UPDATE:
Intersections 2026. Bialetti, Campari Soda, Baci Perugina e Vespa: custodire l'heritage, innovare i linguaggi e creare nuove connessioni con i consumatori per evolvere e restare sempre rilevantiOgilvy Italia è Best Agency agli ADCI Awards.
IKEA seconda sul podio tra i clienti. La Selva: «Non creiamo solo campagne, siamo curatori di brand». Mastromatteo: «Cliente e agenzia devono costruire un dialogo ed esplorare nuovi territori"Mediaplus Italia e MSC Crociere a Intersections 2026. Il Dual Marketing, il framework che aiuta i brand a conquistare la fiducia delle persone con emozioni ed esperienze dirette e farsi scegliere dall’AI con dati ottimizzati, credibilità e rilevanzaGenerali firma con Milan e Inter: accordo da 650 milioni per i naming rights del nuovo stadioRoma: al via “Ethica Christmas Village”, il nuovo spazio natalizio targato AltromercatoAUGE è Migliore Agenzia Indipendente agli ADCI Awards e celebra il valore del suo modello fondato su qualità creativa, cura per ogni cliente e libertà di scelta. Ariagno: "Non vogliamo crescere per diventare più grandi, ma per essere migliori"Evolution People organizza l’evento “AI Nightmare on Digital Street” dedicato al futuro del digital marketingGruppo Iren: Massimo Ferrari e Gianluca Riu nominati Amministratori Delegati di Iren Ambiente e IRETIA Milano il via a “Sport Movies & TV 2026”: la kermesse internazionale celebra il cinema e la cultura olimpicaBoing porta per la prima volta in chiaro “Adventure Time: Missioni Leggendarie” e sbarca a Lucca Comics & Games
Scenari

Censis. La radiovisione diventata un fenomeno di massa con più di 4 milioni di italiani (+4,7%). Più di 5 milioni nell’ultimo anno e mezzo l'hanno scoperta per la prima volta sugli schermi televisivi

L’81,4% degli italiani, come emerso dal rapporto Censis, è convinto che la radiovisione sia un nuovo media che combina i contenuti di qualità della radio con le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta su una molteplicità di schermi: il televisore, il pc, il tablet e lo smartphone.

– La radiovisione in sintonia con gli stili di vita degli italiani. Più di 4 milioni di italiani seguono ogni giorno la radiovisione dagli schermi televisivi. Sono aumentati del 4,7% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma gli italiani che guardano anche saltuariamente la radio in tv superano gli 11 milioni. Più di 5 milioni nell’ultimo anno e mezzo hanno scoperto per la prima volta la radiovisione sugli schermi televisivi. Quelli che seguono i programmi radiofonici da device diversi da quelli tradizionali sono complessivamente più di 19 milioni. L’81,4% degli italiani è convinto che la radiovisione sia un nuovo media che combina i contenuti di qualità della radio con le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta su una molteplicità di schermi: il televisore, il pc, il tablet e lo smartphone. 

Questi sono i principali risultati del 2° Rapporto del Censis «La transizione verso la radiovisione», che è stato presentato oggi a Roma da Anna Italia del Censis e discusso da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, Luca Bernabei, Amministratore Delegato di Lux Vide, Igor De Biasio, Amministratore Delegato di Arexpo e Consigliere di Amministrazione della Rai, Massimo Giletti, giornalista e presentatore radiofonico e televisivo, e Massimiliano Panarari, saggista e sociologo della comunicazione presso l’Università Mercatorum.

 

Superata la prova della pandemia. I programmi radiofonici sono usciti bene dall’infodemia scatenata dall’emergenza sanitaria. Per l’82,6% degli italiani la fiducia nella radio è rimasta invariata nell’ultimo anno, per il 6,1% è aumentata. La radio batte tutti gli altri media. Perché la fiducia nella tv è aumentata per il 5,8%, quella nella stampa per il 2,7%, quella nel web solo per il 2,5%.

Credibilità e affidabilità alla base della good reputation. L’81,7% degli italiani ritiene che il successo dei programmi radiofonici dipenda dalla credibilità e affidabilità dei loro contenuti. Le notizie di politica nazionale sono quelle che interessano di più gli utenti: il 40,1%. Al secondo posto, in forte crescita nell’anno della pandemia, le notizie riguardanti scienza, medicina e tecnologia: catturano l’attenzione del 34,9%. Seguono: stili di vita, viaggi e cucina (28,8%), cronaca nera (27,9%), sport (26,7%), cultura e spettacoli (25,8%).

Differenze di genere, interessi diversi. I gusti degli utenti della radio cambiano in base al sesso. Gli uomini preferiscono la politica nazionale (il 45,5% contro il 34,4% delle donne), lo sport (il 45,4% contro il 7,2%) e l’economia (il 23,2% contro il 9,9%). Le donne sono attratte di più dalle notizie riguardanti stili di vita, viaggi e cucina (il 40,5% contro il 17,5% degli uomini), cultura e spettacolo (il 33,8% contro il 18,1%), gossip e cronaca rosa (il 28,8% contro il 6,2%).

Lunga vita alla radio, che non teme le piattaforme digitali. Il 63,1% degli italiani è convinto che il futuro dei contenuti audio non saranno le piattaforme online di musica a pagamento, che offrono lo streaming on demand di brani selezionati in base ai gusti personali dell’utente (la pensa così anche il 51,7% dei più giovani). Per il pubblico due fattori conferiscono un valore aggiunto alla programmazione radiofonica rispetto alle piattaforme digitali: i contenuti realizzati da una redazione di professionisti e la programmazione in diretta. Il 90,1% sottolinea la differenza tra i programmi offerti all’interno di un palinsesto realizzato da redazioni professionali, ricco di musica e di contenuti informativi, e le piattaforme on demand, che offrono esclusivamente musica selezionata in modo personalizzato. L’85,2% sottolinea che la peculiarità della radio è di essere live e di riuscire così a mantenere un contatto diretto con il proprio pubblico.