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Bea Expo Festival. La Meeting Architecture spiegata da Maarten Vanneste

Il presidente di Abbit Meeting Support ha dato preziosi spunti riguardo a una nuova disciplina che si sta affacciando sul mercato e che, entro il 2020, sarà tema di corsi e master universitari. Il focus si sposta sul contenuto di un evento che dovrà sempre più rappresentare un momento di scambio e di arricchimento tra il brand e l'audience verso una modalità di meeting 2.0.

“Voglio condividere con voi un sogno, una visione che auspico si possa realizzare per la nostra industria”. In questo modo, Maarten Vanneste, CMM, presidente di Abbit Meeting Support, ha aperto il workshop dedicato alla Meeting Architecture vista come strumento in grado di guidare e di misurare il Roi degli eventi.

Maarten_Vanneste.jpgLa Meeting Architecture è una disciplina che si sta affacciando sempre più chiaramente sul mercato e, secondo le previsioni di Vanneste (nella foto), nel 2020 sarà oggetto di corsi e di master universitari. “Solo in questo modo - ha detto il presidente di Abbit Meeting Support - il mercato avrà professionisti competenti nel loro settore, che riusciranno a creare valore intorno a un evento concentrandosi in particolar modo sul suo contenuto”. L’obiettivo ultimo di tutto il processo è quello di portare la disciplina dell’organizzazione di eventi al ‘next level’, il 2.0, concentrandosi non solo sulla spettacolarità, ma soprattutto sul suo contenuto.

Se, prima, si parlava esclusivamente di comunicazione di massa, di un modello top-down (dall’organizzatore alla platea, senza ritorno), adesso invece la relazione tra l’azienda fulcro di un evento e pubblico è molto più paritaria e il valore della relazione viene creato dal loro scambio di informazioni e di idee. “Considerando, poi, la natura delle nuove generazioni - ha proseguito Vanneste - immagino un'audience seduta attorno un tavolo intenta a discutere sull’argomento in oggetto e a cercare informazioni rispetto a al tema dell'incontro, navigando in tempo reale su internet e interagendo nelle più svariate maniere con l’interlocutore in un processo di arricchimento e di crescita continuo”.

Un meeting, una conferenza, un evento, dovranno evolversi verso il concetto di scambio e di acquisizione di informazioni sul brand, che poi potranno essere messe in pratica grazie agli atteggiamenti del pubblico, creando così un ‘business impact’, ovvero un ritorno sull’investimento.

“Ancora molte ricerche e molti libri devono essere scritti su questo argomento, che ha bisogno di importanti input da vari ambiti dell’industria, a partire dal marketing e per finire con la psicologia - ha concluso Maarten Vanneste -. Io sono aperto a nuove idee, per costruire insieme un nuovo percorso”.

Per ulteriori informazioni: www.meetingsupport.org.