Mice
Inaugurata al Lingotto la XXI Fiera del Libro
Giovedì 8 maggio è stata inaugurata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la XXI edizione della Fiera Internazionale del Libro. Anche quest'anno al Lingotto di Torino, dal 18 al 22 maggio, il celebre stabilimento Fiat disegnato fra il 1915 e il 1922 da Giacomo Mattè Trucco diventa per l'occasione la più grande libreria d'Italia.
Uno sterminato scaffale nel quale il grande pubblico può fare scoperte sorprendenti, incontrare i titoli più belli e curiosi, i volumi introvabili e le ultime novità. Una vetrina dove gli editori piccoli e medi hanno la stessa visibilità dei big player e dove anche l’editoria locale può farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio.
Nel suo discorso di inaugurazione, Napolitano ha dichiarato: "Sono qui per testimoniare con animo sereno come questa Fiera, di anno in anno, onori e coltivi i valori della cultura. Il valore essenziale che la Fiera esprime non possono essere turbati e deviati da contese politiche, da intrusioni pretestuose. Non può certo essere assunta come pretesto la scelta del paese da invitare ogni anno come ospite d'onore. Lo si invita - così si è invitato a questa edizione Israele - per il patrimonio storico-culturale che rappresenta, per il suo apporto all'evoluzione della ricerca, dell'elaborazione culturale, dei linguaggi espressivi in molteplici ambiti e in una prospettiva comune. E lo si è fatto cogliendo la speciale occasione del 60° anniversario della fondazione dello Stato di Israele, deliberata dall'Assemblea delle Nazioni Unite. Non c'è dialogo se si muove dal rifiuto della legittimità dello Stato di Israele. Non bisogna più scegliere fra essere pro Israele o pro Palestina. Bisogna essere per la pace".
La Fiera è e sarà un vivace festival internazionale della cultura, un appuntamento irrinunciabile che richiama appassionati da tutta Italia. Quest'anno il tema della fiera è la bellezza. La bellezza salverà il mondo? La domanda che un personaggio dell’Idiota pone al principe Myskin, protagonista del romanzo di Dostoevskij implica una sfida: misurarsi con la Bellezza, riuscire a metabolizzarla significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale, il tentativo di raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione.

