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Millstream Films and Media ed Ala Bianca Group firmano un accordo di produzione per History Channel per il docufilm “Bella Ciao, Song of Rebellion”

Il documentario sulla vera storia della canzone popolare più famosa al mondo sarà in onda su History Channel in autunno. L’ideazione del progetto, avvenuta a Modena nel 2019, vede coinvolti in partnership Millstream Films & Media e Ala Bianca Editore, titolare dei diritti di “Bella Ciao”, resi disponibili in esclusiva per la sincronizzazione nel documentario. Con l’aiuto di etnomusicologi e studiosi, quali lo storico Cesare Bermani, esponente di spicco di una tradizione di ricerca basata sull’utilizzo delle fonti popolari, il documentario indaga le radici più profonde di Bella Ciao, rintracciando l’origine della melodia da una canzone filastrocca di origini trentine e venete e da un canto piemontese, e ancor prima in una canzone francese del 1500 e in un canto Yiddish dell’Est Europa.

Millstream Films and Media ed Alabianca Group siglano un importante accordo di partnership con A+E Networks Italia editore dei canali History, Crime+Investigation e Blaze per la realizzazione del docufilm “Bella ciao, Song of rebellion”, progetto esclusivo ed inedito sulla vera storia della canzone popolare più famosa al mondo, patrocinato dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). Il documentario sarà in onda su History Channel (Sky Canale 411) in autunno.

L’ideazione del progetto, avvenuta a Modena nel 2019, vede coinvolti in partnership Millstream Films & Media (www.millstreamfilms.com) - società britannica con sede italiana operativa a Bologna con consolidata esperienza nel racconto non-fiction - e Ala Bianca Editore (www.alabianca.it), titolare - assieme alle Edizioni Bella Ciao srl - dei diritti di “Bella Ciao”, resi disponibili in esclusiva per la sincronizzazione nel documentario.

Da Praga nel 1947, al Festival della Gioventù Democratica dove Bella Ciao venne presentata già nella versione partigiana, dal Festival di Spoleto del 1964, dove si cantò una Bella Ciao, in versione popolare mondine, ai partigiani della brigata Maiella (Abruzzo) e Brigata Garibaldi (Marche ), probabilmente i primi a mixare le melodie tradizionali con le parole partigiane. Il documentario “Bella Ciao, Song of Rebellion” (www.bellaciaodoc.com) è un viaggio nel tempo, alla scoperta delle stratificazioni musicali di una partitura misteriosa, che si è modificata e trasformata fino a diventare patrimonio collettivo dell’umanità.

L’itinerario di ricerca parte ad ottobre 2020 con l’intervista a Fausto Amodei, cantautore e musicologo, autore de “Per i morti di Reggio Emilia”, tra le ‘colonne sonore’ degli anni ’70, il primo che nel ’63 rielaborò, trascrisse e registrò il copyright della versione partigiana di Bella Ciao. Poi l’icona della musica popolare italiana, Giovanna Marini, protagonista dello spettacolo ‘Bella Ciao’ del Nuovo Canzoniere Italiano a regia Roberto Leydi e Filippo Crivelli, divenuto leggendario a seguito della rappresentazione al Festival di Spoleto del 1964 a causa delle polemiche, degli scontri politici e del clamore suscitato che contribuirono ad aumentare la popolarità di Bella Ciao. Tra le altre preziose interviste, quella con Stefano Arrighetti, Presidente dell'Istituto Ernesto de Martino (in foto), il più grande archivio d’Europa sulla canzone popolare, sociale e di lotta, Paolo Pietrangeli, regista, scrittore, autore di “Contessa” l’inno del ’68 cantato nelle piazze da operai e studenti, fino a Debora Kooperman, che evoca la scena musicale a New York negli anni ’60.

Con l’aiuto di etnomusicologi e studiosi, quali lo storico Cesare Bermani, esponente di spicco di una tradizione di ricerca basata sull’utilizzo delle fonti popolari, il documentario indaga le radici più profonde di Bella Ciao, rintracciando l’origine della melodia da una canzone filastrocca di origini trentine e venete e da un canto piemontese, e ancor prima in una canzone francese del 1500 e in un canto Yiddish dell’Est Europa.

Ulteriori testimonianze e inediti materiali d’archivio sono stati raccolti anche in Germania, Francia e Cile.

La distribuzione del documentario è affidata Lilium Distribution - www.liliumdistribution.it