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Chi perde e chi vince nel mercato degli eventi? Confronto tra agenzie e aziende al Bea Expo Festival
In uno scenario in continua evoluzione in cui sembra prevalere la dimensione ‘artigianale’ degli eventi a scapito di uno sviluppo più ‘industriale’, i protagonisti del settore identificano i requisiti richiesti alle agenzie. Multisettorialità, flessibilità, creatività, capacità di dialogo con le creatività aziendali interne e rispetto dei limiti di budget sono solo alcuni dei must che fanno la differenza oggi.
Come ogni anno, il Bea Expo Festival mette a confronto i principali player di settore, protagonisti di un rapporto agenzie di eventi/aziende in continua evoluzione.
Quest’anno il tema è stato ‘Il nuovo Big Bang degli eventi e il nuovo scenario competitivo'.
Tra crisi degli investimenti, fusioni fallite e acquisizioni malriuscite il mercato degli eventi è alla ricerca di nuovi equilibri.
Ha aperto le danze l’intervento di Francisi (Filmmaster Events): “La crisi ha avviato un processo di selezione naturale, chi ha fatto le scelte più strategiche si è salvato e ha saputo cavalcare le difficoltà. Noi, ad esempio, abbiamo cercato di affrontarla allargando il perimetro della nostra attività, sia da un punto di vista geografico (oltre a Dubai, sono state aperte sedi anche a Londra, Madrid e poi ci sarà Berlino, ndr) che contenutistico, con un’apertura al mondo dell’entertainment e non solo.
Quest’anno il tema è stato ‘Il nuovo Big Bang degli eventi e il nuovo scenario competitivo'.
Tra crisi degli investimenti, fusioni fallite e acquisizioni malriuscite il mercato degli eventi è alla ricerca di nuovi equilibri.
Chi perde e chi vince in questa fase?
C’è ancora spazio d’accesso per i giovani, e quali strumenti devono possedere per essere appetibili?
Alla tavola rotonda, moderata Salvatore Sagone, presidente ADC Group e responsabile della rivista e20, hanno partecipato:
- Andrea Francisi, Chief Operating Officeer Filmmaster Events
- Andrea de Micheli, amministratore delegato Egg Events
Alla tavola rotonda, moderata Salvatore Sagone, presidente ADC Group e responsabile della rivista e20, hanno partecipato:
- Andrea Francisi, Chief Operating Officeer Filmmaster Events
- Andrea de Micheli, amministratore delegato Egg Events
- Davide Verdesca, amministratore delegato Sinergie
- Alberto Cassone, Partner Alphaomega
- Davide Bertagnon, Head of MEC Access
- Maurizio Murciato, Client Service Director & Business Development Manager Piano B
- Luca Corsi, direttore eventi Vorwerk Folletto
- Davide Brunetti, Marketing Director Fox International Channels Italy
Come ha sottolineato Sagone, lo scenario di mercato è in continuo cambiamento e oggi sembra andare verso una via che non è ‘industriale’ come accade in altri comparti della comunicazione, ma si mantiene in qualche modo ‘artigianale’. Fallimentari sono stati molti tentativi di fusioni e accorpamenti, che hanno penalizzato tante agenzie una volta sulla cresta dell’onda.
- Alberto Cassone, Partner Alphaomega
- Davide Bertagnon, Head of MEC Access
- Maurizio Murciato, Client Service Director & Business Development Manager Piano B
- Luca Corsi, direttore eventi Vorwerk Folletto
- Davide Brunetti, Marketing Director Fox International Channels Italy
Come ha sottolineato Sagone, lo scenario di mercato è in continuo cambiamento e oggi sembra andare verso una via che non è ‘industriale’ come accade in altri comparti della comunicazione, ma si mantiene in qualche modo ‘artigianale’. Fallimentari sono stati molti tentativi di fusioni e accorpamenti, che hanno penalizzato tante agenzie una volta sulla cresta dell’onda.
Ma oggi cosa succede?
Chi vince e chi perde in questo mercato?
Chi e come ha saputo resistere alla crisi?
Come si affronta una situazione di alta competitività?
E come si inseriscono in questo quadro la ricerca di nuovi talenti, e le opportunità di lavoro per i più giovani?
Ha aperto le danze l’intervento di Francisi (Filmmaster Events): “La crisi ha avviato un processo di selezione naturale, chi ha fatto le scelte più strategiche si è salvato e ha saputo cavalcare le difficoltà. Noi, ad esempio, abbiamo cercato di affrontarla allargando il perimetro della nostra attività, sia da un punto di vista geografico (oltre a Dubai, sono state aperte sedi anche a Londra, Madrid e poi ci sarà Berlino, ndr) che contenutistico, con un’apertura al mondo dell’entertainment e non solo.
Così’ come evidenziato dal Monitor degli Eventi presentato in questa sede, i clienti chiedono alle agenzie di avere sempre più competenze e di essere multisettoriali. Noi stiamo perseguendo questo obiettivo. E siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti, ma il mercato lo deve permettere. Ai giovani bisogna dare il tempo di crescere, formarsi, anche di sbagliare, E spesso, purtroppo non ci sono i margini”.
Sul tema del superamento della crisi Alberto Cassone (Alphaomega), sottolinea come le scelte strategiche in questi anni siano state determinanti per la sopravvivenza e lo sviluppo delle agenzie: “Chi ha voluto ingrandirsi o accorparsi è stato penalizzato nella maggior dei casi. Poi c’è da considerare che le aziende spesso non si riconoscono la creatività e i costi che un’agenzia deve affrontare per offrire servizi eccellenti, tutti inneggiano allo sconto e al risparmio. Anche noi stiamo puntando molto sui mercati esteri con una sede ad Abu Dhabi.
Sul tema del superamento della crisi Alberto Cassone (Alphaomega), sottolinea come le scelte strategiche in questi anni siano state determinanti per la sopravvivenza e lo sviluppo delle agenzie: “Chi ha voluto ingrandirsi o accorparsi è stato penalizzato nella maggior dei casi. Poi c’è da considerare che le aziende spesso non si riconoscono la creatività e i costi che un’agenzia deve affrontare per offrire servizi eccellenti, tutti inneggiano allo sconto e al risparmio. Anche noi stiamo puntando molto sui mercati esteri con una sede ad Abu Dhabi.
Credo forse che le agenzie debbano sapersi ‘vendere meglio’, ovvero far percepire con più insistenza quanto il nostro lavoro sia difficile e richieda competenze altamente qualificate. Per quanto riguarda i giovani, noi offriamo tanta possibilità di gavetta e formazione, anche se, ovviamente, oggi la situazione è molto diversa da quando io mi sono affacciato al mondo del lavoro”.
Lo definisce un anno di straordinario sviluppo quello appena trascorso Andrea De Micheli (Egg Events): “Non abbiamo sentito la crisi e siamo cresciuti grazie soprattutto a talenti con nuove competenze che ci hanno permesso di ampliare alcune aree di servizio, come, ad esempio, quella logistica, che oggi per molte aziende rappresenta un importante punto d’attacco. La nostra forza è essere un gruppo articolato e diversificato (una decina di società in tutto il mondo, ndr), che risponde, come evidenzia il Monitor degli Eventi, alla richiesta delle aziende di ‘esperienza in più settori della comunicazione’ (secondo il 72% degli intervistati, ndr).
Lo definisce un anno di straordinario sviluppo quello appena trascorso Andrea De Micheli (Egg Events): “Non abbiamo sentito la crisi e siamo cresciuti grazie soprattutto a talenti con nuove competenze che ci hanno permesso di ampliare alcune aree di servizio, come, ad esempio, quella logistica, che oggi per molte aziende rappresenta un importante punto d’attacco. La nostra forza è essere un gruppo articolato e diversificato (una decina di società in tutto il mondo, ndr), che risponde, come evidenzia il Monitor degli Eventi, alla richiesta delle aziende di ‘esperienza in più settori della comunicazione’ (secondo il 72% degli intervistati, ndr).
Opportunità per i giovani? Credo che l’approccio vada cambiato alle radici. Noi agenzie dipendiamo dal mercato e dal sistema nazionale, il quale deve capire che nei giovani bisogna investire denaro e tempo. Secondo una statistica sui registi italiani che hanno vinto un Oscar, l’età media è intorno ai 40 anni. Quindi, per portare un talento al suo picco di bisogna seguirlo nel tempo, deve avere la possibilità di crescere. I clienti dovrebbero investire di più nelle agenzie per permettere loro di crescere i talenti”.
Anche Davide Verdesca (Sinergie), punta molto sulla caratura dello staff. “Le persone fanno l’agenzia e ne accrescono la reputation. Per questo si innesca un sistema di selezione naturale che permette di avere a disposizione, nel tempo, la miglior squadra possibile. Il nostro punto di forza per affrontare e cavalcare la crisi? Aver costruito, negli anni, un’agenzia agile e snella, oltre che talentuosa. Non sono mai stato a favore delle fusioni. Ancora in tempi non sospetti polemizzavo sulle macro aggregazioni, perché non è solo sommando i numeri che fai la differenza, anzi. Invece, sono a favore della cooperazione tra agenzie: noi, ad esempio, facciamo parte di 27Names, network internazionale che raduna le eccellenze di ogni Paese”.
Sui giovani, invece, Verdesca accenna a un futuro progetto. “Crediamo molto nei giovani, che affianchiamo sempre ai nostri senior perché imparino il più possibile e non vengano mandati allo sbaraglio. Ora stiamo cercando di realizzare un progetto insieme allo IED, ma i dettagli sono ancora da definire”.
Un esempio perfetto del modello di agenzia che ha saputo distinguersi nella struttura e nell’offerta è Piano B, ‘bottega’ dalla forte componente creativa, definita da Murciato ‘il pirata della comunicazione’.
Anche Davide Verdesca (Sinergie), punta molto sulla caratura dello staff. “Le persone fanno l’agenzia e ne accrescono la reputation. Per questo si innesca un sistema di selezione naturale che permette di avere a disposizione, nel tempo, la miglior squadra possibile. Il nostro punto di forza per affrontare e cavalcare la crisi? Aver costruito, negli anni, un’agenzia agile e snella, oltre che talentuosa. Non sono mai stato a favore delle fusioni. Ancora in tempi non sospetti polemizzavo sulle macro aggregazioni, perché non è solo sommando i numeri che fai la differenza, anzi. Invece, sono a favore della cooperazione tra agenzie: noi, ad esempio, facciamo parte di 27Names, network internazionale che raduna le eccellenze di ogni Paese”.
Sui giovani, invece, Verdesca accenna a un futuro progetto. “Crediamo molto nei giovani, che affianchiamo sempre ai nostri senior perché imparino il più possibile e non vengano mandati allo sbaraglio. Ora stiamo cercando di realizzare un progetto insieme allo IED, ma i dettagli sono ancora da definire”.
Un esempio perfetto del modello di agenzia che ha saputo distinguersi nella struttura e nell’offerta è Piano B, ‘bottega’ dalla forte componente creativa, definita da Murciato ‘il pirata della comunicazione’.
“Oggi il mercato è abbastanza saturo, e ciò comporta guerre ai prezzi e fallimenti. Come si risponde? Diversificando l’offerta e ponendosi come figura di ‘rottura’ per cambiare le regole. Il segreto? Anticipare i trend e darsi un posizionamento rispettando e valorizzando la propria anima. Noi ad esempio, siamo diventati ‘editori’ di noi stessi, esportando format e agendo da vero e proprio ‘media’. Infatti, siamo l’agenzia più seguita sui social. Lavoriamo da professionisti ma ragioniamo come una start up per mantenerci sempre freschi e innovativi. I giovani? I nostri ufficio sono ragionati nell’ottica del coworking. Spesso quando selezioniamo talenti poi non li lasciamo a casa ma li inseriamo nel nostro network di collaboratori”.
Dopo le agenzie hanno preso la parola le aziende, rappresentate da Folletto e Fox International Channels Italy.
“Dite che le aziende oggi puntano al risparmio e all’ottimizzazione del budget – afferma Luca Corsi (Vorwerck Folletto). Sinceramente, faccio questo lavoro da 22 anni e la problematica è sempre la stessa da allora. E’ sempre stato così, si vuole il massimo al miglior prezzo possibile. Quello su cui invece ragionerei è l’importanza di far tornare l’evento elemento di comunicazione centrale per le aziende. Forse – e lo dico con un po’ di rammarico -, il settore degli eventi non è ancora riuscito a farsi attribuire il giusto valore".
Dopo le agenzie hanno preso la parola le aziende, rappresentate da Folletto e Fox International Channels Italy.
“Dite che le aziende oggi puntano al risparmio e all’ottimizzazione del budget – afferma Luca Corsi (Vorwerck Folletto). Sinceramente, faccio questo lavoro da 22 anni e la problematica è sempre la stessa da allora. E’ sempre stato così, si vuole il massimo al miglior prezzo possibile. Quello su cui invece ragionerei è l’importanza di far tornare l’evento elemento di comunicazione centrale per le aziende. Forse – e lo dico con un po’ di rammarico -, il settore degli eventi non è ancora riuscito a farsi attribuire il giusto valore".
"Anche le aziende hanno le loro colpe perché spesso non si rendono conto di quanta complessità organizzativa vi sia alle spalle di ogni evento realizzato. Chi ha vinto e chi perso? Io credo che – ampliando il discorso – vinca sempre il mercato. Per cui gli eventi devono ‘spingere’ per rimarcare il proprio fondamentale ruolo strategico”.
Ha chiuso la tavola rotonda l’intervento di Davide Brunetti (Fox International Channels Italy). Cosa chiediamo a un’agenzia? Il saper creare un dialogo con i nostri creativi interni e la serietà di saper prevedere con accuratezza i costi, senza lievitazioni improvvise di budget. Come realtà abbiamo un mercato particolare, perché abbiamo tre clienti principali: la piattaforma Sky, i clienti pubblicitari e i consumatori. Per noi, ad esempio, gli upfront, ovvero gli eventi di presentazione dei palinsesti, sono momenti chiave per incoraggiare la piattaforma, stimolare gli investitori e coinvolgere il pubblico. Investiamo negli eventi circa il 25% del budget di comunicazione, anche perché poi vi sono i lanci di canali, dei nuovi programmi specifici eccetera.
Ha chiuso la tavola rotonda l’intervento di Davide Brunetti (Fox International Channels Italy). Cosa chiediamo a un’agenzia? Il saper creare un dialogo con i nostri creativi interni e la serietà di saper prevedere con accuratezza i costi, senza lievitazioni improvvise di budget. Come realtà abbiamo un mercato particolare, perché abbiamo tre clienti principali: la piattaforma Sky, i clienti pubblicitari e i consumatori. Per noi, ad esempio, gli upfront, ovvero gli eventi di presentazione dei palinsesti, sono momenti chiave per incoraggiare la piattaforma, stimolare gli investitori e coinvolgere il pubblico. Investiamo negli eventi circa il 25% del budget di comunicazione, anche perché poi vi sono i lanci di canali, dei nuovi programmi specifici eccetera.
"Come lavoriamo e con quali agenzie? Non guardiamo la dimensione delle strutture ma la possibilità di creare un rapporto di fiducia, per avere una base di fornitori e partner che ci conoscano nel profondo e capiscano le nostre esigenze al volo”.
Serena Roberti


