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Scenari

Nel 2022 il volume d’affari delle imprese della comunicazione cresce a quota 22 mld. Diminuiscono le piccole, crescono le medie. Alle grandi il 60% del fatturato. Brillano PR e Digital Adv. Cornelli: "Il mercato chiede agenzie con un'offerta strutturata"

Come emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio di UNA realizzato in collaborazione con l’Università di Pavia, le agenzie censite passano da 10.538 a 9.749, 789 in meno rispetto a quelle della passata rilevazione, con una diminuzione delle microimprese e uno spostamento dei volumi a favore di quelle di media dimensione. Non diminuiscono gli addetti totali e si conferma la concentrazione delle grandi imprese attorno al polo milanese.

UNA – Aziende della Comunicazione Unite – ha presentato ieri la nuova edizione dell’Osservatorio Aziende della Comunicazione, ricerca sviluppata in
collaborazione con l’Università di Pavia che definisce i nuovi perimetri, le tendenze e le prospettive del mercato della comunicazione.

Obiettivo della ricerca, riordinare in maniera sistematica tutte le conoscenze derivabili dalle fonti esistenti, istituzionali e non, e produrne di nuove tramite innovativi percorsi di interpretazione dei dati.

Come per la precedente, anche per questa seconda edizione sono stati stimati i pesi e gli andamenti del comparto della Comunicazione e di tutte le sue sotto articolazioni, attraverso la costruzione di un dataware house con una struttura di scraping, poi combinata con le informazioni provenienti dal database di Bureau Van Dyck.

Le imprese censite passano da 10.538 a 9.749, 789 in meno rispetto a quelle della passata rilevazione, con una diminuzione concentrata nelle microimprese e uno spostamento dei volumi a favore delle imprese di media dimensione. Non diminuiscono gli addetti totali (28.500) e si conferma la concentrazione delle grandi imprese attorno al polo milanese, mentre quello romano vede riunita la maggior parte delle imprese di media dimensione.

Il peso dell’intero comparto ha prodotto nel 2022 un volume d’affari complessivo di circa 22 miliardi di euro, con un aumento significativo rispetto al 2020 (erano circa 16 miliardi).

Le aziende con più di 50 dipendenti rappresentano poco meno dell’1% del totale ma producono quasi il 60% del fatturato complessivo
del settore.
Oltre il 47% del totale aziende censite è rappresentato da microimprese (da 3 a 5 collaboratori) e il 39% da imprese ancora più piccole, con meno di 3 collaboratori.

Per quanto riguarda i valori marginali di profitto si riscontra finalmente una ripresa convinta, che appare in alcuni casi quasi esplosiva. In particolare, il mondo PR e quello del Digital ADV fanno segnare risultati veramente importanti, in un quadro che delinea una generale tendenza molto positiva per tutto il comparto.

Davide Arduini

 “Nella conferma della geografia delle imprese di comunicazione e nella constatazione della crescita del volume d’affari della Industry, questa ricerca prova la solidità di un settore spesso percepito come molto volatile, ma che invece ha saputo stabilizzarsi in un mercato tutt’altro che prevedibile”, spiega Davide Arduini (nella foto), Presidente di UNA. “Nonostante la vulnerabilità che ha caratterizzato il 2023 in termini macroeconomici, il PIL nel nostro settore è cresciuto notevolmente rispetto all’anno della pandemia”.

Rilevante la crescita dell'indice di profittabilità delle agenzie, passato da una forbice di profitto del 2019 tra il 4% e il 9 % a una tra il 10% e il 18% nel 2022.  

“I risultati espressi da questa nuova edizione dell’Osservatorio confermano ciò che risultava già percepibile da noi addetti ai lavori”, commenta Andrea Cornelli (nella foto in alto), VicePresidente UNA e Portavoce di PR Hub. “Il mercato, superato il momento di smarrimento dovuto al biennio difficile del Covid, ha ricominciato a investire identificando nella comunicazione, in tutte le sue forme, lo strumento più strategico ed efficace per sostenere e rilanciare il proprio business.  Significativo l'incremento delle agenzie in grado di fornire ai clienti un'offerta più ampia e integrata, che passano da  2400 a oltre 3000, in risposta a una richiesta delle aziende di partner che offrano loro un disegno strategico e una consulenza completa per la crescita del loro business. Le agenzie devono saper dimostrare di essere capaci di cogliere gli aspetti più strategici e garantire expertise per l'ottimizzazione degli investimenti dei clienti.  Questa domanda da parte del mercato  spiega il ridursi delle piccole impreseLe nuove sfide che la tecnologia porta sul nostro mercato rappresentano uno stimolo in più, per le nostre Imprese, per continuare ad investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove competenze che incrementeranno ulteriormente, nei prossimi mesi, la qualità della consulenza proposta ai Clienti. Serve inoltre che le imprese di comunicazione adottino  metriche di valutazione che garantiscano razionalità agli investimenti dei clienti ed è obbligo del sistema individuare metriche aggiornate ed evolute per la misurazione dei risultati". Il manager conclude con un interrogativo rivolto al mercato: "E' possibile per una microimpresa d 3 addetti (il 39% del mercato), dotarsi di queste competenze in modo autonomo? Difficile senza la scelta di alleanze e partnership strategiche che le consentano di strutturare un'offerta adeguata alle nuove esigenze del mercato".