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Scenari

Influencer Marketing: moda, cosmetica e tecnologia i settori più trasparenti. Oltre 268.000 di interazioni generate da post adv. La cheesecake postata da Chiara Ferragni è il post più engaging. Perrelli: “La trasparenza è un valore per influencer e brand"

E' quanto emerge dal report annuale 'La trasparenza nell'influencer marketing 2020' dell'osservatorio di Buzzoole.

In Italia sempre più aziende e brand si affidano agli influencer e ai creator per sviluppare storytelling innovativi, lanciare nuovi prodotti ed esperienze coinvolgenti, ma anche per raggiungere sempre più persone attraverso i social media. Con un trend di crescita a doppia cifra, il mercato stimato dell’Influencer Marketing equivale infatti a 241 milioni di euro (fonte: Publicis Media 2019).

Per il terzo anno consecutivo, l’Osservatorio istituito da Buzzoole, martech company specializzata in tecnologie e servizi per l'Influencer Marketing, ha analizzato tutti i post pubblicati in lingua italiana che utilizzano gli hashtag della trasparenza suddivisi per settore, oltre ai brand più attivi sui social. Lo studio annuale “La trasparenza nell’Influencer Marketing” ha, infatti, interessato tutti i post (ad esclusione delle Storie) pubblicati su Facebook e Instagram, contenenti gli hashtag della trasparenza più utilizzati: #Ad, #Adv, #sponsorizzato, #sponsored, #inserzioneapagamento, #prodottofornitoda, #pubblicità, #advertising.

Dall’analisi è emerso che nel 2020 sono stati pubblicati 186.700 contenuti “trasparenti” che hanno generato 268 milioni di interazioni. Instagram si riconferma come la piattaforma preferita per le attività con i creator con il 94% dei post e il 98% delle interazioni generate, mentre il 6% dei post ha interessato Facebook (il dato potrebbe essere sottostimato in quanto per motivi di privacy la piattaforma non permette di effettuare rilevazioni puntuali).

Gianluca Perrelli, CEO di Buzzoole afferma: “La trasparenza è un valore sia per gli influencer sia per i brand. Infatti, in tutte le campagne veicolate attraverso la nostra piattaforma tecnologica vengono automaticamente aggiunti gli hashtag della trasparenza. Il lavoro sinergico - continua Perrelli - con l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che ha creato un regolamento specifico e con l’Unione Nazionale Consumatori che monitora le situazioni di pubblicità occulta e le segnala sia allo IAP che all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è strategico per rendere sempre più credibile la leva dell’Influencer Marketing” ha concluso Perrelli. 

Moda, cosmetica e tecnologia sono i settori più trasparenti. Entrando nel dettaglio: la moda (abbigliamento e calzature) si riconferma l’industria più attenta alle regole con il 34% dei post prodotti (4 punti in più rispetto allo scorso anno). Al secondo posto la cosmetica (prodotti per la cura del corpo) con il 16%, che perde solo un punto percentuale. Il terzo posto, che in passato era presidiato dal settore degli accessori, è occupato dalla tecnologia (elettronica di consumo), protagonista del 9% dei post prodotti, che guadagna 3 punti percentuali. A seguire il mondo dell’intrattenimento (tv, gaming) con il 7,6% dei post (-1 punto percentuale), gli accessori (borse, orologi e gioielli) con il 7,5% (-3,5 punti), il beverage con il 7,5% (+1,1) e il food con il 6,5% (+0,6). Nel 2020 emerge anche il comparto health care con un 2% di post trasparenti incentrati soprattutto sull’igiene personale e i dispositivi di sicurezza per combattere il Coronavirus.

In generale, nel 2020 il numero di post trasparenti è leggermente diminuito (-5%). Inoltre, guardando l’andamento delle campagne, a differenza degli altri anni dove si notava una concentrazione delle attività di Influencer Marketing nel periodo pre-estivo, è evidente un primo segnale di ripresa dopo il lockdown e una crescita sostenuta dopo l’estate. L’anno appena passato infatti è stato fortemente condizionato dalla pandemia, le stagionalità che caratterizzano alcuni settori sono state in parte annullate oppure si sono registrati dei picchi anomali rispetto alle attività adv. Ad esempio, si nota un’accentuazione delle campagne food a marzo, di quelle sull’entertainment durante i mesi del lockdown, di quelle beauty ad ottobre e di quelle fashion a novembre.

Per quanto riguarda le interazioni totali (like, commenti, condivisioni), la moda cattura il 37% di tutte le interazioni, mentre la bellezza il 16% e la tecnologia il 9,5%. Il post in lingua italiana che ha ottenuto più interazioni è quello della cheesecake pubblicato da Chiara Ferragni con circa 614.000 interazioni.

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