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Marie Claire 'speciale' per Africa e Calcio

Marie Claire decide di dedicare un intero numero all'Africa e al calcio, quello di giugno, in edicola lunedì 17 maggio.  Il mensile diretto da Antonella Antonelli utilizza lo sport come motore di inchieste sociali, approfondimenti culturali e ricognizioni estetiche.
Marie Claire decide di dedicare un intero numero all'Africa e al calcio, quello di giugno, in edicola lunedì 17 maggio.

Una 'sfida' che prende il via dalla prossima Coppa del Mondo. Il mensile diretto da Antonella Antonelli utilizza lo sport come motore di inchieste sociali, approfondimenti culturali e ricognizioni estetiche. Marie Claire si è occupata più volte delle popolazioni africane: i mondiali diventano così l'occasione per intervistare un mito del calcio come Clarence Seedorf. Il campione olandese rievoca il suo passato in Suriname e parla di come il calcio possa costituire l'occasione di crescita e riscatto per i giovani di tutta l'Africa: "Io credo che i Mondiali 2010 arriveranno addirittura a unire un intero continente. Anzi, lo hanno già unito: hanno aumentato il senso di autostima di ghanesi, ivoriani, egiziani, camerunensi. E li hanno saldati in una fratellanza panafricana. Ne sono certo, per un mese non esisteranno più confini: tutti saranno solo e semplicemente africani. E se la loro squadra dovesse essere eliminata, saranno pronti a fare il tifo per un altro team, ovviamente africano. E’ il rifiorire di questo orgoglio il vero miracolo realizzato dai campionati del mondo di calcio".
 
E non è soltanto un’opinione ottimistica visto che Seedorf lavora attivamente perché il calcio diventi il futuro dei ragazzi africani. “In Ghana, come in altre nazioni, nascono ogni giorno moltissimi potenziali campioni. Tutti sono a rischio sfruttamento. Più sono bravi e più alto è il pericolo. Ecco perchè è nato il progetto Champions Playground, un modello educativo che (insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la University of the Western Cape e alla Nelson Mandela Foundation) sviluppa il talento nei ragazzi che amano il calcio. Non solo quello che fa diventare campioni, ma soprattutto quello che trasforma un bambino in un uomo”

Dal calcio giocato a quello 'griffato' con due grandi tifosi della Nazionale come Dolce e Gabbana (che firmano l'abbigliamento degli azzurri fuori dal campo): i due stilisti parlano a ruota libera dello stile dei calciatori e di come sono diventati oggi icone del mondo del glamour.

Occhi puntati anche su Emeka Okaford ideatore e curatore del Ted Global Africa in Tanzania e del Maker Faire di Nairobi (6-7 agosto), dedicato “all’ingegno, all’innovazione e all’invenzione”, che spiega come l'Africa si stia emancipando progressivamente dal modello occidentale per creare un proprio stile. Un fenomeno che in campo artistico e culturale sta già attirando l'interesse di tutto il mondo.

E se proprio il calcio è il protagonista del momento, la guida alle 64 cosa da fare (una per ogni partita del calendario) per occupare in maniera alternativa i “90 minuti” più qualche spunto per ingannare il tempo dei supplementari spiega cosa fare mentre il partner guarda la partita.



Per ricordare che c’è ancora da fare Marie Claire abbraccia la causa dell’ex modella Waris Dierie che combatte l’inumana pratica della mutilazione genitale.