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Nielsen: fiducia dei consumatori italiani in calo di un punto a fine 2019 a quota 70 punti. Passano dal 78% all'87% i convinti che il Paese sia in recessione

In calo anche la propensione agli acquisti degli italiani (il 27% ritiene sia il momento giusto per fare shopping). Flat la fiducia a livello mondiale (107 punti, senza variazioni) mentre il totale Europa cala di due punti (quota 86). Tra i mercati principali, crescono Gran Bretagna +3 (99 punti) e Francia +3 (83 punti), e calano Germania -2 (102 punti) e Spagna -1 (86 punti). I dati emergono dall’aggiornamento all’ultimo trimestre 2019 della Conference Board Global Consumer Confidence Survey svolta in collaborazione con Nielsen su base trimestrale.

 Nel quarto trimestre 2019 la fiducia dei consumatori italiani cala a quota 70 punti, -1 punto rispetto al trimestre precedente.

Flat su base trimestrale la media dell’indice di fiducia mondiale (107 punti), mentre quella del continente europeo scende di 2 punti (86 contro 88 del periodo luglio-settembre). Nel dettaglio, tra i mercati principali, crescono Gran Bretagna +3 (99 punti) e Francia +3 (83 punti), e calano Germania -2 (102 punti) e Spagna -1 (86 punti).

“Dall’ultimo aggiornamento dell’Indice di Fiducia dei Consumatori – ha dichiarato Laurent Zeller, AD di Nielsen Connect Italia – emerge una maggior consapevolezza del quadro macro-economico stagnante e una maggiore propensione all’utilizzo strategico del denaro a disposizione. Arrivano infatti a quota 58% le persone che adottano misure per risparmiare, il dato più alto degli ultimi tre anni. Gli italiani non rinunciano ai piaceri del cibo, e la crescente scelta di ridurre le spese per automobile e bollette indica una preferenza per il risparmio amico dell’ambiente.”

In merito alle principali preoccupazioni degli italiani rimane in testa quella relativa al posto di lavoro (18%). Alta anche la preoccupazione per l’economia del Paese (13%). Nella classifica si colloca poi a quota 10% l’attenzione per il proprio stato di salute (in aumento di 1 punto rispetto al trimestre precedente). Seguono Riscaldamento globale, istruzione e/o benessere dei figli e aumento del costo delle utenze.

La propensione agli acquisti degli italiani cala di un punto (sono quindi il 27% quanti ritengono sia il momento giusto per fare acquisti). Aumenta sensibilmente, invece, la percentuale di quanti ritengono che il Paese sia in recessione (87%, +9pp rispetto al Q3), scendono di ben 5pp coloro che si dichiarano fiduciosi nella ripresa del mercato del lavoro (dal 22% al 17%) e di 3pp coloro che ritengono che si uscirà dalla crisi nei prossimi 12 mesi (dal 17% al 14%).

L’atteggiamento degli italiani rispetto al tema risparmio cambia: nel quarto trimestre 2019, nonostante il periodo natalizio, quanti si dicevano orientati a non spendere aumentano, pur essendo già più di metà campione (58%, +4pp rispetto al periodo luglio/settembre).

Nel dettaglio, tra le misure adottate per risparmiare, aumentano soprattutto i tagli relativi all’uso dell’automobile (lo scelgono il 35% degli italiani, vs. 32% Q3 2019), a luce e gas (40%, vs. 34% Q3) e alle spese telefoniche (29% vs. 23% Q3).

Una volta coperte le spese essenziali (mutui, affitti, etc.), invece, gli italiani dichiarano di voler utilizzare il denaro rimanente mettendolo da parte (44% ancora flat sul trimestre precedente), per abbigliamento (44%, flat sul trimestre precedente), per vacanze e viaggi (45%, +3pp visto il periodo festivo di dicembre), per intrattenimento fuori casa (31%, -1pp), per l’acquisto di nuovi prodotti tecnologici (22%, flat). Nota positiva: diminuisce di 3pp chi dichiara di non avere denaro restante, arrivando a quota 16% della popolazione.