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Icca a Firenze, l'opinione di Patrick Delaney
L’amministratore delegato del Dmc irlandese Ovation Global, uno dei più importanti ospiti della recente assemblea Icca (International Congress and Convention Association), ha apprezzato il particolarissimo senso di 'community' che Firenze ha saputo suscitare nei partecipanti.
Con il doppio record di 982 partecipanti da 71 Paesi l’assemblea annuale di ICCA (International Congress & Convention Association, una delle principali organizzazioni mondiali di professionisti dell’industria degli eventi), tenutasi per la prima volta in Italia dal 7 all’11 novembre proprio a Firenze, è stata un grandioso successo per la filiera congressuale della città.
Fra gli ospiti, ne abbiamo selezionato e rintracciato uno molto particolare: Patrick M. Delaney, amministratore delegato del DMC irlandese Ovation Global, una vastissima esperienza internazionale, “occhio critico” intelligente e severo. Ecco il suo feedback: «La mia impressione è stata davvero positiva, come quella di tutti i delegati. Direi che, al di là dell’organizzazione molto buona, Firenze ha dato una bella risposta soprattutto da due punti di vista. In primis, in ragione delle dimensioni relativamente ridotte del suo centro storico, ci ha consentito di alloggiare in alberghi vicini e a walking distance dal centro congressi. È stato bello vedere i partecipanti giungere a Villa Vittoria ogni mattina a piccoli gruppi, insieme, in una sorta di corale passeggiata che ha trasferito il senso di una community unita e lieta. Inoltre, la partecipazione delle autorità cittadine ai massimi livelli, sindaco incluso, ha confermato quanto il turismo sia riconosciuto a livello locale (regione, provincia e municipalità) come importante fattore di sviluppo e ricchezza».
«Quanto al resto», conclude Delaney, «noto che, in generale, più delle strutture e delle infrastrutture, più ancora delle bellezze storiche e architettoniche, a rendere unica una destinazione sono il cibo e la gente. Ebbene, Firenze ha dato una bella prova in entrambi i fattori. I fiorentini hanno esibito un grande senso dell’ospitalità. E il cibo, che è sempre un mezzo per festeggiare, per comunicare e per mettere i delegati nelle migliori condizioni di forma e di spirito, è stato davvero straordinario».

