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Declassamento alberghiero, uno spettro da scongiurare

Il Codice etico di Farmindustria, nella parte in cui preclude l’utilizzo di alberghi superiori alle quattro stelle, rischia oggi di abbattersi duramente sull’hotellerie italiana, che come ogni altro comparto risente della crisi. Federcongressi prende a cuore questo problema facendosi avanti con una proposta.

Si ripropone un annoso problema per l’industria alberghiera, relativo al turismo d’affari e ai rapporti con la clientela corporate. È alto infatti il numero degli hotel di classificazione superiore a quattro stelle cui è precluso il business degli eventi medico-scientifici sponsorizzati dalle aziende farmaceutiche: esse infatti, in ottemperanza al Codice deontologico di Farmindustria, non possono utilizzare alberghi superiori a quattro stelle per ospitare operatori sanitari italiani invitati a convegni e congressi.
A ciò si aggiungono i numerosi uffici acquisti di importanti società che, nell’ottica di un contenimento dei costi, escludono a priori l’approvvigionamento di servizi di housing da strutture superiori alle quattro stelle.
Per far fronte a questo stato di cose, la sola prospettiva sembra quella di un declassamento degli esercizi alberghieri, a garanzia della continuità del periodo di attività e a salvaguardia dei posti di lavoro. In diversi casi, l’alternativa obbligata è la chiusura stagionale, cui molti dei più prestigiosi alberghi del nostro Paese sono desueti.

Zona_Paolo.JPG"Non voglio suscitare allarmismi - spiega Paolo Zona, presidente Federcongressi, ma solo prendere atto di una realtà che è conseguenza diretta e inevitabile di anni di staticità. Come pochi giorni or sono ho sottolineato in una lettera al neo-rieletto Presidente di Farmindustria Sergio Dompé, col quale mi rallegro di tutto cuore per la riconferma, il delicato momento socio-economico impone agli operatori del mondo sanitario italiano la necessità di affrontare, in termini interdisciplinari, temi cruciali e ineludibili. Uno di essi è senza dubbio il sistema Ecm (Educazione continua in medicina, ndr), il cui ufficioso 'new deal', dopo una sperimentazione troppo prolungata, potrebbe, se confermato, aprire finalmente una fase di chiarezza a beneficio di tutti: organizzatori, albergatori, utenti. Un altro tema è quello della classificazione alberghiera – in Italia tuttora attribuita con criteri disomogenei – alla quale il Codice di Farmindustria oppone una norma che, sorta in altri tempi e per motivi peraltro eticamente condivisibili, ne compromette oggi la stessa funzione di tutela e salvaguardia degli standard. È un problema reale da affrontare e risolvere tutti insieme: il declassamento – allo stato attuale l’unica forma di difesa per gli alberghi di lusso in difficoltà – è uno spettro da scongiurare con tutte le forze, perché depaupererebbe drammaticamente la nostra hotellerie soprattutto di fronte al pubblico straniero. Federcongressi ha una proposta in merito: sostituire questa norma del Codice con un’altra che ponga alle aziende un vincolo non di stelle bensì di spesa. Ciò raggiungerebbe lo stesso obiettivo della normativa attuale, cioè impedirebbe alle aziende farmaceutiche di ospitare medici in strutture dal costo ritenuto eccessivo, ma coglierebbe questo scopo con un criterio più adeguato all’odierna realtà operativa e attraverso un “paletto” più aderente a un panorama alberghiero assai poco uniforme e non sempre attendibile nelle classificazioni".

"Tengo a precisare . conclude Zona, - che questa è solo una proposta. Federcongressi ribadisce la propria totale disponibilità ad aggiornare con Farmindustria questo e altri punti di vista e prospettive, prima che schemi interpretativi non sufficientemente adeguati e condivisi producano irrigidimenti deleteri per l’intero nostro settore".