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Expo 2015, una comunicazione all'insegna dell'interazione. Parola di Alessandra Albretti al Bea Expo Festival
Tre le fasi dell'ampia strategia di comunicazione di Expo che, come ha spiegato Alessandra Albretti, responsabile media management & communication projects Expo 2015, fa della condivisione e della partecipazione il suo asset centrale.
Oltre a essere la prima Expo digitale, quella di Milano sarà la prima interamente 'social'. A sottolinearlo è Alessandra Albretti, responsabile media management & communication projects Expo 2015, che ha focalizzato il proprio intervento al Bea Expo Festival sull'impianto di comunicazione piainficato per l'Expo.
“Sarà una comunicazione tutta partecipativa, che sfrutterà molto i canali social e digitali – ha spiegato -. L'invito non sarà più 'vieni a vedere', ma 'vieni a interagire'”.
Tre le fasi principali di questo lungo processo di comunicazione, che coinvolge oltre 400 realtà, fra paesi, istituzioni, partner, ecc...
“Una prima fase, durata da gennaio a ottobre di quest'anno, si è concentrata sul creare awareness – continua Albretti -. In questa fase sono stati utilizzati molto i social media, gli eventi, i volontari e i partner”.
Da novembre inizia la fase successiva volta a incuriosire, e incentrata su advertising classico, oltre che ancora sui social, mentre da gennaio a ottobre l'obiettivo sarà coinvolgere i potenziali visitatori.
Interessante è poi guardare nel dettaglio come è composto il media mix: il 66% è destinato alla stampa, quotidiana e periodica; il 22% al web, per coinvolgere i giovani e gli adulti attraverso il sito web Expo 2015 e le reti sociali, in particolare adatto al pubblico internazionale; il 9% va alla Tv, per raggiungere l'awareness e stimolare emozione e curiosità nel target famiglia; il 3% alla radio, per i target più dinamici e giovani.
Molto importanti si rivelano anche le collaborazioni avviate dagli organizzatori di Expo con diversi media (Radio Deejay ad esempio), altre aziende (Ferrovie dello Stato) ed enti (Anci).
Della strategia fanno parte anche i progetti sviluppati per i quattro target individuati:
- 'Women for Expo', per il pubblico delle donne;
- 'Children share', target bambini;
- 'Laboratorio Expo', per il mondo scienza;
- 'Progetto Cinema e Giovani', per il pubblico giovani.
Sul fronte internazionale, la strategia di comunicazione si concentra sui 10 Paesi indicati da Eurisko come quelli di maggiore affluenza, e cioè: Usa, Cina, Russia, Brasile, Giappone, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera.
Per concludere, un messaggio per le agenzie di eventi. “I giochi non sono ancora fatti, e l'Expo è di chi se la prende - conclude Albretti -. Noi non possiamo più accogliere progetti, ma possiamo svolgere il ruolo di facilitatori del rapporto fra agenzie e aziende. Quindi: fatevi avanti, fate scouting. C'è ancora spazio per voi”.
Ilaria Myr






