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Vinitaly, approccio btob e accordo con ICE per potenziare la partecipazione degli operatori
Il salone non è solo una vetrina promozionale, ma anche una vera e propria piazza d’affari per l’incontro tra offerta e domanda internazionale. Giunta alla sua 47esima edizione, la fiera potenzia l’attività di incoming grazie al lavoro dei suoi delegati in 60 Paesi e a un accordo con ICE.
I dati dell’esportazione lo confermano: la ricetta anticrisi per il vino
italiano è vendere all’estero. Un’opportunità che Veronafiere propone da oltre 15 anni, da quando
cioè ha fatto di Vinitaly e di Vinitaly International strumenti per l’internazionalizzazione delle
imprese enologiche italiane.




Per questo anche in tempi di crisi, Vinitaly, in programma dal 7 al 10 aprile 2013, è un appuntamento a cui le aziende non vogliono rinunciare perché, come
evidenziato da una ricerca sulla soddisfazione del cliente realizzata a consuntivo dell’edizione
2012, la partecipazione consente di consolidare la propria immagine (97%), verificare l’interesse
per i propri prodotti (98%), valutare il mercato e la concorrenza (95%).

L’importanza di partecipare vale anche per gli operatori stranieri. In un sondaggio sui visitatori
esteri dello scorso anno, l’86% ha affermato partecipare a Vinitaly per trovare nuovi contatti,
capire le nuove tendenze e finalizzare contratti di acquisto.
Per la prossima edizione verrà ulteriormente incrementata la presenza di buyer stranieri grazie
all’impegno delegati di Veronafiere in 60 Paesi e tramite un accordo con ICE - Agenzia per la
promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane per potenziare l’incoming a
Verona di nuovi operatori.
Questo permetterà di aumentare le possibilità di contatti b2b per le
aziende espositrici, che stanno confermando la richiesta di spazi dello scorso anno: le iscrizioni
sono in linea con il 2012.
Vinitaly, che si impone ogni anno come il più grande salone internazionale dedicato al vino, offre a
trader e operatori internazionali l’unico punto di riferimento completo dell’offerta italiana. Offerta
che, non bisogna dimenticarlo, rappresenta il meglio dell’enologia mondiale, in termini di qualità e
di originalità grazie al suo patrimonio di vitigni autoctoni, con
prezzi concorrenziali in relazione
anche all’appeal del made in Italy e della cultura che il nostro vino rappresenta nel mondo.
prezzi concorrenziali in relazione
anche all’appeal del made in Italy e della cultura che il nostro vino rappresenta nel mondo. «Per mantenere la leadership degli scambi mondiali di vino, con il 23% del mercato - dichiara Giovanni
Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, è fondamentale continuare a promuovere
un’immagine unitaria del sistema enologico italiano, per dare forza ai valori della nostra
tradizione, ma anche per dare valore alle risorse messe in campo».

