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RCS Quotidiani: tutto pronto per la rivoluzione iPad
Sono già disponibili le due applicazioni di Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport studiate ad hoc per il nuovo gioiello di casa Apple, che saranno presto proposte a pagamento. A giugno arriveranno nuovi contenuti di approfondimento multimediali, la riproduzione di video e audio in alta qualità e gallerie fotografiche. Enel è il primo sponsor della versione iPad del Corriere.
RCS, ad esempio, dopo il successo delle applicazioni del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport realizzate per iPhone e per gli altri smartphone (225.000 quelle scaricate da gennaio a oggi, per un totale di 13.000 abbonamenti, ndr.) ha già reso disponibili le versioni dei due quotidiani ottimizzate per iPad.
"Grazie alla velocità di accensione e allo schermo da 9,7 pollici il nuovo tablet pc della Apple migliora notevolmente l'esperienza di lettura - ha spiegato Giorgio Riva (nella foto), responsabile RCS Digital, nel corso dell'incontro tenutosi oggi, 27 maggio, a Milano - Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, disponibili dalle 7 di ogni mattina, sono sfogliabili in modo nuovo e intuitivo. Basta un tocco per selezionare un articolo e portarlo al centro dello schermo, un altro per ingrandirlo, inoltre in basso si può selezionare la pagina del giornale che si vuole leggere scegliendo nell'apposita lista, dove presto introdurremo la suddivisione per sezioni. Non solo: il lettore può agilmente recuperare un'edizione arretrata del quotidiano e anche fruire di contenuti multimediali audio e video, come interviste, filmati e gallerie fotografiche, che verranno incrementati nel corso del prossimo giugno. Sempre a
giugno, renderemo disponibili anche le edizioni locali del Corriere. L'obiettivo è quello di offrire una vera e propria piattaforma di informazione multimediale".Leggere sull'iPad sarà sicuramente un'esperienza molto interessante, ma quanto costa? "Per ora le due applicazioni sono scaricabili gratuitamente dagli utenti - ha affermato Riva - ma a partire dal mese di luglio saranno disponibili solo a pagamento: sarà possibile acquistare i quotidiani in copia singola a 79 centesimi, o in abbonamento, a 4,99 euro il settimanale e a 19,99 euro il mensile. Dal momento che l'iPad dispone di un proprio browser per la navigazione, manterremo invece free la consultazione dei siti di Corriere.it e Gazzetta.it, dando l'opportunità al lettore di passare agilmente dal sito alla versione sfogliabile del giornale".
Naturalmente le applicazioni per iPad di Corriere e Gazzetta offrono anche nuove opportunità agli inserzionisti, che avranno a disposizione i formati più innovativi già utilizzati sul web. Enel è il primo sponsor della versione del Corriere della Sera ottimizzata per il tablet della Apple; la comunicazione durerà tre mesi e prenderà il via a metà giugno.
Nonostante l'iPad debutti domani in Italia, le applicazioni studiate da RCS Quotidiani stanno già riscuotendo successo. "L'application del Corriere, che abbiamo reso visibile dal 18 maggio, è la più scaricata nella categoria News e, nella classifica generale, si piazza al secondo posto - ha affermato Riva - Anche quella di Gazzetta è ben posizionata in classifica, in totale sono 5-6mila le applicazioni scaricate finora, sicuramente un risultato di cui possiamo essere soddisfatti".
"L'iPad si inserisce in un sistema di offerta già piuttosto articolato, che comprende la carta, il web e il mobile - ha sottolineato -, anche per questo nuovo mezzo proponiamo un modello a pagamento, come per il mobile. RCS è al momento l'unico editore a disporre di un'offerta mobile completamente a pagamento. D'altra parte credo sia questo l'approccio vincente: gli utenti sono più disposti a pagare per accedere ai contenuti via cellulare e dunque il mix ricavi pubblicitari e abbonamenti può portare a dei buoni risultati, mentre a mio parere c'è ancora molta strada da fare per passare dal modello free al modello pay in rete. Solo l'aggiunta di contenuti premium potrebbe giustificare la richiesta di una somma per la consultazione, ma a muoversi in questa direzione dovrebbe essere tutto il mercato, altrimenti un unico editore rischierebbe di essere fortemente penalizzato".
Serena Piazzi

