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Scenari

TEADS: il 78% degli editori in Italia e il 65% nel mondo non intende sviluppare una strategia cookieless con accesso tramite login

Dallo studio della company emerge che il 78% degli editori in Italia non è certo che l’implementazione dell’accesso su base login sia la soluzione all’eliminazione dei cookie. Solo il 24% degli editori mondiali afferma di avere una profonda conoscenza di tutte le nuove iniziative del settore e più della metà si dichiara preoccupato su come un mondo senza cookie possa impattare sull’esperienza degli utenti e sul traffico se i login verranno forzati. In Italia, le soluzioni alternative privilegiate sono Universal ID e il Contextual Targeting con il 52% delle risposte.

Oggi Teads, The Global Media Platform, presenta i risultati della sua ultima ricerca che traccia una panoramica della percezione degli editori sull’impatto dell’eliminazione dei cookie per la profilazione degli utenti online a fini pubblicitari. Si tratta di un importante momento di digital innovation per l’ecosistema media perché andrà ad impattare su come gli editori monetizzano le loro informazioni e sostengono i loro progetti editoriali.

Più di 419 tra i più prestigiosi editori al mondo, rappresentati da una sezione trasversale di
editori di piccole dimensioni e delle più grandi società media, hanno risposto alle domande sulla graduale eliminazione dei cookie di terza parte e su quali iniziative di settore stanno
implementando.
Sebbene quella del login sembra essere la soluzione più discussa nel mercato, tra i risultati più sorprendenti spicca la notizia che la maggior parte degli editori, il 65,3% a livello globale e circa 78% degli editori italiani, non ha intenzione di aumentare l'utilizzo dei login per combattere specificamente la deprecazione dei cookie di terze parti. In Italia circa il 54% delle risposte identifica la potenziale interruzione dell'esperienza di navigazione e l'impatto sulla fiducia dell’utente e sul traffico come le principali ragioni di questa decisione.

In Italia, tra le soluzioni alternative privilegiate, invece, ci sono gli Universal ID e il Contextual Targeting con il 52% delle risposte, a seguire i dati di prima parte e la Privacy Sandbox di Google. A livello globale, invece, quest’ultima sembra essere l’iniziativa meno popolare, con solo il 18% che afferma di considerarla come soluzione cookieless.

Per quanto riguarda l'ID univoco in Italia in particolare, le soluzioni Liveramp, TTD
(rispettivamente Identity Link e Unified ID 2.0) e ID5 hanno la maggiore popolarità, con più della metà degli intervistati che considera di adottare i login che intendono lavorare con una di queste soluzioni. Questo slancio riflette un consenso iniziale e l'unificazione del settore intorno all'ID universale; tuttavia, la frammentazione sembra rimanere una caratteristica dello scenario attuale con una serie di altre soluzioni di identificazione.

In definitiva, spesso a causa di aggiornamenti confusi che provengono dai giganti della
tecnologia, la maggior parte degli editori sta aspettando ad esporsi. La Spagna, l’Italia e la
Germania
sono i paesi che hanno dichiarato meno chiarezza e solidità delle informazioni sullo scenario, le sfide e opportunità. Il 49% afferma di comprendere l'impatto ma non ha chiare le nuove soluzioni alternative disponibili, il 18% ha una certa consapevolezza dei problemi ma non è consapevole dell'impatto sulla propria attività e il 10% ha una conoscenza limitata del futuro cookieless.

Dario Caiazzo, MD Teads Italia, ha dichiarato: “Questa survey mostra quanto gli editori siano ancora in una fase preliminare rispetto a come affrontare la tematica cookieless. La direzione generale sembra essere quella di osservare l’evoluzione del fenomeno e testare le soluzioni tecnologiche alternative disponibili sul mercato, prevedendo di iniziare a preparare le proprie strategie nella seconda parte dell’anno. I prossimi mesi devono essere dedicati a uno sforzo di collaborazione e coerenza da tutte le parti coinvolte al fine di garantire che le richieste di privacy dei consumatori siano rispettate, pur consentendo loro il libero accesso ad alcuni dei migliori contenuti sull’open web.”