milioni di presenze annue legate al congressuale

Partecipato da importanti personalità del turismo, portavoci del comparto pubblico e privato, l’evento è stato ricco di informazioni e dibattiti sul settore congressuale. La scaletta si divideva in due parti: una dedicata alla situazione attuale del MICE in Italia e alle possibili linee di sviluppo nelle regioni interessate, l'altra riservata ad un coinvolgente seminario organizzato da Oficina del turismo e dedicato alla crescita del mercato russo.

Si è rivelato un importante momento di discussione l’evento 'Le regioni nello scenario del MICE italiano' organizzato giovedì 23 febbraio presso il Palazzo degli Affari di Firenze dalla Delegazione Regionale Toscana Marche Umbria di Federcongressi&Eventi e coordinato da Carlotta Ferrari, direttrice del Firenze Convention Bureau.

Partecipato da importanti personalità del turismo, portavoci del comparto pubblico e privato, l’evento è stato ricco di informazioni, chiarimenti e dibattiti sul settore congressuale.
La scaletta si divideva in due parti: una dedicata alla situazione attuale del MICE in Italia e alle possibili linee di sviluppo nelle regioni interessate, l'altra riservata ad un coinvolgente seminario organizzato da Oficina del turismo e dedicato alla crescita del mercato russo.
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Nella prima parte del meeting Carlotta Ferrari, moderatrice dell'evento, ha introdotto il tema caldo del momento, l'accordo interregionale MICE siglato il 17 febbraio scorso alla Bit di Milano dal Ministero del turismo e dall’assessore al turismo Cristina Scaletti della Regione Toscana, capofila del progetto.

L’operazione, secondo quanto riportato nel documento d'intesa, avrà un costo complessivo superiore ai 3.6 milioni di euro, di cui circa 3.1 milioni verranno dal contributo statale e 451 mila euro dalle 8 Regioni aderenti (Toscana, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto e la Provincia autonoma di Trento). In termini operativi, il progetto “MICE in Italia” mira a portare entro il 31 marzo 2015 le presenze annue legate al congressuale dagli attuali 2.7 milioni a 3 milioni, aumentando il numero degli eventi dagli attuali 12 mila a 14 mila e i partecipanti da 1.8 milioni a 2 milioni. Obiettivi generali del progetto, nato sul modello di Italia for Events, sono valorizzazione dell’offerta del sistema congressuale italiano, sostegno alle azioni di promo-commercializzazione, soprattutto all’estero,  creazione di un turismo di qualità che aumenti l’indotto economico di tutto il terziario e destagionalizzi i flussi.

Gli ospiti presenti sul palco, assessori regionali, provinciali e comunali al turismo ed il vicepresidente di Federcongessi&eventi, hanno discusso vivacemente sulla questione e sui possibili sviluppi futuri derivanti dall'accordo.
 
L'assessore regionale al turismo della Toscana Cristina Scaletti ha ribadito la necessità di una politica di condivisione e di coordinamento tra le regioni per il riconoscimento a livello internazionale del Marchio Italia e la crescita della competitività internazionale con piani di modernizzazione per l'intero sistema dell’offerta congressuale italiana. “Il progetto MICE” continua la Scaletti “ha rappresentato un momento di sintesi per tutti coloro che operano nel congressuale".

Tra i presenti anche l'assessore al turismo dell'Umbria Fabrizio Bracco che ha brevemente delineato l'attività del neonato Convention Bureau regionale come ulteriore sforzo di dar vita ad una strategia unica e condivisa per la promozione della regione nel comparto MICE. Bracco sottolinea l'impegno della regione affinchè l'ente si configurasse fin da subito come consorzio privato: le sollecitazioni e il sostegno manifestato dalla pubblica amministrazione ha convinto gli operatori del settore ad unirsi e ad istituire l'attuale Umbria Convention Bureau. “Fino a poco tempo fa la Regione Umbria non aveva nessun tipo di strategia di sviluppo per il congressuale. Oggi abbiamo finalmente compreso l'importanza del MICE ed inserendolo tra le leve di sviluppo per la crescita economica del territorio umbro. La regione” continua Bracco, ”dà il proprio sopporto al consorzio finanziando totalmente l'attività di promocommercializzazione.”

Diverso il caso della Regione Toscana la cui strategy si basa sulla presenza di ben 7 convention bureau di destinazione. A riguardo, interessante è stato l'intervento di Giacomo Billi, assessore al turismo della Provincia di Firenze, il quale ha riconfermato la necessità per un qualunque Convention Bureau di una logica imprenditoriale che si focalizzi sulla centralità della destinazione e sulla misurazione dei risultati.
Il ruolo della regione diviene di vitale importanza se coincide con una politica di coordinamento lasciando spazio alle singole destinazioni per le attività di candidatura.“ continua Billi “L'altro aspetto da considerare per il buon funzionamento di un CB è la misurazione dei risultati. L'erogazione dei finanziamenti pubblici è diminuita in modo drammatico, le casse pubbliche sono vuote, e per questo non è più pensabile per la pubblica amministrazione stanziare soldi senza poter monitorare i risultati ottenuti”.

Il Comune di Firenze, rappresentato in sede di evento dall'assessore al turismo Cristina Giachi, entrerà tra poco a far parte della compagine sociale del Firenze Convention Bureau. Un importante passo avanti che dimostra la ritrovata fiducia nel FCB e nelle potenzialità del turismo congressuale. Cristina Giachi parla di destagionalizzazine dei flussi turistici, “In una città come Firenze è importante riuscire a governare i flussi turistici potenziando il settore congressuale ed incentive e cercando di convogliare i viaggiatori verso periodi dell'anno ancora poco sfruttati, al fine di alleggerire il carico di presenze turistiche nei mesi di alta stagione e gestire i flussi in modo più efficiente”.

Infine l'intervento di Adolfo Parodi, vicepresidente di Federcongressi&Eventi che già in BIT aveva manifestato la volonta e l'impegno dell'ente a dare tutto il sostegno tecnico e strategico necessari al progetto interregionale MICE concordato il 17 febbraio 2012.
All'evento di giovedì 23 febbraio Parodi parla della necessità di coordinamento e aggregazione tra regioni limitrofe portando l'esempio della Delegazione regionale Toscana, Umbria e Marche che stanno cercando momenti di sintesi per le proprie scelte strategiche e operative. “Il Convention Bureau Italia” afferma Parodi “è stato voluto fortemente da Federcongressi. É importante che tra le regioni si parli di coordinamento a livello generale, affinché le risorse economiche siano spese nel modo migliore. Il CB Italia è stato concepito come organismo superpartes che agisse da braccio tecnico per garantire trasparenza e sostegno all'operatore straniero, aiutandolo a selezionare le destinazioni migliori per un dato evento. L'inserimento nell'ENIT non sembra la miglior soluzione per la sua sopravvivenza: il CB Italia dovrebbe continuare ad agire come soggetto autonomo che operi in modo spedito per garantir la sua operatività”.