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Cineshow, Soria: c'è un ritorno agli investimenti nel mondo cinematografico

Al via al Ligotto di Torino la prima edizione della fiera dedicata al cinema alla televisione e al multimedia: oltre 1600 i visitatori tra cui moltissimi i giovani e professionisti.
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Martedì 18 al Lingotto di Torino si è aperta la prima edizione di CineShow, il salone dedicato all’industria cinematografica, alla televisione e al multimedia in programma fino al 20 novembre.

Dopo il taglio del nastro ha preso il via la tavola rotonda dal titolo Cinema tra cultura e imprenditoria alla presenza di Fiorenzo Alfieri, Assessore alla cultura della città di Torino, Nino Leanza, presidente di Conference Service, Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino, Davide Bracco, direttore Film Commission Torino Piemonte, Ugo Gregoretti, regista, Davide Rossi, presidente di Univideo, Giuliano Soria, presidente premio Grinzane Cavour e Ladis Zanini, produttore esecutivo e Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema (nella foto in alto da sinistra Bracco, Alfieri, Barbera e Zanini).

Giuliano Soria ha sottolineato come CineShow manifesti il ritorno agli investimenti del passato nel mondo cinematografico. Investimenti che portano a un rilancio dell’intero comparto e di tutte le figure professionali che gravitano attorno ad esso.
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Parallelamente all’intenso programma di CineShow ha avuto inizio oggi la sesta edizione delle Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo, che ha visto la partecipazione di numerose presenze estere. Momento clou della giornata, il convegno promosso da Somedia - la Repubblica 'Cinema e brand si integrano' che ha fatto il punto sull’evoluzione del product placement oggi in Italia.

A quattro anni dall’entrata in vigore della nuova legge sul cinema, oggi sono state presentate diverse ricerche di mercato sullo status quo del product placement in Italia e all’estero. Risultati positivi e prospettive ancora più rosee non solo per il mercato cinematografico ma soprattutto per le aziende che investono nel grande schermo. In particolare, da un’analisi effettuata da Luna Media Lab (Libera Università delle Arti di Bologna), emerge che il 27,2% degli spettatori italiani acquisterebbe un prodotto visto all’interno di una pellicola..
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“Perché un’azienda dovrebbe spendere per avere i suoi prodotti all’interno di un film? - si è chiesto il responsabile delle relazioni esterne dell’Associazione dei Produttori Italia Sandro Silvestri - Quando un’azienda interviene nel processo creativo, collaborando alle sceneggiature e nella fase di promozione o adottando strategie di co marketing, i risultati possono superare le aspettative”.

“Non so quanto abbia pagato Perugina per Lezioni di Cioccolato, ma in media il product placement copre i costi di realizzazione di un film per il 5-10% (nelle piccole produzioni si può toccare quota 35-40%) - continua Silvestri: se si considerano le recenti normative sul Tax Credit (agevolazioni fiscali per i privati che investono nel cinema italiano) e il fatto che la pirateria rappresenta un fenomeno negativo per i produttori ma positivo per gli sponsor, non esagera chi afferma che dà più il cinema alle aziende che viceversa”.

"Alcuni prodotti sono perfettamente integrati nel racconto – dice Luca Lucini, il regista di Tre Metri Sopra il Cielo, Amore Bugie e Calcetto e L’Uomo Perfetto – ed è più semplice metterli in evidenza piuttosto che nasconderli".

Reduce dalla più grande operazione di product placement mai realizzata fino ad oggi, anche il direttore generale di Costa Crociere Gianni Onorato parla di risultati importanti: “Quattro milioni e 300 mila spettatori hanno visto Natale in Crociera in meno di due mesi, e se la nostra brand awareness è cresciuta dell’8%, le stime per il futuro sono ancora più alte”.

Dello stesso parere i dirigenti di Alfa Romeo (che con il progetto www.alfabet.com, legato alla sua Mito si sta rivelando il lovemark del 2008) e Layla Pavone, responsabile IAB Italia che, per il futuro, vede il cinema legato a doppio filo con il web e, in particolare, con i social network.

Si è tenuto nel pomeriggio, invece, l’incontro 'Movie&co: il futuro dell’advertising. Nuove idee incontrano le aziende' durante il quale è stata messa in evidenza la necessità di creare un dialogo tra cinema e aziende, pur tra linguaggi ed esigenze diverse.