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Grande successo per il decimo congresso Icem
Mille partecipanti, prestigiosi relatori provenienti da tutto il mondo, importanti conclusioni scientifiche: la decima edizione della conferenza internazionale sulla mutagenesi ambientale ha davvero colpito nel segno.
Dal 20 al 25 agosto il Centro Congressi di Firenze ha ospitato la decima ICEM (International Conference on Environmental Mutagens), acquisita nel 2004 dal Firenze Convention Bureau e organizzata da OIC, socio del bureau medesimo. La ICEM è un evento internazionale che ogni quattro anni viene tenuto a rotazione in varie parti del mondo e che per la prima volta si è svolto in Italia. Il congresso è stato presieduto dal Prof. Silvio De Flora, Ordinario di Igiene generale e applicata presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Genova, mentre la Dott.ssa Eugenia Dogliotti, Dirigente di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, era la responsabile del programma scientifico.
Le presentazioni scientifiche del congresso – cui hanno assistito mille iscritti – hanno portato il contributo di quasi 3mila studiosi provenienti da 63 paesi, di cui 1.500 dall’Europa, 340 dal Nord-America, 350 dall’America Latina, 80 dall’Africa, 640 dall’Asia e 15 dall’Oceania. Sono stati discussi i concetti e le tecnologie più avanzate riguardanti i meccanismi di danno e riparazione del DNA, i progressi della genomica e post-genomica, gli effetti sull’ambiente, le conseguenze sulla salute umana, specie per quanto attiene i tumori ma anche altre patologie degenerative, i processi di invecchiamento e la prevenzione delle malattie associate con mutazione. «Oramai questa branca della medicina», commenta il Prof. De Flora, «beneficia di straordinarie acquisizioni tecnologiche che consentono livelli d’indagine avanzatissimi. Ora che tutto il genoma è stato decodificato si può parlare di “post-genomica”, ossia di indagini che vanno oltre il DNA».
«Dei dieci congressi che abbiamo tenuto sin qui», continua il Professore, «questo è stato senza dubbio il migliore, un caso di eccellenza. Basti pensare che le relazioni in plenaria sono state ben 14, con interventi di primo livello, quali quelli di Christopher Wild, direttore dell’agenzia OMS per la ricerca sul cancro, o di Carlo Croce, uno dei massimi scienziati italiani, da trent’anni negli Stati Uniti. E che un altro congresso internazionale del settore, in programma l’anno prossimo in Brasile, hanno deciso addirittura di dedicarlo al sottoscritto, in considerazione del mio contributo alla prevenzione dei tumori. Un onore grandissimo, che mi emoziona e persino un po’ mi imbarazza perché davvero inusuale, e che comunque attesta il clima di grande soddisfazione con cui sono stati accolti i risultati scientifici dell’assise di Firenze».
Il congresso si è svolto interamente all’interno della «cittadella congressuale», a conferma della valenza quantitativa e modulare delle sue strutture. Oltre alle sessioni plenarie, cinque salette per sottocommissioni sono state aperte tra il Palacongressi e il Palaffari, mentre la welcome reception si è tenuta nel parco antistante Villa Vittoria e la cena sociale – 600 commensali – si è svolta nella Fortezza da Basso».
Da ricordare infine che alla cerimonia di apertura ha presenziato Sua Altezza Reale Principessa Chulabhorn Mahidol, figlia del Re della Tailandia, presidentessa di un istituto di ricerca a Bangkok (il Chulabhorn Research Institute, da lei stessa fondato) dove vengono svolti studi soprattutto sull’inquinamento ambientale. La Principessa ha anche tenuto una relazione in plenaria.

