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Nielsen: a fine 2013 la fiducia degli italiani torna ai valori d'inizio anno. 6 italiani su 10 non vedono una via di uscita dalla crisi

È quanto emerge dalla Global Survey Consumer Confidence di Nielsen per il quarto trimestre 2013, quando la fiducia scende a quota 44, pari a 3 punti in meno rispetto al precedente ma a +5 sullo stesso periodo del 2012.  La prima preoccupazione è la sicurezza del posto di lavoro (25%). Il divario tra il dato italiano e quello europeo è significativo: 29 punti in meno rispetto ai 73 registrati dalla media UE. Livelli sopra media in  Germania (96) e Danimarca (105). Le abitudini di spesa sono cambiate in un anno per il 77% degli italiani e la “spending review” condotta dai consumatori ha riguardato in particolare i pasti fuori casa (62%), i prodotti alimentari (60%) e le vacanze brevi (49%)
 È quanto emerge dalla Global Survey Consumer Confidence per il quarto trimestre 2013: 6 italiani su 10 non vedono una via di uscita dalla crisi per i prossimi 12 mesi

 L’indice di fiducia degli italiani torna ai livelli registrati ad inizio anno: nel quarto e ultimo trimestre dell’anno scende a quota 44, pari a 3 punti in meno rispetto al precedente ma a +5 sullo stesso periodo del 2012. È quanto emerge dalla Global Survey Consumer Confidence and Spending Intentions di Nielsen realizzata nel periodo 11-29 novembre 2013 su un campione di 30.000 consumatori presenti in 60 Paesi di Europa, Asia, America Latina, Medio Oriente, Africa e Nord America.

Il divario tra il dato italiano e quello europeo è significativo: 29 punti in meno rispetto ai 73 registrati dalla media UE. Di contro si segnalano i livelli sopra media di Germania (96) e Danimarca (105). A conferma di ciò, 6 italiani su 10 non vedono una via di uscita dalla recessione per i prossimi 12 mesi.

I consumatori italiani - secondo quanto emerge dalla fotografia “scattata” da Nielsen - si presentano “affetti da un pessimismo cronico” da metà 2011, presentando indici di fiducia inferiori ai 50 punti. La prima preoccupazione è la sicurezza del posto di lavoro (25%), anche se il dato si segnala in calo rispetto al trimestre precedente che registrava una percentuale del 30%. Il dato del Bel Paese si attesta di 9 punti sopra la media europea.

A seguire le altre preoccupazioni degli italiani: la situazione economica del Paese (16%, +4 punti percentuali rispetto alla media UE) e al terzo posto a pari merito - con l’8% - i debiti e la salute. La stabilità politica si posiziona al quarto posto con il 7%, analoga percentuale relativa all’educazione dei figli e i prezzi di luce e gas. Rispetto alla stabilità politica, gli italiani appaiono meno preoccupati nel quarto trimestre al confronto del primo 2013 (7% nel 4° trimestre, era il 10% nel 1° trimestre).

L’aumento dell’IVA, il tasso di disoccupazione in crescita e l’incertezza della pressione fiscale sono alla base dei cambiamenti - al ribasso - della propensione al consumo degli italiani; non è un caso che l’88% degli intervistati stimi l’attuale contesto economico come non adatto a compiere spese e acquisti. Questo dato risulta essere di 18 punti superiore rispetto alla media europea, considerando che il 2013 rispetto al 2012 aveva visto affacciarsi un trend positivo. Se l’italiano decide di spendere, la scelta cade sullo shopping (28%) - dato di poco inferiore rispetto alla media UE (30%) - seguito dai viaggi (23%, 5 punti percentuali in meno rispetto all’analogo trimestre 2012) e dall’intrattenimento fuori casa (19%).

Le abitudini di spesa sono cambiate in un anno per il 77% degli italiani e la “spending review” condotta dai consumatori ha riguardato in particolare i pasti fuori casa (62%), i prodotti alimentari (60%) e le vacanze brevi (49%). Ben 4 italiani su 10 dichiarano di aver rivisto al ribasso l’utilizzo dell’automobile.

“L’anno 2013 non si conclude nel migliore dei modi per noi italiani” - ha dichiarato Antonella Atteno, Consumer Research Senior Consultant Nielsen Italia. “I nostri livelli di fiducia ci posizionano al fianco di portoghesi, sloveni e croati e stanno mettendo sempre più a dura prova le abitudini di spesa degli italiani anche nell’acquisto dei beni necessari/alimentari. Oggi, un italiano su due compra solo l’essenziale e acquista facendo ricorso a promozioni e offerte, uno su tre compra di meno: segnali importanti che costringono gli italiani a rinunce nel presente e anche nel prossimo futuro, il quale appare ancora incerto“ - ha concluso Atteno.


EC