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Bea Expo Festival. Eventi green, cultura per stimolare la domanda
Dalle tavole rotonde organizzate da ADC Group (il Bea Expo Festival 2008 a Torino e il Bea Educational lo scorso luglio a Roma), è emerso che la meeting industry è sempre più competente e propositiva in tema di sostenibilità ambientale. Perché l’organizzazione di eventi, meeting e convention a ridotto impatto si traduca in reale vantaggio è necessario, però, che la sostenibilità investa tutta la filiera organizzativa.
Ad affrontare quest’argomento si sono ritrovati venerdì 27 novembre Carlo Hermes, consulente Eni e amministratore unico Hermes & Partners, Nicola Corricelli, ad MenCompany, Milena Mineo, ad Mil (Marketing, Incentive, Leisure) e Vito Ferrone, ad Loretoprint.
Ha aperto il dibattito Carlo Hermes, che in qualità di direttore esecutivo del 20th World Energy Congress di Roma nel 2007, era intervenuto lo scorso luglio al Bea Educational dichiarando che, a parte alcuni episodi sporadici, vi è ancora scarsa informazione e competenza tra i professionisti degli eventi. A che punto siamo oggi? “Sul tema della sostenibilità ambientale c’è un'attenzione crescente, ma noto ancora una forte mancanza di informazione, almeno per quanto riguarda il nostro settore. La sostenibilità viene vista come un costo, mentre in realtà non lo è: l’ecoresponsabilità, infatti, ha un forte ritorno in termini di investimento”.
A conferma di queste parole è intervenuto Nicola Corricelli, la cui azienda ha realizzato il pluripremiato progetto ‘Tram di luce’ (Leone di Bronzo a
Cannes 2009 nella categoria ‘Best Use of Ambient Media’, secondo premio Idea Creativa al Bea Italia 2009), che ha portato in giro per Milano, nel periodo del Natale 2008, un tram ricoperto di 31.000 luci a basso consumo. “Ormai stiamo per festeggiare il quarto anno di ricerca sugli eventi green e sulla base dell’esperienza maturata posso dire che l’errore comune risiede nell’organizzazione. L’evento deve essere pensato sostenibile fin dal’inizio, quindi a partire dal budget a disposizione, e non successivamente. Il problema è che le persone dovrebbero ‘pensare green’ fin dai piccoli gesti quotidiani, ed è in questa direzione che ci stiamo muovendo. Per ora stiamo formando il personale Vodafone e, se vinceremo la gara, sarà la volta di Carrefour”.
Mil, agenzia specializzata in incentive aziendali, ha inaugurato una vera e propria era, basata sui pilastri dell'attenzione alle diversità culturali e ambientali, nonché sul rispetto delle stesse.
“Quando organizziamo un viaggio, lo scopo non è solo quello di stare insieme, fidelizzare ed emozionare, ma anche e soprattutto quello di creare valore - ha dichiarato Mineo -. Crediamo nell’esperienza diretta: una persona messa a contatto con un certo tipo di realtà, difficilmente ne resterà indifferente. Mil si interfaccia principalmente con clienti del settore finanziario, sensibili più di molti altri alle tematiche ambientali. La scelta della destinazione, quindi, viene effettuata tenendo presenti diversi fattori: si va dalla ricerca della natura più incontaminata alla scoperta di luoghi, come l'Islanda, in cui l'uomo riesce davvero a ridurre l'impatto delle proprie attività attraverso impianti all'avanguardia nello sfruttamento dell'energia geotermica. Insomma, un incentive in cui si crea valore è un'esperienza che lascerà un'impronta indelebile nei partecipanti, generando un circolo virtuoso anche nel lungo termine”.
È stata poi la volta di Loretoprint, società attiva da oltre trent’anni nel settore stampa digitale ed event communication. L’azienda ha recentemente partecipato agli ‘Eco2cktail’, organizzati da AllEvents Group e in quell’occasione ha presentato la propria offerta di carte ecologiche, riciclate e certificate, ma anche una serie di supporti green, come gli shopper stampati con inchiostri a base di olii vegetali. “La nostra
esperienza con l’ecosostenibilità è cominciata da piccole cose - ha raccontato Vito Ferrone -: la riduzione dell’orario di accensione delle vetrine del negozio e l'utilizzo stampanti waterless. Con il tempo, però, abbiamo deciso di andare più a fondo facendo dell’esperienza green un vero e proprio stile di vita e di lavoro. Al contrario di quanto si possa pensare, l'utilizzo di materiali alternativi non comporta costi aggiuntivi per il cliente. A partire dalla mia esperienza posso dire che il vero problema della sostenibilità è la creazione della domanda. Molte aziende considerano il green come qualcosa di facoltativo che ‘se c’è, tanto meglio’, ma se manca non è un problema”.
Ma allora come comunicare al meglio il valore dell'approccio green?
“Nel nostro ambito - ha dichiarato Hermes - sono previste 40 ore di formazione per ogni persona adibita all’area eventi: se gli stessi organizzatori non si rendono conto di quello che fanno allora non può esserci comunicazione”. Ha concluso l’incontro Corricelli, secondo il quale “la comunicazione dev’esser rivolta soprattutto ai giovanissimi, le persone di domani. Gli ‘adulti’ non accettano volentieri l’idea di ‘non sapere’, di dover imparare, mentre i bambini sono aperti alle novità”.

