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Federcongressi&eventi, elogio del rischio. Riflessioni da una Convention
L’invito è quello di osare, di sfidare l’innovazione, di mettere in campo un sano spirito imprenditoriale, competittivo e concorrenziale per non ‘perdere il treno’, ma anche, semplicemente, per non arrivare in ritardo. Perché, come si dice negli Stati Uniti d’America, se non sei fallito almeno una volta non sei nessuno. Traduzione: la capacità di rischiare è una qualità indispensabile per ciascun individuo.
Il messaggio, riassunto nello slogan ‘Stay hungry stay foolish’, arriva dalla quinta Convention Nazionale di Federcongressi&Eventi, a Torino (Centro Congressi Torino Incontra), il 15 e 16 marzo (vedi notizia correlata).
La sessione introduttiva del 15 marzo ha offerto diversi spunti di riflessione. Il nocciolo sembra essere quello dello scollamento tra il mondo reale, che viaggia a una velocità altissima, e un mondo professionale e soprattutto istituzionale che spesso teme il nuovo e che ‘paga’ una eccessiva lentezza burocratica.
Bandita la parola ‘crisi’ da un vocabolario che rischia di tradursi in autocommiserazione, l’associazione italiana degli operatori della meeting industry esorta ed esalta la sfida.
La fotografia dell’Italia imprenditoriale arriva da Alessandro Amadori (nella foto), direttore Coesis Research. Secondo una recente indagine, gli italiani si dividono in tre macro gruppi, quantitativamente omogenei ma geograficamente distribuiti a macchia di leopardo in Italia: coloro che vogliono competere, coloro che invece hanno un atteggiamento pessimistico e, infine, coloro che ‘stanno alla finestra’. “I maggiori problemi - ha dichiarato Amadori - riguardano lda una parte l’accesso al credito, spesso dominato da un’eccessiva burocrazia e dall'altra una bassa cultura della comunicazione. Siamo ancora, per molti aspetti, un Paese feudale, in cui le informazioni arrivano tardi, o sono poco accessibili”.
E nell’epoca della cosiddetta ‘retificazione’, in cui tutti hanno accesso alle informazioni
attraverso il web, la logica del ‘mio e tuo’ non ha più senso. Non solo comunicazione fluida, dunque, ma anche e soprattutto flusso di informazioni. È necessario ribaltare il concetto secondo il quale tenere per sè determinate informazioni è sinonimo di potere. La community è ormai globale e comunica senza mediazioni, in real time. “Arrivano prima i tweet rispetto alle notizie delle agenzie di stampa - ha dichiarato il moderatore Andrea Pancani (nella foto a destra), vice direttore Tg La 7 - e per noi è davvero faticoso!”.
Sul tema, in particolare connesso al mondo congressuale e turistico, è intervenuto con forza il ventinovenne Luca Nicotra (nella foto), segretario Agorà Digitale, associazione per la libertà della rete e recentemente apparso sulla prima pagina dell’Herald Tribune come esempio di flessibilità professionale nella 'Italia dei precari' che reclama il posto fisso.
“È inutile parlare di innovazione se poi negli alberghi non c’è la rete wi-fi libera, se sui treni, nonostante le dichiarazioni, il wi-fi è altrettanto manchevole, se un privato non può accedere alle informazioni turistiche in piena libertà. Un esempio in cui mi è capitato di imbattermi recentemente è quello di un Parco Nazionale, a cavallo tra due Regioni, per il quale era stato avviato un progetto con il Cai di mappatura di tutti i percorsi. Ebbene, una delle due Regioni ha aderito, l’altra no, con il risultato che gli alberghi della prima erano overbooking, quelli della seconda vuoti. E allora, la mia esortazione alle Regioni e alle istituzioni è quella di liberare le informazioni e di renderle riutilizzabili dagli utenti. Aiutate le persone e le organizzazioni a decidere da sé un viaggio o un evento, a scegliere, se necessario, a quale professionista affidarsi. I siti istituzionali hanno fatto il proprio tempo, questa è l’epoca del web dei dati. Le persone, oggi, cercano le informazioni su Google”.
La conferma è arrivata da Cristina Scaletti, assessore alla Cultura, Commercio e Turismo della Regione Toscana, capofila del progetto Mice in Italia: “Secondo le nostre rilevazioni, il 90% delle persone sceglie la vacanza online, e il 60% la prenota sul web." Scaletti ha comunque difeso il sito istituzionale della Regione: "Ciò che mi conforta sono i numeri, ovvero gli accessi. Continuiamo a credere di dover offrire un sito web sempre aggiornato e ricco di informazioni”.
Chiara Pozzoli

