Scenari

NielsenIQ. Largo consumo a +1,6% nei primi quattro mesi, ma inflazione e scenario geopolitico causano la perdita del potere d’acquisto delle famiglie italiane. De Nard: "Tagliare i budget in comunicazione nei periodi di crisi rende i consumatori infedeli"

Come evidenzia la ricerca presentata da Luca De Nard (nella foto), AD della società, in occasione dell'apertura de Linkontro al Forte Village in Sardegna, nel settore si teme l'impatto dell'inflazione che al momento si attesta intorno al 4,8%, ma le previsioni stimano che potrebbe arrivare oltre i 6 punti. Le variazioni reali dei prezzi raggiungono una quota del 2,6%, mostrando un cambiamento dei comportamenti dei consumatori italiani, che mettono in pratica strategie di risparmio e rivedono il mix di prodotti nel loro carrello. A causa dell’imprevedibilità dello scenario, dopo una primavera in linea con il primo trimestre, si prevede un trend positivo in estate grazie anche al turismo e un autunno “caldo”. Come sottolineato dal manager, assenza di comunicazione e fiducia impatteranno negativamente sugli atteggiamenti di chi fa la spesa.

“Tutti quei brand che durante o dopo la pandemia, costretti a tagli di budget, hanno ridotto gli investimenti in comunicazione, hanno commesso un grande errore perchè nei momenti di crisi il consumatore ha bisogno di sentire la vicinanza dei marchi dei quali si fida. L'effetto di queste riduzioni è quella che gli inglesi definiscono 'disloyalty', l'infeldetà del consumatore in assenza di comunicazione e fiducia.

Lo ha dichiarato Luca De Nard, Amministratore Delegato di NielsenIQ Italia (nella foto),  durante la presentazione della ricerca su "Come cambiano le abitudini di acquisto delle famiglie italiane e gli scenari di consumo nella grande distribuzione sotto l'effetto di un'inflazione importante e dell’attuale scenario geopolitico"  nell'ambito de Linkontro Nielsen apertosi oggi al Forte Village  Santa Margherita di Pula in Sardegna. 

I trend positivi del settore del Largo Consumo registrati nel biennio della piena pandemia hanno subito una scossa a seguito dell’aumento dell’inflazione e del rallentamento della crescita economica dovuti all’attuale scenario geopolitico. La combinazione di questi elementi sta creando un panorama del tutto nuovo per il settore della grande distribuzione in Italia, che avrà un impatto profondo sui comportamenti e le abitudini d’acquisto degli italiani e delineerà nuovi scenari di consumo.

Il quadro che emerge nel primo quadrimestre del 2022 sul 2021 mostra un andamento diverso rispetto a quelle che erano le prospettive di mercato. Infatti, i dati del primo trimestre per il Largo Consumo Confezionato (LCC) hanno registrato uno stabile declino fino al mese di marzo, tuttavia, grazie anche al contributo positivo della Pasqua (aprile +8%) la crescita del LCC si attesta di oltre 1 punto nei primi quattro
mesi del 2022, esattamente a +1,6%. 

Largo Consumo

 L’alterazione delle dinamiche competitive in atto, differenzia la performance dei canali di vendita.

Stando ai dati del 2019 di NielsenIQ rispetto all’anno corrente, l’E-commerce nel Q1 ha un valore di 2,6 diversamente dalla quota (0,9) registrata nel 2019, mentre i Discount raggiungono attualmente quasi il 20% del valore guadagnando 1 punto rispetto al 2019. Resta solida la categoria dei Supermercati che tra il 2019 e il 2022 non ha riscontrato variazioni e registra oggi un valore del 38,3%.

L’inflazione teorica – stesso paniere e stessi volumi – nel Largo Consumo Confezionato al momento si attesta intorno al 4,8%, ma le previsioni stimano che potrebbe arrivare oltre i 6 punti. Le variazioni reali dei prezzi raggiungono tuttavia una quota del 2,6%, mostrando un cambiamento dei comportamenti dei consumatori italiani, i quali rivedono il mix di prodotti nel loro carrello. Inoltre, la riduzione dei volumi legati all’elasticità ai prezzi sarà di circa il -2,5%.

Dall’analisi effettuata da NielsenIQ, si evince che i consumatori stanno iniziando a mettere in pratica delle strategie di risparmio, che compensano gli effetti al rialzo dei prezzi causati dall’inflazione, cambiando il mix di prodotti nel carrello e facendo più attenzione a selezionare i prezzi più bassi. Questa tendenza fa emergere una polarizzazione delle fasce di consumatori: una parte delle famiglie sarà costretta a modificare maggiormente i propri stili di consumo perché vedrà diminuire ulteriormente il proprio potere di acquisto.

Evoluzione dello scenario

“In uno scenario tanto complesso quanto drammatico, le diverse realtà operanti nel settore del largo consumo, come retailer e manufacturer, devono collaborare per poter delineare delle linee guida e delle strategie da seguire. Fare network e indirizzare gli sforzi congiunti del mercato e del governo è quanto mai fondamentale per supportare consumi sempre più polarizzati e consumatori meno fidelizzati, in cerca del prezzo più vantaggioso per attutire il colpo” commenta Luca De Nard, Amministratore Delegato di NielsenIQ Italia.
All’interno dell’attuale contesto di mercato, particolarmente gravato dall’aumento dei prezzi, l’inflazione sta diventando un elemento strutturale e avrà impatti a lungo termine. L’effetto congiunto della recessione e dell’inflazione, combinato con l’incertezza legata all’evoluzione della pandemia e a della guerra,  come in una 'tempesta perfetta' come definita da De Nard,  rende ipotetiche le tendenze del mercato della grande distribuzione poiché ha un andamento anticiclico. Le variazioni anche più piccole possono avere un impatto significativo. Proprio a causa dell’imprevedibilità dello scenario, NielsenIQ preannuncia un autunno “caldo” con una perdita del potere d’acquisto per le famiglie italiane.