
Inchieste
L'impatto della guerra in Medio Oriente sulla event industry. Casta Diva Group: De Micheli: "Mercato in pausa, non in crisi", Donadio: “Dopo il conflitto forte rimbalzo: i Paesi investiranno per il loro rilancio”
Il conflitto in corso in Medio Oriente sta producendo effetti immediati anche sull’industria degli eventi e della live communication (leggi news), un settore che nella regione aveva trovato negli ultimi anni uno dei suoi mercati più dinamici. Tra progetti sospesi, eventi rinviati e una generale cautela da parte dei clienti, le agenzie attive nell’area si trovano oggi a gestire una fase di forte incertezza.
Dalle testimonianze raccolte dall'inchiesta avviata da e20express tra le agenzie operative in quell'area, emerge però un quadro meno allarmistico di quanto si potrebbe immaginare: più che una crisi strutturale, gli operatori parlano di uno stop temporaneo, destinato a rientrare una volta che il contesto geopolitico tornerà più stabile.
È questa anche la lettura di Andrea De Micheli, presidente di Casta Diva Group, che sottolinea come l’impatto più evidente, nel breve periodo, sia il rallentamento delle attività. “Per qualche mese, finché la situazione non si tranquillizzerà, la macchina degli eventi sarà inevitabilmente ferma. La guerra è iniziata da poco e serve tempo per capirne l’evoluzione”, spiega.
Uno scenario che si traduce in una pausa operativa per molti progetti, ma che non intacca, secondo De Micheli, le fondamenta del mercato. Al contrario, guardando oltre l’emergenza, si profila una fase di rilancio che passerà proprio attraverso la comunicazione e gli eventi.
“Appena sarà possibile dichiarare con credibilità che la situazione si è normalizzata, i Paesi dell’area dovranno attivare una grande campagna internazionale per rassicurare investitori e mercati”, osserva De Micheli. Un’attività che si svilupperà nei principali hub globali come Parigi, Roma, Londra e New York, con l’obiettivo di rilanciare l’attrattività della regione.
In questo contesto, gli eventi giocheranno un ruolo chiave insieme a tutte le leve della comunicazione integrata: pubbliche relazioni, media e iniziative esperienziali. “Parliamo di una strategia a 360 gradi, fondamentale per economie che hanno bisogno di mantenere alta la fiducia internazionale”, aggiunge il presidente di Casta Diva Group.
Nonostante la fase di stallo, il sentiment tra gli operatori resta quindi improntato alla fiducia. De Micheli richiama anche precedenti storici come gli attacchi dell’11 settembre alle Torri Gemelle o la pandemia di COVID-19, sottolineando come crisi di forte impatto mediatico tendano a essere assorbite nel tempo dai sistemi economici.
A rendere ancora più solida questa prospettiva contribuisce il peso degli investimenti messi in campo negli ultimi anni dai Paesi del Golfo, impegnati in ambiziosi piani di trasformazione economica come Saudi Vision 2030.
Gli fa eco Paolo Donadio, International Business Development Manager di Casta Diva Group, con una lettura operativa di quanto sta accadendo nel mercato. "L’impatto sul business di Casta Diva è stato contenuto anche perché molti progetti erano ancora in fase preliminare e non ancora formalizzati. In questo senso è stata quasi una fortuna”.
Ciò che si registra, tuttavia, è uno stop evidente sugli eventi programmati nel breve periodo, almeno fino all’estate. Parallelamente, sta emergendo un cambio di paradigma nelle richieste dei clienti istituzionali della regione.
“Quello che vediamo è una crescente domanda di comunicazione più strategica”, sottolinea Donadio. Non più soltanto eventi di intrattenimento, ma progetti capaci di costruire e rafforzare una narrativa positiva a livello internazionale.
In questo scenario, le agenzie sono chiamate a evolvere il proprio ruolo, mettendo in campo competenze di posizionamento e storytelling globale.
Anche destinazioni consolidate come Dubai potrebbero essere coinvolte in questo riposizionamento. “Finora Dubai aveva un brand fortissimo e non aveva bisogno di raccontarsi troppo. Ora potrebbe dover investire maggiormente nella propria comunicazione”, osserva il manager.
Nel frattempo, Casta Diva conferma la propria strategia di presidio nell’area, con una presenza già attiva in Bahrain e sviluppi successivi ad Abu Dhabi da febbraio 2026 e a Riyadh da aprile 2026. Una scelta che riflette la fiducia nel potenziale di medio-lungo periodo del mercato.
Particolarmente significativa per il Gruppo è stata l’apertura ad Abu Dhabi in modalità mainland, che consente di operare su tutto il territorio e di intercettare gli importanti investimenti dell’emirato, meno orientato al turismo rispetto a Dubai ma caratterizzato da grandi disponibilità finanziarie.
Nonostante la fase di rallentamento, le relazioni con stakeholder e istituzioni locali proseguono. Un segnale importante, secondo Donadio, è anche la percezione positiva della presenza continuativa sul territorio: “I partner locali apprezzano la continuità della nostra presenza. La guerra finirà, anche se non sappiamo quando, e questi Paesi continueranno a crescere”.
Nel medio periodo, infatti, i driver di sviluppo restano solidi: real estate, turismo di alta gamma, congressi e grandi eventi internazionali continueranno a sostenere il ruolo dell’area come crocevia tra Europa, Asia e Africa.
In attesa che la situazione si stabilizzi, Casta Diva Group adotta modelli operativi flessibili, con team locali snelli e il supporto del network di cui dispone. Una strategia che consente di rimanere attivi sul mercato, pronti a cogliere le opportunità della ripartenza.
Perché, come conclude Donadio, “la prospettiva c’è. Bisogna solo avere la capacità di attraversare questa tempesta”.
Maria Ferrucci

