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Auditel: il nuovo target '15-64' riapre il dibattito
Il consiglio di amministrazione Auditel ha deliberato la pubblicazione ufficiale dei risultati d'ascolto televisivi della fascia d'età 15-64 anni. A partire da lunedì 3 aprile 2006, i dati verranno diramati ogni mattina alle 10 con le stesse modalità grafiche e tecniche dei tradizionali ascolti relativi al totale individui.
Il sistema di rilevazione Auditel è nato infatti per orientare le scelte degli investitori pubblicitari. E poiché ormai la maggior parte delle campagne pubblicitarie televisive si rivolge al pubblico fino a 64 anni, Auditel ha deciso di fornire ai propri clienti il dato che misura con più precisione i telespettatori di riferimento. Il nuovo dato contiene anche un forte valore statistico generale, in quanto il pubblico compreso tra 15 e 64 anni rappresenta oltre il 70% dell'intera popolazione italiana.
Positivo il parere espresso da Mediaset in una nota diffusa nel pomeriggio. Proprio per il fatto che la televisione commerciale vive proprio grazie agli ascolti offerti agli investitori pubblicitari, il Biscione ogni giorno "comunicherà al pubblico questi nuovi risultati d'ascolto, certificati Auditel, più aderenti alle necessità del mercato pubblicitario".
Nettamente diversa, invece, la reazione di Sitcom, editore di canali satellitari che da tempo pretende una riforma del sistema di rilevazione degli ascolti. Ecco il testo della nota: "La pubblicazione separata dei risultati d'ascolto televisivi della fascia d'età 15-64 appare più come un'operazione di 'immagine' da parte di Auditel piuttosto che un nuovo servizio offerto agli investitori pubblicitari - dichiara Valter La Tona, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sitcom - Nasce dalla oramai sempre più palese e dimostrata inadeguatezza dell'impianto generale del rilevamento che privilegia alcune fasce socio-demografiche a scapito di altre. In parole povere è un tentativo surrettizio di correggere ex-post dei dati che nessuno, nemmeno il mercato pubblicitario, riconosce più come rappresentativi. A questo proposito ci preoccupano le dichiarazioni di Auditel nelle quali si ribadisce, ancora una volta, che niente cambierà nel campione. Queste affermazioni - continua La Tona - rappresentano l'ennesima manifestazione di arroganza da parte di Auditel e nel contempo di sudditanza rispetto a Publitalia".
"Ci auguriamo - continua la nota - che presto l'AGCM (n.d.r.l'Autorità Antitrust) si pronunci in merito alla formale denuncia che Sitcom ha depositato contro Auditel il 22 dicembre 2005, ben 102 gg. fa, per abuso strutturale di posizione dominante nel mercato delle rilevazioni degli ascolti televisivi. Già nel mese di aprile 2005 la Corte d'Appello di Milano, su ricorso di Sitcom, aveva riconosciute valide le ragioni di Sitcom che denunciava alla Sezione del Tribunale di Milano competente in materia antitrust, la posizione di Auditel e la distorsione del mercato provocata dalla pubblicazione di ascolti televisivi non rappresentativi della realtà, e aveva vietato la pubblicazione di tutti i dati relativi alle televisioni satellitari fino all'esito del procedimento avviato dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sui sistemi di rilevazione degli indici di ascolto in Italia. A questo proposito va anche segnalato che non ci risulta che Auditel scorpori dai dati Mediaset e Rai la quota satellite di cui è inibita la pubblicazione. A un anno dall'ordinanza della Corte d'Appello di Milano - conclude il Presidente e Amministratore Delegato di Sitcom - attendiamo ancora un parere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni anche come risultato dell'indagine conoscitiva avviata".
Contattato da ADVexpress, il dg Auditel Walter Pancini, con l'intento di placare la polemica sorta dopo la pubblicazione di alcuni articoli pubblicati in giornata, ha di chiarato: "Non abbiamo modificato il campione, e i dati pubblicati sono quelli di sempre. Il comitato tecnico, con un ordinario lavoro di 'cucina' sui dati, ha semplicemente deciso di 'aggregare' tre nuovi target, oltre a quelli già esistenti, tra cui quello della fascia d'età 15-64".
"Sono del tutto ingiustificate dunque - ha concluso Pacini - le esternazioni di chi afferma che Auditel ha 'tagliato' delle fasce di età, o ha privilegiato alcune fasce di pubblico o addirittura alcune tipologie di emittenti".