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EuBea Festival - I bandi di gara europei: vantaggi e svantaggi spiegati da Benoit Conti
Sono numerosi i bandi di gara pubblicati dall’UE per le sue varie realtà, per i quali però non valgono le regole ‘standard’ che si usa applicare partecipando alle gare. Un esempio: prezzi contrattuali, niente negoziazione.
“Ogni giorno le istituzioni europee pubblicano su internet
numerosi bandi di gara per la fornitura di servizi legati agli eventi. Forse
fra questi ci potrebbero essere dei contratti per voi”.
Le tipologie di eventi richieste nei bandi di gara sono, come è immaginabile, alquanto istituzionali: conferenze, seminari, congressi. “Forse sono meno divertenti rispetto a quelli a cui voi siete abituati – continua Conti -, meno ‘wow’, ma si tratta di lavori che siete capacissimi di fare”.
Conti ha poi evidenziato i motivi per cui potrebbe essere interessante per un’agenzia avvicinarsi alle gare dell’UE, primo fra tutti il fatto che si tratta di denaro pubblico.
Last but not least, l’avere lavorato per le istituzioni europee costituisce un’ottima referenza per incarichi futuri per altri clienti.
Allo stesso tempo, però, se si vuole lavorare per l’UE, è necessario rinunciare ad alcune convinzioni che di solito valgono per guadagnarsi gli incarichi per tutte le altre tipologie di clienti.
Dal canto loro, le istituzioni richiedono alle agenzie diverse caratteristiche, prima fra tutte l’essere adatti a svolgere il lavoro che viene offerto. “Tutti possono partecipare alle gare - continua Conti -, ma non fate mai finta di sapere fare qualcosa per cui non avete le competenze. Piuttosto affidatevi a partner esterni”.
Un altro aspetto importante è avere una gestione efficace, che si traduce anche nel rispetto della sostenibilità. Fondamentale, poi è la conoscenza delle politiche europee e delle sue istituzioni, così come la conoscenza delle lingue europee, prime fra tutte l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo. “Ciò non significa, però, che non si possa candidarsi nella propria lingua”.
Così Benoit Conti, manager
Euro Tasc Consulting, ha iniziato il proprio intervento ‘European Institutional
Tenders: What’s in it for european event agencies?’ durante l’EuBea Festival.
Le tipologie di eventi richieste nei bandi di gara sono, come è immaginabile, alquanto istituzionali: conferenze, seminari, congressi. “Forse sono meno divertenti rispetto a quelli a cui voi siete abituati – continua Conti -, meno ‘wow’, ma si tratta di lavori che siete capacissimi di fare”.
Conti ha poi evidenziato i motivi per cui potrebbe essere interessante per un’agenzia avvicinarsi alle gare dell’UE, primo fra tutti il fatto che si tratta di denaro pubblico.
“Inoltre, i prezzi sono contrattuali – ha
specificato -. Ciò significa che non esiste possibilità di rinegoziazione: quello che è scritto dovrà essere pagato per
tutta la durata del contratto, che di solito sono di durata pluriennale”.
Last but not least, l’avere lavorato per le istituzioni europee costituisce un’ottima referenza per incarichi futuri per altri clienti.
Allo stesso tempo, però, se si vuole lavorare per l’UE, è necessario rinunciare ad alcune convinzioni che di solito valgono per guadagnarsi gli incarichi per tutte le altre tipologie di clienti.
“Presentare
live – continua Conti -: non è possibile: tutto viene inviato per email.
Rompere il brief del cliente: sognatevelo, attenetevi esattamente a quello che
viene richiesto. Un good business è un fast business: no, per l’Ue i tempi sono
dilatati. Un buon affare si decide davanti a un buon pasto? No, mai contattare
un funzionario europeo durante il periodo di gara. E poi, come abbiamo detto,
il budget non viene rinegoziato”.
Dal canto loro, le istituzioni richiedono alle agenzie diverse caratteristiche, prima fra tutte l’essere adatti a svolgere il lavoro che viene offerto. “Tutti possono partecipare alle gare - continua Conti -, ma non fate mai finta di sapere fare qualcosa per cui non avete le competenze. Piuttosto affidatevi a partner esterni”.
Un altro aspetto importante è avere una gestione efficace, che si traduce anche nel rispetto della sostenibilità. Fondamentale, poi è la conoscenza delle politiche europee e delle sue istituzioni, così come la conoscenza delle lingue europee, prime fra tutte l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo. “Ciò non significa, però, che non si possa candidarsi nella propria lingua”.
Ilaria Myr


