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Bea Expo Festival, faccia a faccia tra Eventi e Congressi

In agenda al Bea Expo Festival di Torino, il workshop sul confronto tra il mondo degli Eventi e quella dei Congressi. Al centro, idea creativa e comunicazione, punti di convergenza tra le due tipologie. E per la Consulta degli Eventi si comincia a parlare di apertura a nuove realtà di mercato.
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Seconda giornata del Bea Expo Festival al Palasport Olimpico di Torino. Il primo workshop in agenda ha affrontato il tema più che mai attuale del rapporto tra congressi ed eventi e dell’evoluzione della comunicazione verso forme di coinvolgimento e di spettacolarizzazione.

Sono intervenuti Fabio Verga, amministratore unico Partis; Manuela Micheli, direttore clienti ISP Communication; Diana Cora Tenderini, sales and matketing manager Firenze Convention Bureau. Il workshop è ruotato intorno alla realtà di due mondi, Congressi ed Eventi, che cominciano a convergere, o almeno a riconoscere caratteristiche comuni. Come ha commentato Verga, “la convention del passato era basata su un rapporto di tipo unidirezionale centrato sui contenuti, mentre nell’evento tutti gli elementi sono attivi a favore di un coinvolgimento dei partecipanti”.
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Ha sottolineato la distinzione tra le due realtà Micheli, che ha illustrato innanzitutto gli elementi caratterizzanti di un evento, a partire dal forte concept creativo e passando attraverso la progettualità, la scelta della location, la straordinarietà e l’unicità, finalizzati al profitto e alla memorabilità. Tutto questo per concludere che "Eventi e Congressi non sono, ad oggi, assimilabili, anche se la tendenza è quella del convergere delle due specificità".

Micheli_manuela.jpgCome rappresentante di un’agenzia membro della Consulta degli Eventi di AssoComunicazione, Micheli (nella foto a sinistra) ha aggiunto una considerazione di scenario: “Ci stiamo chiedendo se aprire le porte della Consulta anche a realtà diverse da quelle specificamente dedicate agli eventi, come le incentive house. Queste strutture, ad esempio, considerano l’incentive un evento e, in effetti, il confine è spesso labile. All’estero, come abbiamo avuto modo di verificare nel corso di un recente incontro con le Consulte europee, la realtà degli eventi è molto più vicina ad altre ad essa complementari o affini. In Italia siamo ancora indietro, ma la strada è quella della convergenza”.
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Tenderini, come rappresentante di uno dei più attivi convention bureau del territorio nazionale, ha portato la riflessione sulla spettacolarizzazione e sul contenuto. Se manca la spettacolarizzazione non c’è evento? E se si è in presenza di un contenuto didattico, allora non si può parlare di evento? Queste, in sintesi, le domande che Tenderini ha posto al pubblico, portando come case history la quinta edizione della mostra convegno ‘Terra Futura’ (le foto 2 e 3 si riferiscono al convegno) sul tema della sostenibilità. Attraverso Terra Futura, un evento a tutti gli effetti, la relatrice ha voluto dimostrare che anche nel settore convegnistico e congressuale “la comunicazione e l’idea sono le chiavi vincenti, gli elementi indispensabili e imprescindibili”.

Chiara Pozzoli