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Green Meeting sul palco a Catania
Il 26 novembre un convegno co-organizzato con MPI Italia ha consentito di “fare il punto” sull’eco-sostenibilità applicata alla meeting & incentive industry. Ne ha discusso un qualificato panel di relatori di fronte a oltre 70 persone.
Con una tavola rotonda ospitata dal Grand Hotel Excelsior di Catania, tenutasi il 26 novembre, co-organizzata con il Capitolo italiano di MPI (Meeting professionals international), Site Italy ha concretizzato una nuova tappa nel proprio percorso formativo, coordinato dalla President elect e VP education Annamaria Ruffini CMP. Il titolo del convegno era 'Green Meeting industry: convention bureau, organizzatori e fornitori per eventi environmentally friendly' e mirava a confrontare percorsi nuovi ed esperienze sul tema dell’eco-sostenibilità applicata agli eventi.
Con la moderazione di Stefano Ferri, ufficio stampa di Site Italy e media relation manager di MPI Italia, e l’introduzione della segretaria generale di Site Italy Doriana Briguglio, a questa tavola rotonda hanno partecipato la presidente Site Italy Margherita Ruggiero, il presidente MPI Italia Sergio Moscati, il direttore del Sardegna Convention Bureau Stefania Conti Vecchi, la collaboratrice dell’EtnaCoast Convention & Visitors Bureau Viviana Marano, il direttore della stessa struttura Gaetano Sciatà CMP e Maurizio Vaccaro dell’agriturismo Terralcantara.
Molti gli interventi degni di nota. Un’introduzione concettuale al tema è stata data dalla giovane Viviana Marano, la quale ha parlato sulla scorta di un powerpoint preparato da Maja de’ Simoni CMP, che all’ultimo momento non ha potuto intervenire. «Un meeting o un evento green - ha detto - racchiude caratteristiche che tengono conto di quegli elementi che salvaguardano e minimizzano l’impatto negativo sull’ambiente circostante. È dunque un ottimo strumento per mostrare la responsabilità sociale di chi lo organizza, perseguendo uno stile di vita sostenibile e scelte etiche: dal cibo per i partecipanti alla scelta dei fornitori. Gli eventi green sono good for business perché consentono un bel risparmio, good for Earth e anche good for host communities, perché consentono di coinvolgere i delegati in attività di volontariato, come il “tree planting” o la raccolta fondi per la costruzione di un centro sociale. Per intraprendere un discorso di più ampio respiro non è sufficiente prestare maggiore attenzione a spegnere la luce, chiudere i rubinetti e staccare l’aria condizionata. Sicuramente può essere un punto di partenza, ma quello che ci vuole è un vero e proprio cambio di direzione».
In che cosa consiste questo cambio di direzione? «Innanzitutto è necessario analizzare e modificare le procedure interne e sensibilizzare tutto lo staff. Ciò significa banalmente, per esempio, comunicare via e-mail, fare fotocopie fronte e retro, usare inchiostro vegetale e carta riciclata, riusare folder e buste ecc. Poi occorre scegliere hotel il più possibile vicini alla sede del convegno, educare i partecipanti all’utilizzo dei mezzi pubblici, prevedere shuttle bus per gruppi invece di mezzi individuali, e prediligere alberghi certificati o che comunque attuino programmi di sostenibilità ambientale. Poi occorre offrire agli ospiti un catering ecologico (con prodotti del territorio, meglio se di agricoltura biologica, e redazione di menu stagionali, e uso di materiali riutilizzabili quali contenitori in ceramica, bottiglie e bicchieri di vetro ecc.). Inoltre c’è da ridurre i prodotti stampati, riutilizzare tutti i materiali espositivi e segnaletici ed eliminare i “single served containers” (come le bustine di zucchero)».
Un caso concreto: la Sardegna
Stefania Conti Vecchi ha quindi illustrato il progetto Sardinian Green Meetings promosso dal Sardegna Convention Bureau a beneficio di tutti gli operatori locali. «Dal lato della domanda sono stati selezionati circa 2500 nominativi dal nostro database di contatti», ha raccontato, «che hanno prodotto un campione effettivo di 1272 intervistati, principalmente italiani (33%) ma anche tedeschi (17%), inglesi (10%), belgi (9%), Usa (7%) e di altre nazionalità. All’83% si dicono interessati agli aspetti ambientali legati all’organizzazione di un evento. Ma il quadro è composito: esiste una generale attenzione verso un’eventuale offerta di green meeting da parte del bureau; la domanda è centrata su eventi di durata media e medio lunga, gli hotel sono di gran lunga le location preferite ed esiste una discreta disponibilità a farsi carico di un sovrapprezzo (tra il 5 e il 10%) per far fronte ai costi di un’offerta di green meeting».
«Per l’offerta sono stati contattati 554 alberghi sardi a rappresentare il 70% del totale, con una redemption pari a 114 risposte. Solo un terzo degli intervistati si è detto informato sulle caratteristiche e sulle finalità del programma di certificazione Ecolabel. Una percentuale bassa, che segnala la necessità di insistere con le azioni di informazione e sensibilizzazione.
Quali le caratteristiche degli alberghi sardi? Ampia diffusione delle lampadine a risparmio energetico e degli infissi adeguatamente isolanti per quanto riguarda l’efficienza energetica; dell’uso dei riduttori di flusso nel caso del risparmio idrico o della raccolta differenziata per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Sono invece poco diffuse: l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili, la sostituzione dei prodotti monouso per l’igiene del corpo (in questo caso la normativo regionale pone un limite alla possibilità di innovazione) e l’implementazione di azioni di sensibilizzazione degli ospiti sulle tematiche ambientali. Importante: quasi il 90% degli intervistati ritengono che per far fronte ai costi supplementari per l’adeguamento delle strutture sia necessario fare affidamento su agevolazioni economiche».
«Infine, una fase di analisi è stata condotta su 3 strutture ricettive pilota facendo una verifica sul campo rispetto a tutti i requisiti (sia obbligatori che facoltativi) dell’Ecolabel sulle strutture ricettive. È stato da ultimo redatto un disciplinare con i requisiti di qualità ambientale da rispettare e la definizione dei tempi necessari al raggiungimento degli standard di qualità da parte dei soggetti aderenti al Marchio di Qualità erogato dal bureau».
Gaetano Sciatà CMP ha poi spiegato la mission dell’EtnaCoast Convention & Visitors’ bureau, che è la valorizzazione del comprensorio della costa etnea sul mercato esterno. «Tra i vantaggi per gli associati, convenzioni utili alla vendita (per esempio con voli low cost o autonoleggi), fam trip, partecipazione e fiere e workshop di settore, contatti con media e operatori, visibilità sul sito www.etnacoast.com. Per quel che riguarda l’approccio green, preferiamo non “inventare” nulla e ispirarci piuttosto a chi sta contribuendo allo stato dell’arte. Tra gli altri, il Cic sta stilando le cosiddette Apex (Accepted practices exchange) per proporre procedure comuni, definendo i green meeting standard. La nostra idea è stata quella di creare “pagelle” diversificate a seconda della tipologia dei soci, per valutare il grado di green efficiency di ogni azienda. I risultati attesi sono due: gratificare e premiare chi attua procedure green e fornire a tutti una lista cui ispirarsi per la propria Green growth».
Infine Maurizio Vaccaro ha illustrato l’offerta e l’approccio dell’agriturismo Terralcantara, che offre prodotti rigorosamente biologici.
La riunione è stata resa possibile dai seguenti sponsor: Grand Hotel Excelsior, Excursion Acireale, Azimut, Terralcantara, Villa La Limonaia, Promos.

