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Il presidente di Federcongressi Paolo Zona: "I talenti per affrontare la crisi"
"Di fronte a un dissesto economico di proporzioni mondiali, che svela come molti, non solo in Italia e nemmeno soltanto in Europa, abbiano accantonato negli anni i propri talenti per indulgere ad attività oggi svelatesi improduttive, abbiamo pensato di fornire ai nostri partecipanti un’opportunità unica: due giorni full time alla ricerca di metodi e pratiche per imparare a riconoscere le abilità proprie e altrui, valorizzandole". Appuntamento a Caserta giovedì prossimo.
A pochi giorni dall’inizio della terza Convention nazionale di Federcongressi, il Presidente Paolo Zona rilascia le seguenti dichiarazioni.
"Giovedì prossimo avrà inizio a Caserta la terza Convention di Federcongressi, un appuntamento che senza retorica si può definire storico per la meeting industry italiana. Da questa Convention, infatti, previa approvazione del nuovo statuto da parte dell’Assemblea straordinaria dei delegati, uscirà un’associazione in grado di unirci e rappresentarci tutti, direttamente e a pari livello: professionisti, imprese, location, agenzie di servizi e aziende clienti. È un traguardo che molti altri comparti hanno raggiunto prima di noi, e che anche noi finalmente cogliamo dopo trentacinque anni di preziosa – ma giocoforza non unitaria – esperienza pluriassociativa, culminata, nel decennio scorso, dapprima nel 'Patto' per l’Italia dei Congressi, e, in seguito, dopo un primo tentativo di federazione, nell’attuale Federcongressi".
"Sicuramente questa è una delle ragioni per cui la Convention gode quest’anno di un’attenzione giornalistica senza precedenti: abbiamo ricevuto decine di domande di accredito da parte della stampa – e quelle provenienti dai giornalisti di settore sono la minoranza malgrado tutte le testate specializzate siano presenti – mentre i principali periodici locali si stanno già attivando per assicurare la copertura più capillare. Ed è anche uno dei motivi per cui i colleghi operatori si sono iscritti numerosi nonostante che la location, la bellissima location (Caserta), risulti lontana dai luoghi di residenza e di lavoro della maggior parte di essi".
"Tuttavia, entrando nel merito, vedo un’altra ragione di questo successo: il tema prescelto per i seminari e i dibattiti. Ci occuperemo dei talenti, ossia di quel patrimonio impalpabile e decisivo che ognuno di noi possiede e che è chiamato a coltivare e a portare a frutto, pena il completo fallimento".
"Non è un caso che siamo giunti a questo tema proprio oggi, dopo il più buio periodo di crisi da sessant’anni a questa parte, del quale peraltro non si vede ancora la fine. Alla base c’è una constatazione che ognuno di noi dovrebbe fare propria: chi si ritrova senza lavoro, o con meno lavoro di quanto meriterebbe, è possibile che abbia anche sbagliato qualcosa. D’accordo che la congiuntura internazionale è negativa, d’accordo che la recessione ha dimensioni ciclopiche, tali da non poterci non coinvolgere tutti, ma non dimentichiamoci che la crisi esiste soprattutto per chi non ha saputo coltivare i propri talenti. Questa è la chiave di lettura su cui desidererei che si riflettesse".
"Di fronte pertanto a un dissesto economico di proporzioni mondiali, che svela come molti, moltissimi, non solo in Italia e nemmeno soltanto in Europa, abbiano accantonato negli anni i propri talenti per indulgere ad attività oggi svelatesi improduttive, abbiamo pensato di fornire ai nostri partecipanti un’opportunità davvero unica: due giorni full time alla ricerca di metodi e pratiche per imparare a riconoscere le abilità proprie e altrui, valorizzandole di conseguenza".
"Non possiamo fornire ricette particolari per “radiografare” e risolvere i problemi delle singole imprese, di loro natura peculiari e dunque diversissimi gli uni dagli altri. Riteniamo però che il tema dei talenti dia una sorta di regola generale valida per chiunque, anche per chi – e per fortuna non sono pochi – della crisi non risente che in minima parte. Non esiste infatti miglior prevenzione contro le recessioni presenti e future se non quella di riconoscere ed esaltare le qualità dei dipendenti e dei collaboratori, incoraggiandone l’espressione in un contesto di serenità e di meritocrazia".
"La nostra meeting industry, fatta di artigiani, di gente che “non mena il can per l’aia”, che ogni giorno fatica senza risparmiarsi, non è rimasta sorda a questo richiamo, e ha aderito alla Convention con numeri più che confortanti, anche in prospettiva dell’associazione di primo livello nella quale Federcongressi sta per trasformarsi e che attingerà le proprie risorse esclusivamente dalla volontà, dalla passione e, appunto, dai talenti che ciascuno di noi saprà e vorrà dedicarle".

