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IAB Internet Motors/2. Dall'auto ai servizi alla mobilità. E la comunicazione? Valorizza l'esperienza di guida

Nella seconda giornata di IAB Internet Motors spazio alle testimonianze delle case e agli operatori del settore digitale che le aiutano a comunicare, puntando su formati ingaggianti come Teads, e partendo da una conoscenza approfondita del consumatore resa possibile dai dati, come Ogury.

Come cambierà il mercto dell'auto in futuro? Nella seconda giornata di IAB Internet Motors, l'evento di digital automotive organizzato a Milano da MotorK e IAB Italia, si è parlato anche di questo. 

Anche perché se cambiano le auto, cambia anche la comunicazione ad esse legata. Alex Roy, pilota, opinion leader ed esperto internazionale di guida autonoma, nel suo brillante intervento ha sottolineato come l'auto rappresenti molto più di un mezzo di trasporto.

"La vettura che guidiamo ci dice chi siamo, altrimenti non si spiegherebbe la presenza sul mercato di tanti modelli diversi di auto, poiché tutti comprerebbero quello più economico - ha spiegato Roy - . Per anni la comunicazione delle auto ha giocato sull'aspetto 'sexy' della guida, ovvero su quanto ci si possa sentire cool al volante di una determinata auto. Oggi le nuove auto puntano sulla sicurezza: promettono meno inquinamento e meno pericoli per il driver, per il quale però 'sicurezza' non fa rima con 'coolness'. E' per questo motivo che credo che l'auto del futuro non sarà una vettura a guida completamente autonoma, ma un'auto che lascerà il controllo al driver quando lo desidera, impedendogli di causare incidenti". 

Per Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia, se è vero che le auto a guida autonoma sono già una realtà, non si può negare che le infrastrutture siano ancora carenti. E anche per le auto elettriche ci sono non poche difficoltà. "Finché non ci sarà una diffusione delle colonne per la ricarica pari ai punti di rifornimento tradizionali, come ad esempio è già avvenuto in Giappone, non potrà esserci un exploit dell'elettrico nel settore automotive - ha dichiarato Nalli - . Lo scenario è in miglioramento, ma ci sono ancora molti nodi da sciogliere, come dimostra il fatto che oggi è molto difficile che un cliente privato chieda di acquistare un'auto elettrica". 

In questo scenario in evoluzione, il digitale rappresenta un mezzo fondamentale per le case, per entrare in contatto diretto con i potenziali consumatori. Lo sostiene Massimo Nordio, direttore generale e Ad di Volkswagen, che in un intevento video ha affermato: "Mostrare un'auto in movimento ha un valore di realismo superiore, è per questo motivo che investiamo molto nel video advertising. Ovviamente la creatività deve essere studiata ad hoc, tenendo conto della natura del mezzo, oltre che innovativa. I concetti chiave da veicolare? Non parliamo più di auto, ma di servizi alla mobilità". 

Non solo, la comunicazione digitale deve essere anche interattiva, come ha sottolineato Massimo Di Gennaro, sales director Teads. "I formati più interattivi agiscono positivamente sul tempo speso sull'annuncio da parte degli utenti, facendolo aumentare anche del 50%, sull'ad recall e sulla percezione del brand", ha spiegato il manager, presentando alla platea le 5 regole da seguire per una comunicazione efficace in rete: adatta l'annuncio al device, assicurati che l'utente riesca a comprendere il messaggio con audio off, presta attenzione al posizionamento del logo, ottimizza il timing della creatività, arricchisci l'esperienza con feature interattive, immersive o conversazionali. 

Per mettere a punto una comunicazione il più possibile mirata occorre conoscere il consumatore. Per fare questo occorrono i dati, come sa bene Ogury, che conosce le abitudini di navigazione di ben 9 milioni di utenti in Italia. "Investire continuativamente nella comunicazione online permette ai brand di restare a lungo nella mente del consumatore - ha detto Christophe Bize, VP Data and Mobile Analytics di Ogury - . Le case automobilistiche dovrebbero tenere presente il fatto che oggi i driver non sono più alla ricerca di un'auto in grado soltanto di offrire buone prestazioni, ma di una vettura 'connessa' in grado di garantire loro un'esperienza. Questo significa che studiare il proprio target di riferimento, scoprendo ad esempio i suoi interessi, le sue abitudini, le sue preferenze, può rivelarsi fondamentale per arricchire l'esperienza di guida con dei servizi ad hoc". 

Serena Piazzi