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Come coinvolgere un ascoltatore sempre altrove? Il dibattito all'evento di BFLUID – Gruppo Omnicom

Social media, smartphone, terzi schermi... Beppe Severgnini, Linus, Alessandro Rimassa e Jacopo Boschini hanno accolto l’invito di BFLUID – Gruppo Omnicom e MilanoAD per raccontare quattro modi diversi di ascoltare il presente e di cogliere l'attenzione di un pubblico sempre connesso e coinvolto su differenti canali.
Un evento dal taglio vivace e informale quello che BFLUID – Gruppo Omnicom e MilanoAD hanno dedicato a clienti e opinion leader del settore lo scorso 22 ottobre nella location di Via Tortona 37, dove quattro protagonisti della comunicazione, dalla radio al teatro, dal giornalismo alla formazione, hanno dato vita a un confronto ricco di stimoli e punti di vista.

In una società in cui le persone vivono in uno stato di connessione permanente e i mezzi di comunicazione sono sempre più mezzi di distrazione dal presente, dall’ora e adesso, dal contatto inteso come momento significativo e rilevante, come coinvolgere un ascoltatore che è sempre altrove

Partendo da questa riflessione, Jacopo Boschini ha dato il via all’evento alternando con grande armonia domande, metafore, storie di vita personale e professionale vissute dai protagonisti.

Alessandro Rimassa (FOTO 1), che definisce la comunicazione come un cocktail in continuaevoluzione, si sofferma su come l’ascolto continuo, la fiducia e l’empatia siano le parole chiave per comunicare oggi e prosegue l’analisi sul tema della tecnologia che modifica la relazione. L’esperienza delle social street come fenomeno del saper ascoltare e l’analisi sull’insegnamento che diventa progetto condiviso sono gli esempi di come l’ascoltatore viene coinvolto e diventa partecipante attivo della storia e della relazione. La vera svolta per Rimassa? Saper attivare comportamenti e non semplicemente veicolare messaggi.

Come si fa ad essere in sintonia con gli ascoltatori da oltre 20 anni? Linus  (FOTO 2) racconta le diverse tipologie di ascoltatori della radio e come si è sviluppata la relazione con loro nel corso degli anni. In particolare, si sofferma sull’utilizzo dei social media, spiega la differenza tra ascoltatore e follower e provoca entusiasmo nel pubblico motivando la sua scelta di aprire un blog e non un profilo twitter, in controtendenza rispetto al comune pensiero e all’agire di oggi. L’importanza di saper scegliere cosa ascoltare e, soprattutto oggi, cosa non ascoltare: un modo provocatorio per ribadire, in fondo, la centralità di un ascolto attivo, la capacità di distinguere e dare valore.

Beppe Severgnini (FOTO 3) inquadra con grande ironia, ricchezza di aneddoti e riflessioni l’essere giornalisti oggi, il suo rapporto con i social e come utilizzarli senza subirli. Il giornalista racconta l’arte dell’ascolto e le sue infinite sfumature: dall’ascolto professionale all’ascolto in famiglia, dall’ascolto dei figli a quello delle interviste, da quello della scuola a quello delle tribù sociali. Tanti ascolti differenti accomunati dal fatto che dietro ogni comunicazione c’è sempre una persona che chiede attenzione. Per questo ci vuole empatia: tutti ne parlano, ma pochi sanno ottenerla. 
E’ possibile un ascolto attento e preciso in un’epoca dominata dalla velocità e dall’abbondanza di messaggi? Per Severgnini il segreto è usare i mezzi di comunicazione con controllo e parsimonia, senza negarli, ma senza farsi travolgere: invece di una scelta di assenza, meglio le risposte mirate. 

Jacopo Boschini chiude descrivendo il duplice ruolo dell’attore, che mette in scena un mondo di finzione che però si modifica e si realizza compiutamente grazie un’attenta attività di ascolto reale e continuo del pubblico. Dal teatro alle relazioni quotidiane, creare empatia significa sintonizzarsi sull’altro, superare la razionalità, parlare il linguaggio delle emozioni. 
L’Ascolto Profondo di sé e degli altri passa attraverso una comunicazione multicanale e multisensoriale, in cui accanto alla parola trovano posto il silenzio, il gesto, la presenza; bisogna saper creare percorsi di attenzione alla persona, che possano trasferire calore e vicinanza a chi si sente ascoltato davvero, cioè accolto.