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Incontro interassociativo promosso da Annamaria Ruffini: ecco quant'è emerso

Nel corso della tavola rotonda i presenti hanno elencato i problemi sui quali potrebbe convergere l’interesse di tutte le associazioni del comparto meeting da un lato e del comparto marcom dall’altro. Il secondo incontro è programmato in autunno.

Mercoledì 22 giugno, presso il Westin Palace di Milano, si è tenuto, promosso da Annamaria Ruffini, delegata di Federcongressi&eventi per i rapporti con le associazioni nazionali e internazionali, un importante incontro interassociativo che ha coinvolto le community della meeting industry da un lato e della Mar.Com dall’altro.

Vi hanno preso parte, oltre alla stessa Ruffini, Fulvio Bettini (consigliere direttivo GMIC Italia Chapter), Donatella Consolandi (vicepresidente Unicom), Andrea Cornelli (vicepresidente Assorel), Angelina Domina (immediate past president di MPI Italia Chapter), Federica Lucini (presidente ICCA Italian Committee), Graziella Pica (consigliere direttivo di Site Italy Chapter) e Daniela Serrati, delegata Italia in EFAPCO (la federazione europea della meeting industry).
Erano presenti anche gli opinion leader della stampa di settore: il direttore responsabile di P5 Luigi d’Urso, l’ufficio stampa di Federcongressi&eventi e di altre associazioni Stefano Ferri, il direttore editoriale di Ediman Marco Garavaglia, il direttore responsabile di Event Report Anna Mocchi e il direttore responsabile di e20 Salvatore Sagone.
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Nel corso della tavola rotonda i presenti hanno elencato i problemi sui quali potrebbe convergere l’interesse di tutte le associazioni del comparto meeting da un lato e del comparto marcom dall’altro.

Essi sono:
L’identità di categoria: la percezione sul “chi siamo” e “che cosa facciamo” all’esterno del mercato è difficile; mancano altresì un riconoscimento legale (con conseguente legge professionale) e una certificazione di filiera.
La comprensione dei meccanismi che inducono ad associarsi: spesso i professionisti di settore aderiscono a più associazioni; bisognerebbe capire quanti sono e perché lo fanno.
Il contratto di lavoro: ne manca uno nazionale e riconosciuto. Sarebbe auspicabile che ci fosse.
Una grammatica e un linguaggio comune: la community marcom, che pure si serve degli eventi come strumento di comunicazione a beneficio dei suoi clienti, adotta linguaggi e metodologie diversi da quelli della meeting & incentive industry. Queste differenze vanno superate.
• La fiscalità: le procedure da seguire e le leggi da rispettare sono numerosissime e a volte in contrasto fra di loro. Si auspica una semplificazione e una razionalizzazione complessiva.
Problemi di partecipazione: molti soci non sono attivi, pur pagando regolarmente la propria quota. Occorre coinvolgerli come gli altri.
La comunicazione esterna: E’ opportuno trovare modo di veicolare nella forma più chiara i contenuti delle nostre professioni, così da aumentarne la consapevolezza al di fuori dei nostri comparti.
Certificazione di qualità: EFAPCO ha condotto una serie di azioni a Bruxelles per svilupparne una, ma si è tutto arenato da tre anni.
La protezione delle idee: Occorre dare tutela legale ai progetti creativi, oggi alla mercè di clienti o fornitori senza scrupoli, i quali – complice una legge che non salvaguarda le idee – se ne appropriano impunemente. Unicom ha elaborato un progetto che fa rientrare l’operato dei nostri professionisti nella categoria della proprietà intellettuale. Site e Federcongressi &eventi stanno facendo lo stesso percorso
Il rimborso spese per le gare: L’auspicio comune è di giungere a una normativa o a una prassi che garantisca ai partecipanti alle gare almeno il rimborso delle spese sostenute, anche a fronte della non assegnazione dell’incarico (c’è un progetto di Assocomunicazione a riguardo). Assorel ha fatto notare che, in forza del proprio codice etico, i soci sono tenuti a non accettare l’invito in gara senza essere messi a conoscenza dell’elenco dei competitor e senza la promessa di una remunerazione.
Un messaggio chiaro alle istituzioni: Tutti questi intenti sono a valle di un rapporto costante con le istituzioni politiche. Mai come in questo caso l’unione fa la forza: occorre cioè che tutte le associazioni si uniscano per potenziare la propria voce.
L’internazionalizzazione: una necessità spontaneamente scaturita da un tavolo cui partecipano numerosi capitoli italiani di associazioni mondiali.

Il secondo incontro è programmato in autunno, per fare il punto sul feedback dei soci e identificare una o due tematiche che tutte le associazioni possano perseguire insieme.